Quattro bellisse giornate furono quella trascorse in occasione dell’incontro fra il Coro di voci bianche, il Coro giovanile della Scuola di musica C. Eccher di Cles e il Coro di voci bianche, i Ragazzi cantori di Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia).
Si sono ritrovati dopo che i cantori trentini vennero ospitati, nell’agosto del precedente anno, in Sicilia per un gemellaggio corale. Le amicizie createsi in occasione del viaggio nella splendida Sicilia resero necessaria, desiderata, attesa questa visita, arricchita anche da un’interessante occasione offerta dalla Scuola di Musica di Cles: un corso proprio per bambini e ragazzi cantori tenuto da Naomi Faran, musicista israeliana dinamica, esperta, dolce, trascinatrice direttrice di coro e da me, che con queste due bellissime realtà mi lega una grande, affettuosa amicizia. Io, che vissi in prima persona numerosi momenti con questi ragazzi e con i loro maestri: Chiara Biondani, Massimo Chini di Cles, Salvina Miano e Salvatore Perdichizzi, marito e prezioso Presidente, di Barcellona di Gotto, posso assicurare con quanta gioia trascorremmo quelle giornate, posso narrare su quanto s’è vissuto, s’è lavorato, e quante magnifiche emozioni tutti noi provammo.
I vari cori si resero, con entusiasmo, docili, duttili e utili “cavie” sotto le mani di Naomi e mie, sottoposti a diverse ore di lezione, prima per loro e poi per mostrare a un bel gruppo di giovani direttori di coro le nostre proposte didattiche, i nostri suggerimenti su come si possa gestire un corso di formazione musicale e corale a bambini e ragazzi.
Giornate fruttuose, abbellite da affascinanti momenti di musica, quali il concerto dei vari cori nella prestigiosa cornice del castello Valer di Tassullo, per esempio, due bellissime ore di musica, di canti eseguiti con emozionante bravura e lucida, gioiosa partecipazione.
“La voce dei bambini” “La voce dei ragazzi”: un coro per loro, un Maestro per loro, una metodologia didattica per loro, un repertorio per loro, un punto di incontro per loro: Chiedono troppo? Loro non lo chiedono, non devono chiederlo, ne hanno bisogno, ne hanno diritto!
giovedì 24 settembre 2009
martedì 15 settembre 2009
Donata Amadori non c'è più
Donata Amadori non c'è più.
Ciao, Donata,
non possiamo più parlare con te, ma nella tua nuova dimora inondata di luce, quella riservata ai giusti, affidiamo i nostri pensieri, così ci potrai sentire.
Noi dovremmo gioire per te e con te, perché tu sei nella gioia, non hai più bisogno, come noi, di piangere, soffrire, desiderare. Non considerarci egoisti se a questi pensieri aggiungiamo qualche lacrima; le lacrime sono la rugiada della nostra anima e la tua dipartita le ha sciolte in un rivo di dolcissimi ricordi.
Chiunque ci lascia si porta via un pezzo della nostra storia e tu hai fatto parte di questa storia: la limpida spontaneità dei tuoi rapporti, la tua vitalità, le tue risate che uscivano come spruzzo di fonte appena nata, manterremo con riconoscenza nei nostri cuori.
Ciao, Donata, noi I Minipolifonici che ti abbiamo conosciuta e con te abbiamo vissuto momenti bellissimi nel canto, nei giochi, nelle serate trascorse assieme in “casa Conci”, ti salutiamo pregandoti di cantare lassù, per noi, anche i nostri canti.
Nicola con I tuoi Minipolifonici
Ciao, Donata,
non possiamo più parlare con te, ma nella tua nuova dimora inondata di luce, quella riservata ai giusti, affidiamo i nostri pensieri, così ci potrai sentire.
Noi dovremmo gioire per te e con te, perché tu sei nella gioia, non hai più bisogno, come noi, di piangere, soffrire, desiderare. Non considerarci egoisti se a questi pensieri aggiungiamo qualche lacrima; le lacrime sono la rugiada della nostra anima e la tua dipartita le ha sciolte in un rivo di dolcissimi ricordi.
Chiunque ci lascia si porta via un pezzo della nostra storia e tu hai fatto parte di questa storia: la limpida spontaneità dei tuoi rapporti, la tua vitalità, le tue risate che uscivano come spruzzo di fonte appena nata, manterremo con riconoscenza nei nostri cuori.
Ciao, Donata, noi I Minipolifonici che ti abbiamo conosciuta e con te abbiamo vissuto momenti bellissimi nel canto, nei giochi, nelle serate trascorse assieme in “casa Conci”, ti salutiamo pregandoti di cantare lassù, per noi, anche i nostri canti.
Nicola con I tuoi Minipolifonici
martedì 28 aprile 2009
Leggere e cantare, è possibile gioire?
Italia: anno 2030 Da un comune dialogo fra due amici.
Rossella: “Ciao, come va?” Sandro: “Bene, molto bene e tu?” Rossella: “Anch’io, molto bene, anzi, direi meglio ancora; sto incontrandomi con alcuni miei amici per cantare; oggi porto Monteverdi...” Sandro: “Cosa porti di Monteverdi?” Rossella: “Questo: “Deh, bella e cara”...” Sandro “Ah, la conosco” Rossella: “Qualcuno porterà alcuni lieder di Schubert, poi, non so, ma leggeremo tanta musica.” Sandro: “Avete concerti in programma? ... vi dirige qualcuno?” Rossella: “No, no, lo facciamo per noi, ci troviamo ogni settimana a leggere musica, non cantiamo per fare concerti, se mai volessimo, un direttore lo si trova sempre, c’è la coda...; noi cantiamo per diletto, non siamo musicisti di professione, lo sai, io sono ragioniera e tengo la contabilità dell’officina elettrauto di mio padre; a scuola ci hanno insegnato la musica e quindi a leggere e intonare le note, ci viene quasi automaticamente, come leggessimo un libro o il giornale. Siamo tutti amatori” Sandro: “E’ bellissimo!” Rossella: “Dai, perché non vieni anche tu?” Sandro: “Mah, quasi quasi ci faccio un pensier... anzi, no, vengo oggi anch’io con te, sono libero e una cantata in coro non si rifiuta mai... però non ho con me musiche da proporre”. Rossella: “Ne abbiamo noi tante, oggi leggiamo quelle, la prossima volta porterai le tue, magari, se hai qualcosa di nuovo...” Sandro: “Va bene, va bene, allora, andiamo”. E, via canticchiando assieme l’aria: “La ci darem la mano...”
Fantascienza italiana!
Noi, intanto abbiamo incominciato così:
Perugia - Italia
21- 22 marzo 2009
I Minipolifonici
Secondo incontro con la lettura musicale DALCON
Lettura musicale?! Teoria, solfeggio e dettato musicale (come ama chiamarlo la tradizione) mah, è una materia complementare, non si può farne un concorso! siamo seri! Sarebbe come fare un incontro di Analisi grammaticale!
Il solfeggio serve a indottrinare di regole musicali l’allievo. “Solfeggio imposto attraverso l’arido snocciolamento parlato di note spintonate da un ritmo spesso assurdamente difficile, costellato di continui trabocchetti? Bah!...”
Ma è necessario! si dice in Conservatorio, indispensabile a semplificare il lavoro dell’Insegnante di Strumento, solo a lui! è affidato il compito di formare il “Musicista” , prepararlo all’incontro con il palcoscenico e agli applausi; diamine, a ciascuno il suo!
E’ mai accaduto che il garzone incaricato a preparare la malta per costruire la casa abbia goduto gli onori al pari degli architetti? Questi insegnanti di solfeggio devono darsi una regolata!
Ma ora... leggete questo:
Alle Scuole che hanno partecipato al secondo concorso di lettura musicale DALCON:
Complimenti, voi siete riusciti a compiere il miracolo di rendere il “Solfeggio” (ah! che brutta parola!) un appuntamento di gioioso impegno settimanale, a renderlo occasione preziosa per gustare il piacere di fare musica attraverso il primo, in assoluto il più importante, strumento musicale: la voce.
Il recente incontro per il quale avete coinvolto quasi una trentina fra i vostri allievi, lo ha dimostrato. Erano poi bambini e ragazzini fra i sette e i dodici anni che suddivisi nelle tre categorie: Primi passi, Allievi, Esperti, si destreggiarono in diverse prove, affrontando l’esecuzione di musiche precedentemente preparate, musiche consegnate il giorno prima, altre da leggere lì sul momento”.
Ancora sulle prime note da loro intonate, s'è creata un'atmosfera magica, unica, di ammirazione, rispetto nei confronti di quei piccoli, chini sulle partiture, impegnati a sciogliere dalle loro labbra e dal loro cuore, che tradiva innocente trepidazione, le note su di esse scritte.
In tanti anni di insegnamento mai avremmo pensato che la lettura cantata di una melodia letta a prima vista, anche a tre voci, fosse capace di suscitare tali emozioni.
Ci siamo chiesti: “ Ma questi sono allievi di teoria, solfeggio e...bla, bla, bla... o “alieni” di teoria, solfeggio e...bla, bla, bla...? ”Tutti, ma proprio tutti furono in grado, con le loro esecuzioni, alcune di altissimo livello, di stupirci, entusiasmarci, commuoverci. In loro traspariva gioia, desiderio di parteciparvi, di provarci, e soddisfazione nel riuscirci.
Nessuno era contro l’altro, nessuno, si considerava il protagonista, ciascuno, invece, si propose in favore della sua Scuola.
Dobbiamo ammetterlo, qualche prova fu un po' difficile, ma loro non si persero d'animo, l’affrontarono con determinazione superandola con abilità.
La Giuria? Iniziamo dalle gentili signore: Eva Marti; formatasi, fin dall’età di sei anni, alla Scuola di coro dei Minipolifonici di Milano, musicalmente pronta e dotata di ottima intonazione; ora studia canto con l’intento di conseguire il diploma. Saverio Tinto, appassionato estimatore del metodo Dalcon, insegnante di musica colto, e sensibile direttore di coro di bambini; Franco Radicchia, anch’egli ottimo didatta presso le scuole medie e direttore di coro.
Non male l’idea di evitare ipotetici “luminari della musica” prediligendo coloro che con i bambini e i ragazzi sono in contatto quotidiano, persone che conoscono la didattica dei Minipolifonici, la condividono, la adottano e proprio in virtù di ciò, in grado di valutare, giudicare, apprezzare, riconoscere l’adeguatezza delle relative prove in concorso.
Che piacevole emozione per i piccoli della Scuola di Musica C. Eccher di Cles, con la loro insegnante Chiara Biondani, vincitori nella categoria: “Primi passi”!
Comprensibilmente compiaciuti i ragazzini del coro “Nuove Armonie”di Padova e la loro insegnante Chiara Mario, mentre ritiravano il primo premio per la categoria: Allievi” ed infine gli allievi della Scuola Il Pentagramma di Tesero, giustamente fieri nello stringere fra le mani, assieme al loro insegnante Ilario Defrancesco, il premio quali vincitori nella categoria: “Gli Esperti”.
Che successe poi? Prima di lasciarci: una trascinante Tombola musicale, bellissima, organizzata in modo che a giocare non fossero le diverse scuole “una contro l’altra armate” ma gli allievi delle stesse divisi in squadre di sei, estratti a sorte fra i concorrenti, coinvolse tutti i bambini.
Non vinsero i singoli Aldo, Rosanna o Andrea ma sei ragazzi uniti in cordiale collaborazione, vicendevolmente impegnati nel superamento delle varie tappe della stessa.
Altri vincitori? Prima fra tutti la Musica, in egual misura gli insegnanti ai quali va pure il merito di aver permesso ai loro bambini di vivere questa esperienza. I bambini, si, loro, che con l’ incoscienza propria dei cuori semplici si affidano totalmente a noi adulti, loro, che guardandoci negli occhi, ci seguono, ci ascoltano, ci scrutano, si fidano, si affidano alla nostra saggezza, rispondendoci con tacita, genuina riconoscenza.
E, infine... lasciatecelo scrivere: anche il Metodo DALCON.
Dunque, a questo concorso, il primo in Italia, auguriamo una lunga serie di prossimi incontri.
Esso ha confermato la nostra convinzione, da molti anni accarezzata, che il solfeggio può trasformarsi in forma d'Arte, se interpretato quale ulteriore occasione di crescita nella coscienza e conoscenza della Musica e non solo arido "tributo" da versare alle Istituzioni musicali.
Il nostro "Grazie" va quindi alle Scuole, agli insegnanti, che hanno favorevolmente accolto questa proposta formativa, condividono il nostro "credo didattico", e l’hanno nobilitato con la splendida risposta data dai loro allievi.
Arrivederci al prossimo anno, ad altre piacevoli cantate a una, due, tre, cento voci che intonano l'identico “nostro canto”.
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