<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533</id><updated>2011-09-19T14:57:35.232+02:00</updated><category term='coro giovanile'/><category term='messaggio di benvenuto'/><category term='coro misto'/><title type='text'>I Minipolifonici</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>29</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-1924686262483664369</id><published>2011-09-19T14:56:00.001+02:00</published><updated>2011-09-19T14:57:35.249+02:00</updated><title type='text'>"E' iniziato il mercato dei vitellini da latte.".</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 10px; line-height: 16px; "&gt;&lt;div class="mbl notesBlogText clearfix" style="zoom: 1; margin-bottom: 20px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; word-wrap: break-word; "&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;A pieno ritmo e con tutto il "Grandeur" da baraccone di festa paesana, sono iniziati i due programmi canori più amati dai genitori italiani; quei genitori che, privi ormai di qualsiasi pudore, attendono il momento nel quale il loro piccolo si offre al pubblico per prepararsi una buona dose di lacrime a comando non appena si rendono conto d'essere ripresi dalla famelica "cerbottana" del cameraman. Li definiscono programmi per i bambini ma per loro non lo sono affatto. Loro, sono solo oggetti, carne da spettacolo, da pubblicità di articoli per l'infanzia; sono cuori che palpitano, sinceramente palpitano, e come palpitano! Concentrati nel loro ruolo di "divi" per tre minuti, preoccupati di non deludere le aspettative di tutto il parentado, nonni compresi, bloccati sulla sedia, davanti al televisore con un capiente fazzoletto in mano, pronti, anche loro, ad arginare l'inevitabile emorragia di lacrime. Questo chiedono l'"Arena virtuale" e il suo pubblico). E i bambini ci credono, credono ai genitori che fanno di tutto per assecondare il proprio effimero, recondito sogno; credono ai conduttori che, da bravi professionisti, sanno entusiasmarli, circuirli, aiutarli al punto di ritenersi grandi interpreti come o meglio dei loro modelli. Pensano che questa sia la loro Musica, che questo potrebbe rappresentare il più ambito e fortunato loro futuro: "Il successo, immediato e facile". Ma questo è come stampare un libro prima ancora di scriverlo: bello, con la copertina elegante, accattivante, le scritte in oro, disegni colorati così, a caso ma dentro ancora niente perché manca il vissuto, mancano le esperienze, le conoscenze.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;I veri destinatari di questi programmi non sono loro ma le canzoni, i cantanti che le hanno scritte o lanciate (rigorosamente musica leggera meglio se canti d'amore, che con l'innocenza infantile non hanno nulla da spartire). Ma i bambini non meritano questo, non è il giusto messaggio per la loro armoniosa e sana crescita. Quando i bambini si propongono al pubblico è per donare qualcosa che loro hanno preparato e nel quale c'è la gioia di offrirlo, la lucida consapevolezza di aver appreso qualcosa che serve soprattutto a loro, acquisita nella quotidiana, costante preparazione, studio, in un contesto preparato proprio per loro (la Scuola, per esempio). Perché il bambino deve imitare l'adulto? Perché deve condizionare la propria voce a immagine e somiglianza vocale dell'esecutore originale, fingere di gioire, spasimare, soffrire d'amore, contorcersi sul microfono perché così si fa se si vuol essere come i grandi cantanti? I bambini devono suscitare solo ammirazione, rispetto per quello che riescono a fare quale frutto del loro impegno. Loro non devono provocare tenerezza, quella tenerezza forzata, fuori luogo e per questo inutile, falsa. Il luogo giusto per il bambino non è il palcoscenico ma il suo quotidiano "cortile" nel quale muoversi, esplorare, conoscere, imparare a distinguere ciò che solo piace da quello che veramente vale. Imparare a fare le scale per salire, non con la pedana mobile del palcoscenico. Non è educativo fargli credere che tutto intorno ruoti attorno a lui ma lui ne fa parte e deve imparare a viverci saggiamente, serenamente come un fiore di campo non un effimero, sgargiante buchèt di plastica. Deve imparare che le grandi cose, le grandi imprese non avvengono in una serata per quanto scintillante e ammaliatrice.&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;"L'Everest non si conquista in ascensore"!&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; font-size: 11px; line-height: 1.5em; "&gt;Nicola Conci&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-1924686262483664369?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/1924686262483664369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=1924686262483664369' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/1924686262483664369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/1924686262483664369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2011/09/e-iniziato-il-mercato-dei-vitellini-da.html' title='&quot;E&apos; iniziato il mercato dei vitellini da latte.&quot;.'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-514139204471302296</id><published>2010-11-29T18:31:00.002+01:00</published><updated>2010-11-29T18:38:20.712+01:00</updated><title type='text'>Perché solo bambine nel coro?</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 14px; "&gt;Non proprio moltissimi anni fa, poco più di quarant'anni (un battere di ciglia per il tempo), nei cori di "Voci bianche", quelli meritevoli di essere così definiti, erano rigorosamente ammessi solo bambini maschi. Lo stesso mio coro, nel 1970, alla gloriosa rassegna internazionale loretana di "pueri cantores", venne ammesso con la clausola che i componenti fossero solo maschi. Decisi di infrangere questa tradizione che ritenevo priva di logica e adeguata giustificazione accogliendo nel mio coro anche le bambine. Oggi, finalmente, questa vetusta e assurda tradizione ha perso colpi e abbandonato le sue antiche velleità. E' migliorato qualcosa? Se per migliorato si intende il fatto che anche vicino all'altare, nelle improvvisate "cantorie" la presenza di qualche fanciulla non desti più scandalo e sconcerto, beh, si, le cose sono migliorate (di necessità si fa virtù). Ma ai "cori di bambini" (mi piace tanto questo termine, lo considero il più giusto, la definizione in assoluto più legittima, rispettosa dei soggetti che la compongono) ha migliorato qualcosa? Per niente! Anzi, ha capovolto i ruoli. Ora i cori di voci bianche o di bambini, sono costituiti prevalentemente da bambine. Spero non sia questa una fra le rivalse del "femminismo".&lt;br /&gt;Il fenomeno s'è laicizzato e capovolto ma in senso negativo.&lt;br /&gt;Le mode, gli allettamenti che enfatizzano il tutto facile, il successo effimero, la smodata aspirazione alla notorietà, stordisce, specie i più giovani, privandoli del diritto alla cultura, alla Musica, all'attenzione del bello prima che del famoso, a comprendere l'importanza delle discipline come aiuto alla ricerca della perfezione.&lt;br /&gt;Il luogo comune che provoca questa situazione è dato quasi sempre dalla mancanza di informazione dell'adulto, della quale spesso ne è vittima il genitore stesso, che ritiene l'attività corale una "cosa da femmine". I maschi devono fare sport!: "Calcio", per primo, poi lotta. Nel "calcio" i bambini si assoggettano ad allenamenti in qualunque ora del giorno, in qualunque giorno, con qualunque tempo. Se proprio, proprio, per loro basta la musica leggera, magari attraverso l'imitazione dei cantanti adulti, scelta, questa, assolutamente diseducativa,.&lt;br /&gt;Le bambine? ah le bambine fanno "danza", classica, moderna o tutte due! Proposta di avvicinamento all'Arte indubbiamente positiva. Ma perché? Loro devono ingentilirsi, prepararsi ad essere brave, eleganti, leggiadre... e poi? Poi può esserci il "coro", si, quello è adatto a loro. Questa è ghettizzazione delle discipline, dettata soprattutto dalle mode del momento.&lt;br /&gt;A me sembra molto grave.&lt;br /&gt;Ma perché i maschi non devono cantare? La voce è un dono, per molti aspetti, inoltre può tramutarsi in splendido strumento musicale e nel canto, soprattutto in coro, essa trova la soluzione migliore per avvicinarli alla Musica.&lt;br /&gt;Sono convinto che anche il bambino maschio ha diritto di conoscere la propria voce, di usarla in modo corretto, di essere consapevole sul come usarla, quando, con chi, per chi proporla. Ha diritto di provare la gioia del canto. Il coro, soprattutto, insegna la disciplina dell'ascoltarsi e del saper ascoltare, aiuta a concepire la stessa come una necessità prima che come condizione.&lt;br /&gt;C'è un abbigliamento adatto alle donne e c'è quello adatto all'uomo, forse ci sono pure lavori più adatti all'uomo e viceversa ma non devono essere dettati da preconcetti discriminanti.&lt;br /&gt;Se i genitori scoprissero le potenzialità vocali del loro bambino, conoscessero la grande valenza educativa del cantare in coro, si convincessero che la voce, al pari delle gambe, dei piedi è un mezzo, si per comunicare ma anche per sublimare la poesia, il canto sulla stessa, che sa dare emozioni, che nel canto può trasfigurarsi in dono per chi l'ascolta, sono convinto che qualche domanda in più se la farebbero e la decisione sarebbe scontata.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-514139204471302296?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/514139204471302296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=514139204471302296' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/514139204471302296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/514139204471302296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2010/11/perche-solo-bambine-nel-coro.html' title='Perché solo bambine nel coro?'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-3817607677726905052</id><published>2010-11-02T10:44:00.007+01:00</published><updated>2010-11-07T08:27:50.169+01:00</updated><title type='text'>III° INCONTRO con la LETTURA MUSICALE “DALCON”</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;I Minipolifonici&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;Associazione Culturale - Gubbio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;SCUOLE IN CONCORSO&lt;br /&gt;2 - 3 aprile 2011&lt;br /&gt;Riservato alle Scuole che adottano il metodo didattico dei Minipolifonici:&lt;br /&gt;“Canto le note” di Nicola Conci e Eleonora Dalbosco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Direttore: Nicola Conci&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Commissione giudicatrice:&lt;br /&gt;un direttore di coro di bambini,&lt;br /&gt;un insegnante di musica nella scuola primaria,&lt;br /&gt;un insegnante di musica nella scuola media,&lt;br /&gt;un cantore che ha frequentato il coro di voci bianche: I Minipolifonici della città di Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obiettivi:&lt;br /&gt;Riunire le scuole che adottano lo stesso metodo didattico e favorire momenti di scambio.&lt;br /&gt;Dare agli allievi occasione di aggregazione in un interesse comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data e sede:&lt;br /&gt;Il concorso si svolgerà domenica 3 aprile 2011 nel teatro di Ponte Felcino (PG).&lt;br /&gt;I concorrenti saranno attesi presso l’Ostello di Ponte Felcino entro le ore 18.00 di sabato 2 aprile per la consegna dei brani da eseguire il giorno successivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organizzazione:&lt;br /&gt;Al Concorso possono partecipare le Scuole che adottano il metodo “DalCon”.&lt;br /&gt;Verranno accolte le iscrizioni fino al raggiungimento di 40 concorrenti complessivi.&lt;br /&gt;Il concorso è suddiviso in tre categorie: &lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 204, 204);"&gt;“Primi passi”&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;,&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt; “Allievi”,&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(153, 153, 0);"&gt;“Esperti”&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;Ogni Scuola può partecipare con più gruppi anche in una stessa categoria, o potrà partecipare a una, due o tutte tre le categorie, comunque non dovrà superare il numero complessivo di otto concorrenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ammissione:&lt;br /&gt;Per essere ammessi al Concorso è necessario presentare domanda entro e non oltre sabato 15 gennaio 2011, sia tramite posta: I Minipolifonici - Loc. Santa Cristina 64 - 06024 Gubbio (PG), sia all’indirizzo e-mail: info@minipolifonici.it.&lt;br /&gt;Nella domanda andranno specificate la o le categorie per le quali la Scuola intende partecipare, il nome e l’età dei partecipanti per ciascuna categoria, i brani scelti dalla Scuola, il nome dell’insegnante.&lt;br /&gt;Le Scuole interessate potranno fare richiesta dei brani alla Direzione del Concorso che&lt;br /&gt;provvederà a inviarli immediatamente. (vedi modulo allegato)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premi:&lt;br /&gt;Per ogni categoria è prevista l’assegnazione di un premio al 1°, 2° e 3° gruppo classificato.&lt;br /&gt;I premi consistono in un diploma sul quale saranno riportati i nomi degli allievi vincitori in quella categoria, il nome dell’insegnante e della Scuola; verranno inoltre consegnati oggetti utili alla Scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo il pranzo, presso la sede dei Minipolifonici, alle ore 15,00 avverrà la proclamazione e premiazione dei vincitori, verranno inoltre consegnati omaggi a tutti i partecipanti, agli insegnanti e alle Scuole.&lt;br /&gt;Saranno allestiti giochi e una merenda a buffet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soggiorno:&lt;br /&gt;Le spese di viaggio, vitto e alloggio saranno a carico delle singole Scuole.&lt;br /&gt;I partecipanti possono rivolgersi presso l’Ostello della Gioventù di Ponte Felcino (vicino al teatro).&lt;br /&gt;Il costo della pensione completa è di € 34,00 a persona.&lt;br /&gt;Ciascuna Scuola dovrà prenotare il numero di posti di cui necessita entro e non oltre venerdì 18 febbraio  telefonando ai seguenti numeri: 0755913991, cell. 3293122559.&lt;br /&gt;Dopo tale data la disponibilità non sarà assicurata.&lt;br /&gt;Per qualsiasi informazione potrete telefonare: 075920185 - 3280593093&lt;br /&gt;o scrivere per e-mail: info@minipolifonici.it&lt;br /&gt;La vostra partecipazione non sarà solo attesa ma anche assai gradita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;Programma Concorso:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;Categoria Primi Passi&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Riservata agli allievi che stanno per concludere &lt;b&gt;il 2° libro di “Canto le note”&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo sarà composto da &lt;b&gt;due&lt;/b&gt; concorrenti di età compresa fra i&lt;b&gt; sette e i dieci  anni&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prove:&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ciascuna prova sarà sostenuta contemporaneamente da tutti e due i concorrenti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1: Esecuzione di una melodia a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla Direzione&lt;br /&gt;Artistica del concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2: Esecuzione di una canzoncina a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla&lt;br /&gt;Direzione Artistica del concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3: Esecuzione della melodia a due voci contenuta nella Lezione 22 di Canto le note 2.&lt;br /&gt;o di una melodia a due voci composta dall’insegnante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4: Esecuzione di una canzoncina a una voce precedentemente preparata dai concorrenti e&lt;br /&gt;scelta fra quelle contenute nel 2° libro di Canto le note.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5: Esecuzione di una canzoncina a una voce consegnata dalla Commissione Giudicatrice la&lt;br /&gt;sera prima del Concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6: Esecuzione di una melodia a due voci consegnata dalla Commissione Giudicatrice la sera&lt;br /&gt;prima del Concorso. &lt;i&gt;Questa esecuzione, può essere eseguita da due o più concorrenti dello stesso gruppo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;Categoria Allievi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Riservata a ragazzi che stanno per concludere il &lt;b&gt;4° libro di “Canto le note”&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il gruppo sarà composto da tre concorrenti di età non superiore ai dodici anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prove:&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ciascuna prova di lettura sarà sostenuta alternativamente da un concorrente o più concorrenti nel caso di melodie a più voci. Le canzoni precedentemente preparate potranno essere cantate da uno o più concorrenti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1: Esecuzione di una melodia a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla&lt;br /&gt;Direzione Artistica del Concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2: Esecuzione di una canzoncina a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla&lt;br /&gt;Direzione Artistica del Concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3: Esecuzione di una melodia a due voci precedentemente preparata dai concorrenti e&lt;br /&gt;scelta fra quelle contenute nel 3° o 4° libro di Canto le note.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4: Esecuzione di: &lt;b&gt;"Passo e mezzo passo" &lt;/b&gt;contenuta alla Lezione &lt;b&gt;13 del 4° libro di Canto le note&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;precedentemente preparata dai concorrenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5: Esecuzione di una melodia a due voci consegnata dalla Commissione Giudicatrice&lt;br /&gt;la sera prima del Concorso. &lt;i&gt;Questa esecuzione, può essere eseguita da due o più concorrenti dello stesso gruppo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6: Esecuzione a prima vista di una melodia a una voce consegnata dalla Commissione Giudicatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(204, 153, 51);"&gt;Categoria Esperti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Riservata a ragazzi che stanno per concludere il 5° libro di “Canto le note”&lt;br /&gt;Il gruppo sarà composto da tre concorrenti di età non superiore ai quattordici anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prove:&lt;br /&gt;Le prove 1, 2 , e 7 saranno sostenute alternativamente da uno dei tre concorrenti.&lt;br /&gt;Le prove 5 e 6 saranno sostenute da due e tre concorrenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1: Esecuzione di una melodia a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla&lt;br /&gt;Direzione Artistica del Concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2: Esecuzione di una canzoncina a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla&lt;br /&gt;Direzione Artistica del Concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3: Esecuzione di una melodia a tre voci precedentemente inviata alla Scuola dalla&lt;br /&gt;Direzione Artistica del Concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4: Esecuzione di un brano o melodia per coro a tre voci precedentemente preparato dai con&lt;br /&gt;correnti e scelto fra i seguenti: Suscepit Israel - Gli intervalli sono così - Melodia a tre voci a&lt;br /&gt;pag.56, contenuti nel 5° libro di Canto le note.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5 Esecuzione di una melodia a due voci consegnata dalla Commissione Giudicatrice&lt;br /&gt;la sera prima del Concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6 Esecuzione di una melodia a tre voci consegnata dalla Commissione Giudicatrice&lt;br /&gt;la sera prima del Concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7: Esecuzione a prima vista di una melodia a una voce consegnata dalla Commissione Giudicatrice&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;La direzione:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;Nicola Conci - Eleonora Dalbosco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(51, 51, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:13px;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51);font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;font-size:100%;"  &gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; line-height: 18px;font-size:13px;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; color: rgb(204, 153, 51); line-height: 18px;font-family:'trebuchet ms',verdana,arial,sans-serif;" &gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:large;"&gt;&lt;iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fminipolifonici.blogspot.com%2F&amp;amp;layout=standard&amp;amp;show_faces=true&amp;amp;width=450&amp;amp;action=like&amp;amp;colorscheme=light&amp;amp;height=80" style="border: medium none; overflow: hidden; width: 450px; height: 80px;" allowtransparency="true" frameborder="0" scrolling="no"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-3817607677726905052?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/3817607677726905052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=3817607677726905052' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/3817607677726905052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/3817607677726905052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2010/11/iii-incontro-con-la-lettura-musicale.html' title='III° INCONTRO con la LETTURA MUSICALE “DALCON”'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-2881986835227988593</id><published>2010-02-17T17:59:00.003+01:00</published><updated>2010-03-11T20:38:58.171+01:00</updated><title type='text'>Dieci milioni di "Pat,pat"</title><content type='html'>Rispondo all'interrogativo proposto sulla mia bacheca qualche tempo fa. Premetto: Il mio pensiero non è, e non vuol essere Vangelo, è un credo maturato in tanti anni di attività nei cori di bambini, di giovani e cori misti.&lt;br /&gt;IL CORO E' PER I CANTORI!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualunque sia il vostro pensiero, se lo desiderate, proseguite nella lettura di questo mio scritto. &lt;br /&gt;Il coro è per i cantori, riferendomi, ovviamente, ai cori amatoriali, siano essi misti, e (ancor più) cori di bambini.&lt;br /&gt;I milioni di "Pat, pat" vadano a quanti hanno scelto di dedicare parte del loro tempo (sempre prezioso e spesso incomprensibilmente gratuito), alla preparazione di cantori, piccoli e grandi; a quanti hanno ideato un coro perché molti (bambini, ragazzi, adulti, anche anziani), possano, in esso, trovare gioia nel canto, consapevolezza di sentirsi destinatari privilegiati di un percorso culturale, formativo, artistico offerto dal loro maestro e non oggetto per le sue ambizioni direttoriali. Ci si deve inchinare davanti a queste persone, spesso sconosciute, che, nonostante l'imperversare di allettamenti frivoli, fuorvianti  e principalmente inutili con i quali la televisione pubblica e privata bombarda gli occhi, i pensieri, i sogni, gli ideali dei bambini e dei giovani, trovano coraggio, accanita quanto accorata determinazione nel proporre altri valori, meno di moda, dove cosce e chiappe in mostra non trovano spazio, dove non viene osannato il bambino che, cantando su una base, riesce a rendere l'esecuzione identica al modello dell'adulto (immaginate di chiudere gli occhi, sentire il barrito di un elefante, aprirli e scoprire che a fare quel verso è stato un usignolo!). In un paese dove, le Istituzioni pubbliche per prime, mettono la Musica allo stesso livello di un comune corso privato di "Cucina breve", "Taglio e cucito in dieci lezioni" "Arti marziali per tutte le età", "Torte e dolci di nonna Adele", ci vuole coraggio, amore, umiltà per trovare la forza, spesso in condizioni proibitive, di proporsi, offrire un percorso con la Musica attraverso il coro, ciò che lo Stato considera meno che niente e chi lo volesse se lo dovrebbe pagare. Ammiro e apprezzo pure quei gruppi spontanei che per collettiva scelta, ogni tanto si ritrovano, si affidano al loro amico esperto di musica e direzione corale per leggere, studiare, cantare brani preparati assieme.&lt;br /&gt;Non condivido, invece, l'abitudine di quei Direttori che vanno a caccia di cantori, cercando qua e là belle voci, cantori che non hanno problemi di lettura musicale, che siano in grado di prepararsi a casa per poi arrivare pronti alle poche prove prima del concerto.&lt;br /&gt;Quelli non sono cori amatoriali, probabilmente nemmeno cori professionisti ma "carne da coro" necessaria ai progetti di uno solo: il Direttore. E' vero, a nessuno va negata l'ambizione di procurarsi e dirigersi un bel coro ma, lo stesso, non può neppure negare di essere un Direttore bisognoso di cantori. A loro, cantori e direttori auguro l'applauso convinto del pubblico; penso sia più che sufficiente.&lt;br /&gt;A tutti gli altri la mia ammirazione e solidarietà e, anche se nessuno di loro riuscisse o volesse partecipare e vincere un Concorso, posso assicurargli di averne vinto uno di gran lunga più importante: l'aver concorso a rendere consapevoli e coscientemente collaborativi i propri cantori. Questo non è tanto, è tutto!&lt;br /&gt;Nicola&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-2881986835227988593?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/2881986835227988593/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=2881986835227988593' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/2881986835227988593'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/2881986835227988593'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2010/02/dieci-milioni-di-patpat.html' title='Dieci milioni di &quot;Pat,pat&quot;'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-9023496556737745486</id><published>2009-09-24T17:24:00.002+02:00</published><updated>2009-09-24T17:28:53.535+02:00</updated><title type='text'>Cles -  Barcellona Pozzo di Gotto: due splendide realtà corali e musicali insieme per cantare.</title><content type='html'>Quattro bellisse giornate furono quella trascorse in occasione dell’incontro fra il Coro di voci bianche, il Coro giovanile della Scuola di musica C. Eccher di Cles e il Coro di voci bianche, i Ragazzi cantori di Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia).&lt;br /&gt;Si sono ritrovati dopo che i cantori trentini vennero ospitati, nell’agosto del precedente anno, in Sicilia per un gemellaggio corale. Le amicizie createsi in occasione del viaggio nella splendida Sicilia resero necessaria, desiderata, attesa questa visita, arricchita anche da un’interessante occasione offerta dalla Scuola di Musica di Cles: un corso proprio per bambini e ragazzi  cantori tenuto da Naomi Faran, musicista israeliana dinamica, esperta, dolce, trascinatrice direttrice di coro e da me, che con  queste due bellissime realtà mi lega una grande, affettuosa amicizia. Io, che vissi in prima persona numerosi momenti con questi ragazzi e con i loro maestri: Chiara Biondani, Massimo Chini di Cles, Salvina Miano e Salvatore Perdichizzi, marito e prezioso Presidente, di Barcellona di Gotto, posso  assicurare con quanta gioia trascorremmo quelle giornate, posso narrare su quanto s’è vissuto, s’è lavorato, e quante magnifiche emozioni tutti noi provammo.&lt;br /&gt;I vari cori si resero, con entusiasmo, docili, duttili e utili “cavie” sotto le mani di Naomi e mie, sottoposti a diverse ore di lezione, prima per loro e poi per mostrare a un bel gruppo di giovani direttori di coro le nostre proposte didattiche, i nostri suggerimenti su come si possa gestire un corso di formazione musicale e corale a bambini e ragazzi.&lt;br /&gt;Giornate fruttuose, abbellite da affascinanti momenti di musica, quali il concerto dei vari cori nella prestigiosa cornice del castello Valer di Tassullo, per esempio, due bellissime ore di  musica, di canti eseguiti con emozionante bravura e lucida, gioiosa partecipazione.&lt;br /&gt;“La voce dei bambini” “La voce dei ragazzi”: un coro per loro, un Maestro per loro, una metodologia didattica per loro, un repertorio per loro, un punto di incontro per loro: Chiedono troppo? Loro non lo chiedono, non devono chiederlo, ne hanno bisogno, ne hanno diritto!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-9023496556737745486?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/9023496556737745486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=9023496556737745486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/9023496556737745486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/9023496556737745486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2009/09/cles-barcellona-pozzo-di-gotto-due.html' title='Cles -  Barcellona Pozzo di Gotto: due splendide realtà corali e musicali insieme per cantare.'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-2491800476639857831</id><published>2009-09-15T14:47:00.002+02:00</published><updated>2009-09-15T14:51:51.797+02:00</updated><title type='text'>Donata Amadori non c'è più</title><content type='html'>Donata Amadori non c'è più.&lt;br /&gt;Ciao, Donata,&lt;br /&gt;non possiamo più parlare con te, ma nella tua nuova dimora inondata di luce, quella riservata ai giusti, affidiamo i nostri pensieri, così ci potrai sentire.&lt;br /&gt;Noi dovremmo gioire per te e con te, perché tu sei nella gioia, non hai più bisogno, come noi, di piangere, soffrire, desiderare. Non considerarci egoisti se a questi pensieri aggiungiamo qualche lacrima; le lacrime sono la rugiada della nostra anima e la tua dipartita le ha sciolte in un rivo di dolcissimi ricordi. &lt;br /&gt;Chiunque ci lascia si porta via un pezzo della nostra storia e tu hai fatto parte di questa storia: la limpida spontaneità dei tuoi rapporti, la tua vitalità, le tue risate che uscivano come spruzzo di fonte appena nata, manterremo con riconoscenza nei nostri cuori.&lt;br /&gt;Ciao, Donata, noi I Minipolifonici che ti abbiamo conosciuta e con te abbiamo vissuto momenti bellissimi nel canto, nei giochi, nelle serate trascorse assieme in “casa Conci”, ti salutiamo pregandoti di cantare lassù, per noi, anche i nostri canti.&lt;br /&gt;Nicola con I tuoi Minipolifonici&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-2491800476639857831?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/2491800476639857831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=2491800476639857831' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/2491800476639857831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/2491800476639857831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2009/09/donata-amadori-non-ce-piu.html' title='Donata Amadori non c&apos;è più'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-4604972896748180636</id><published>2009-04-28T13:10:00.005+02:00</published><updated>2009-05-06T10:59:55.300+02:00</updated><title type='text'>Leggere e cantare, è possibile gioire?</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;Italia: anno 2030 Da un comune dialogo fra due amici.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Rossella&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “Ciao, come va?” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Sandro:&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt; “Bene, molto bene e tu?” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Rossella&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Anch&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;’io, molto bene, anzi, direi meglio ancora; sto incontrandomi con alcuni miei amici per cantare; oggi porto Monteverdi...” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Sandro&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “Cosa porti di Monteverdi?” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Rossella&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “Questo: “&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Deh&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, bella e cara”...” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Sandro &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;“Ah, la conosco” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Rossella&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “Qualcuno porterà alcuni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;lieder&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; di Schubert, poi, non so, ma leggeremo tanta musica.” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;S&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;andro&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “Avete concerti in programma? ... vi dirige qualcuno?” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Rossella&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “No, no, lo facciamo per noi, ci troviamo ogni settimana a leggere musica, non cantiamo per fare concerti, se mai volessimo, un direttore lo si trova sempre, c’è la coda...; noi cantiamo per diletto, non siamo musicisti di professione, lo sai, io  sono ragioniera e tengo la contabilità dell’officina elettrauto di mio padre; a scuola ci hanno insegnato la musica e quindi a leggere e intonare le note, ci viene quasi  automaticamente, come leggessimo un libro o il giornale. Siamo tutti amatori” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Sand&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;r&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;o&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “E’ bellissimo!” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Rossella&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “Dai, &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;perché&lt;/span&gt; non vieni anche tu?”&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt; Sandro&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “Mah, quasi quasi ci faccio un &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;pensier&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;... anzi, no, vengo oggi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;anch&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;’io con te, sono libero e una cantata in coro non si rifiuta mai... però non ho con me musiche da proporre”.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt; Rossella&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “Ne abbiamo noi tante, oggi leggiamo quelle, la prossima volta porterai le tue, magari, se hai qualcosa di nuovo...” &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Sandro&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;: “Va bene, va bene, allora, andiamo”.  E, via canticchiando assieme l’aria: “La ci &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;darem&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; la mano...”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;Fantascienza italiana!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Noi, intanto abbiamo incominciato così:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perugia - Italia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;21- 22 marzo 2009&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;I Minipolifonici&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Secondo incontro con la lettura musicale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;DALCON&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lettura musicale?!  Teoria, solfeggio e dettato musicale (come ama chiamarlo la tradizione) mah, è una materia complementare, non si può farne un concorso! siamo seri! Sarebbe come fare un incontro di Analisi grammaticale!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il solfeggio serve a indottrinare di regole musicali l’allievo. “Solfeggio imposto attraverso l’arido &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;snocciolamento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; parlato di note spintonate da un ritmo spesso assurdamente difficile, costellato di continui trabocchetti? Bah!...”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma è necessario! si dice in Conservatorio, indispensabile a semplificare il lavoro dell’&lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Insegnante&lt;/span&gt; di Strumento, solo a lui! è affidato il compito di formare il “Musicista” , prepararlo all’incontro con il palcoscenico e agli applausi; diamine, a ciascuno il suo!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E’ mai accaduto che il garzone incaricato a preparare la malta per costruire la casa abbia goduto gli onori al pari degli architetti? Questi insegnanti di solfeggio devono darsi una regolata!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma ora... leggete questo: &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space:pre"&gt; &lt;/span&gt;Alle Scuole che hanno partecipato al secondo concorso di lettura musicale &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;DALCON&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Complimenti, voi siete riusciti a compiere il miracolo di rendere il “Solfeggio” (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;ah&lt;/span&gt;! che brutta parola!) un appuntamento di gioioso impegno settimanale, a renderlo occasione preziosa per gustare il piacere di fare musica attraverso il primo, in assoluto il più importante, strumento musicale: la voce. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il recente incontro per il quale avete coinvolto quasi una trentina fra i vostri allievi, lo ha dimostrato. Erano poi bambini e ragazzini fra i sette e i dodici anni  che suddivisi nelle tre categorie:&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt; Primi passi, Allievi, Esperti,&lt;/span&gt; si destreggiarono in diverse prove, affrontando l’esecuzione di musiche precedentemente preparate, musiche consegnate il giorno prima, altre da leggere lì sul momento”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ancora sulle prime note da loro intonate, s'è creata un'atmosfera magica, unica, di ammirazione, rispetto nei confronti di quei piccoli, chini sulle partiture, impegnati a sciogliere dalle loro labbra e dal loro cuore, che tradiva innocente trepidazione, le note su di esse scritte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;In tanti anni di insegnamento mai avremmo pensato che la lettura cantata di una melodia letta a prima vista, anche a tre voci, fosse capace di suscitare tali emozioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci siamo chiesti: “ Ma questi sono allievi di teoria, solfeggio e...&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;bla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;bla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;bla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;... o “alieni” di teoria, solfeggio e...&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;bla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;bla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;bla&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;...? ”Tutti, ma proprio tutti furono in grado, con le loro esecuzioni, alcune di altissimo livello, di stupirci, entusiasmarci, commuoverci. In loro traspariva gioia, desiderio di parteciparvi, di provarci, e soddisfazione nel riuscirci.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessuno era contro l’altro, nessuno, si considerava il protagonista, ciascuno, invece, si propose in favore della sua Scuola.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dobbiamo ammetterlo, qualche prova fu un po' difficile, ma loro non si persero d'animo, l’affrontarono con determinazione  superandola con abilità.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Giuria? Iniziamo dalle gentili signore: Eva &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Marti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;; formatasi, fin dall’età di sei anni, alla Scuola di coro dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; di Milano, musicalmente pronta e dotata di ottima intonazione; ora studia canto con l’intento di conseguire il diploma. Saverio Tinto, appassionato estimatore del metodo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Dalcon&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, insegnante di musica colto, e sensibile direttore di coro di bambini; Franco &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Radicchia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;anch&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;’egli ottimo didatta presso le scuole medie e direttore di coro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non male l’idea di evitare ipotetici “luminari della musica” prediligendo coloro che con i bambini e i ragazzi sono in contatto quotidiano, persone che conoscono la didattica dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, la condividono, la adottano e proprio in virtù di ciò, in grado di valutare, giudicare, apprezzare, riconoscere l’adeguatezza delle relative prove in concorso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che piacevole emozione per i &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;piccoli&lt;/span&gt; della Scuola di Musica C. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Eccher&lt;/span&gt; di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Cles&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, con la loro insegnante Chiara &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Biondani&lt;/span&gt;, vincitori nella categoria: “Primi passi”!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Comprensibilmente compiaciuti i ragazzini del coro “Nuove Armonie”di Padova e la loro insegnante Chiara Mario, mentre ritiravano il primo premio per la categoria: Allievi” ed infine gli allievi della Scuola Il Pentagramma di Tesero, giustamente fieri nello stringere fra le mani, assieme al loro insegnante Ilario &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Defrancesco&lt;/span&gt;, il premio quali vincitori nella categoria: “Gli Esperti”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che successe poi? Prima di lasciarci: una trascinante Tombola musicale, bellissima, organizzata in modo che a giocare non fossero le diverse scuole “una contro l’altra armate” ma gli allievi delle stesse divisi in squadre di sei, estratti a sorte fra  i concorrenti, coinvolse tutti i bambini.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non vinsero i singoli Aldo, Rosanna o Andrea ma sei ragazzi uniti in cordiale collaborazione, vicendevolmente impegnati  nel superamento delle varie tappe della stessa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Altri vincitori? Prima fra tutti la Musica, in egual misura gli insegnanti ai quali va pure il merito di aver permesso ai loro bambini di vivere questa esperienza. I bambini,  si, loro, che con l’ incoscienza propria dei cuori semplici si affidano totalmente a noi adulti, loro, che guardandoci negli occhi, ci seguono, ci ascoltano, ci scrutano, si fidano,  si affidano alla nostra saggezza, rispondendoci con tacita, genuina  riconoscenza. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E, infine... lasciatecelo scrivere: anche il Metodo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;DALCON&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dunque, a questo concorso, il primo in Italia, auguriamo una lunga serie di prossimi incontri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Esso ha confermato la nostra convinzione, da molti anni accarezzata, che il solfeggio può trasformarsi in forma d'Arte, se interpretato quale ulteriore occasione di crescita nella coscienza e conoscenza della Musica e non solo arido "tributo" da versare alle Istituzioni musicali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il nostro "Grazie" va quindi alle Scuole, agli insegnanti, che hanno favorevolmente accolto questa proposta formativa, condividono il nostro "credo didattico", e l’hanno nobilitato con la splendida risposta data dai loro allievi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Arrivederci al prossimo anno, ad altre piacevoli cantate a una, due, tre, cento voci che intonano l'identico “nostro canto”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-4604972896748180636?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/4604972896748180636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=4604972896748180636' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/4604972896748180636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/4604972896748180636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2009/04/leggere-e-cantare-e-possibile-gioire.html' title='Leggere e cantare, è possibile gioire?'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-6542782973003806625</id><published>2009-04-17T16:51:00.003+02:00</published><updated>2009-04-18T13:59:59.836+02:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici XIV PARTE</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;E ora, I &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; dove sono? cosa fanno?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sono in Umbria, naturalmente, dove abito, e dove continuano la loro vita attraverso l’ Associazione  “I &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;” nella quale è attivo un Centro per la formazione corale e musicale infantile che si propone come punto di riferimento nazionale per chiunque desideri informazioni, aiuto, consigli per la realizzazione e conduzione di un coro di bambini, per conoscere e approfondire le proprie esperienze nella didattica musicale infantile e nell’uso del nostro metodo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Accoglieremo con gioia e affetto tutte quelle Scuole di musica, quei cori, e sono molti in Italia, che si ispirano ai &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;, e pur non servendosi del nome, lo onorano, attraverso la stima, il rispetto, l’entusiasmo, la fierezza di essere considerati da noi loro testimoni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’immediato? Eccolo: Il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;ventidue&lt;/span&gt; marzo ci fu l’Incontro nazionale di lettura musicale cantata attraverso il nostro metodo: &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;DALCON&lt;/span&gt; (la didattica dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fu un gioioso concorso di lettura musicale, cantata, naturalmente, il primo in Italia, dove &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;venticinque&lt;/span&gt; ragazzini, fra i sette e i dodici anni, provenienti da diverse Scuole di musica, si confrontarono esibendosi in diverse e variegate prove di lettura. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Suddivisi in tre categorie: Primi passi, Allievi, Esperti, si destreggiarono nell’esecuzione di musiche precedentemente preparate, musiche consegnate il giorno prima, altre da leggere lì sul momento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bellissimo risultato di cui narreremo dettagliatamente sul blog.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il 26 marzo, con gli allievi di prima, seconda e terza media a Ponte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Pattoli&lt;/span&gt;, ho realizzato un progetto: “Dai ragazzi il teatro per i ragazzi” mettendo in scena due operine per bambini. I ragazzi della prima, fantastici, entusiasti, pronti a recepire qualunque stimolo proponessi loro, si cimentarono nella Montagna dei nanetti. All’inizio impacciati nel muoversi, nel cantare, poi ad ogni lezione constatavano, assaporandone il piacere, i loro continui progressi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le classi seconda e terza realizzarono la Principessa Clara, un lavoro teatrale più impegnativo, con numerosi ruoli: narratori, personaggi, rumoristi, l’orchestra di flauti, il coro.Ognuno con i propri mezzi, le proprie capacità ce la mise tutta nel cercare di dare il meglio nell’esecuzione e rendere il tutto, anche la voce il più gradevole possibile. Una serata molto bella e piena di festosa euforia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Riguardo al Coro dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;, Milano, molti cantori hanno trovato cori dove cantare, numerosi sono quelli che vengono a trovarci, per il desiderio di mantenere forti e duraturi i legami di affetto, e stima verso la Leo e me.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A Trento, benché ancora in sordina e...”dietro mentite spoglie”, continua a vivere attraverso la caparbia passione di alcuni cantori: I coniugi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Ajelli&lt;/span&gt; (Roberta e Guido), i coniugi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Banal&lt;/span&gt; (Michela e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Bebe&lt;/span&gt;), i coniugi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Zambotti&lt;/span&gt; (Serena e Mario). Si ritrovano a casa di Mario ogni settimana per cantare, ma cantare alla Mini. Mario studia, si prepara, frequenta corsi di direzione, viene spesso da me in Umbria  per conoscere, sapere, imparare, con la Leo lavorare sulla sua voce, con me sul &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;repertorio&lt;/span&gt; e questo senza alcuna pretesa o insana ambizione ma: per il piacere di “Cantare e far cantare per diletto” musiche soprattuto belle, cantarle  con gusto, scegliendo quelle adatte alle reali risorse vocali del coro. Questo sparuto gruppo di cantori ha chiesto a Mario &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Zambotti&lt;/span&gt; di dirigerlo ed io ne sono felice.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se poi questi potranno essere i miei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;, mi vedranno con loro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi leggerà questo mio scritto e lo condividerà, potrà mettersi in contatto con Mario al suo telefono: 0461866618.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed ora un pensiero, a colei che più di qualunque altro ha dedicato ai &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;, per amor mio,  una parte importante della sua vita: Eleonora &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Dalbosco&lt;/span&gt; (la Leo per generazioni di cantori e allievi):&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;“Carissimo amore mio, così sento di rivolgermi a te che, oltre ad aver accettato di unire la tua vita alla mia attraverso il matrimonio, hai accettato di condividere, abbracciare e dedicarti in modo totale alla mia vita nei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; di Trento e di Milano. Il tuo rapporto con Essi lo iniziasti a dieci anni nel coro delle voci bianche, nel coro misto, nelle formazioni cameristiche, poi collaborando alla nascita della Scuola di musica sia come insegnante che di supporto costante e provvidenziale nella conduzione della stessa (orari delle lezioni, stesura dei programmi didattici) e in tutte le iniziative che costantemente e copiose fiorivano nei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; (Coro e Scuola).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Silenziosa, discreta per natura e per scelta, fosti al mio fianco, presente, collaborativa, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;stimolatrice&lt;/span&gt;, consolatrice in tante, tantissime situazioni, anche quelle  difficili, dolorose, drammatiche; le hai fatte tue, aiutandomi, sorreggendomi, suggerendomi, tutelandomi, in questi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;quarant&lt;/span&gt;’anni di vita dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Hai gioito dei miei successi e di quelli dei “Mini”, hai sofferto per le mie e loro angosce, hai sopportato, per amor mio, offese, lacerazioni interne alla Associazione, alcune delle quali legate al nostro amore, al nostro matrimonio, alle nostre scelte di coppia, doverose, legittime ma da molti non comprese o non accettate.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Hai  dedicato, togliendolo alla tua famiglia, tantissimo tempo prezioso pur di starmi vicina e favorire la mia dedizione totale, forse &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;eccessiva&lt;/span&gt;, verso i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sempre per loro e per me, hai lasciato il posto sicuro di insegnante a Trento per seguirmi nel sogno (rivelatosi poi mera&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;viglioso&lt;/span&gt;) di istituire i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; pure a Milano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Hai trascinato nella gioia di fare musica, grazie alle tue dolcissime qualità umane, alle tue particolari qualità professionali e didattiche, centinaia di bambini, ragazzi, a Trento, a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;Salorno&lt;/span&gt; (nella Scuola dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; da te avviata e diretta per diversi anni) e poi a Milano.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Hai impresso su migliaia di fogli, quaderni, libri il tuo “mitico, amatissimo Leoncino”, affascinante, fiabesco simbolo di approvazione per le costanti conquiste dei tuoi allievi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Hai contribuito alla grandezza dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;, hai voluto che ciò avvenisse, e proprio quando tutto questo sembrava dovesse crollare (purtroppo a Trento è crollato), mi sei stata vicina e ancora una volta hai assorbito in te il peso delle mie angosce, hai fatto di tutto per alleviarle, riuscendo a farmi riconquistare serenità, fiducia, determinazione a continuare il cammino dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io, i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;, tutti, senza di te non avremmo ottenuto, realizzato così tanti traguardi, tante soddisfazioni, tanti trionfi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Grazie, Grazie, Grazie, Grazie! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il primo grazie è tutto mio, il secondo, doveroso, da parte di Trento, il terzo è dei tuoi allievi di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;Salorno&lt;/span&gt;, il quarto, lo sai, viene dai “Mini” di Milano, anche a nome di tutti i loro genitori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La storia dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;, quindi, continua e continuerà a coinvolgere, trascinare, entusiasmare bambini, giovani, insegnanti, amici, “Mini”, tutti coloro, insomma, che &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;vorranno&lt;/span&gt; mantenere vivo il legame di affetto, i ricordi, le emozioni vissute assieme, quelle nuove, quelle future, tutte unite in un unico, identico nostro “canto”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-6542782973003806625?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/6542782973003806625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=6542782973003806625' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6542782973003806625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6542782973003806625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2009/04/la-storia-dei-minipolifonici-xiv-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici XIV PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-698714562178000553</id><published>2009-01-01T18:37:00.003+01:00</published><updated>2009-01-01T19:00:26.773+01:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici XIII PARTE</title><content type='html'>Gli allievi avevano raggiunto il numero di cento venti, crescevano soprattutto le iscrizioni ai corsi dei piccoli, dimostrazione gratificante dell’interesse e stima che Milano stava manifestando nei confronti della nostra Scuola.&lt;br /&gt;E gli ex cantori? che fine avevano fatto?&lt;br /&gt;Leggete quanto è scritto ora: Un giorno, si presentarono in sede alcune care “vecchie conoscenze”, ragazzotti diciasettenni che reclamavano il loro posto nel coro; erano appunto gli ex bambini cantori, che, superata (o quasi) la muta, erano pronti per altre nuove corali emozioni.&lt;br /&gt;E’ così che istituimmo il coro dei “Ragazzi cantori”: All’inizio tutti maschi:  Andrea, Antonio, Camillo, Carlo, Daniele, Luca, Matteo, Paco, Paolo, cui si aggiunse più tardi Martino.&lt;br /&gt;La musica sprizzava dal loro cantare, la voce, invece... accusava ancora incertezza; era praticamente un “nuovo” strumento, da capire, guidare e da rodare.&lt;br /&gt;Ma che importa! erano lì, erano tornati, contenti di riprendere a cantare “nei Mini”, al resto, poco per volta, avremmo provveduto. Il primo brano? “Sonatemi un balletto”, poi “Madonna, io v’amo e taccio”, “Il grillo” e altri. Quanto piaceva cantarli! specialmente in trio (era ciò che avremmo sperato facessero, avrebbero così, avuto maggiore possibilità di ascoltarsi, disciplinarsi, controllare il modo di porgere il suono).&lt;br /&gt;Disciplina? Beh!... grande, euforico entusiasmo, diciamo così.&lt;br /&gt;Il dopo prove? Non andavano mai via! Non che ci dispiacesse, anzi! le prove erano dopo cena, alle 20,45  ma a noi capitava spesso di poter cenare dopo le prove, verso le 22,30, ma loro non avevano alcuna voglia di andarsene, piaceva stare lì a chiacchierare, e noi a sentirci  un po' silenziosi complici delle loro prime furtive sigarette.&lt;br /&gt;Di lì a poco, si “affacciarono” pure le ragazze; loro non dovevano attendere  come i maschi, ma dal momento che noi, dopo la terza media le “cacciavamo” dal coro di bambini, uscite dalla porta, rientravano “dalla finestra”.&lt;br /&gt;E fu così che il coro dei “Ragazzi cantori” raggiunse la sua completezza.&lt;br /&gt;Ricordiamo i primi brani che proponemmo: quattro “Notturni” di Mozart, una messa di Palestrina a quattro voci. Riportiamo il commento di questi diciasettenni: “Conci, che meraviglia questa musica!”  Proponemmo Scarlatti: il classico Exultate Deo! (emozionante vederli cantare!), poi anche Schumann, Buxtehude... ah, si, anche qualche Gospel, loro li consideravano piacevolissimi diversivi.&lt;br /&gt;A questo proposito ci piace ricordare un significativo aneddoto: un giorno, un nostro cantore ci disse di aver conosciuto un coro che cantava Gospel, arrangiamenti jazz, Musical, ed essendo stato invitato a parteciparvi, aderì con entusiasmo. Ci raccontò: “Sai, Conci, è bello cantarli, fra un po’ faremo anche un concerto, anzi, il maestro mi disse: “Tu, che hai esperienza di coro, perchè non vieni a cantare con noi stabilmente?” “Io gli risposi di gradire il loro repertorio e cantarlo mi divertiva, ma per fare musica avevo scelto di cantare nei Minipolifonici”.&lt;br /&gt;Pure questa formazione si esibì in numerosi concerti, coronando il percorso con la registrazione di un CD assieme alle voci bianche, sul quale incidemmo  le Litaniae Lauretanae K 109 di Mozart, la Missa brevis S.ti Johannes de Deo di F.J.Haydn, e la Messe G-dur D 167 di F. Schubert.&lt;br /&gt;La realizzazione di questo CD la dobbiamo all’intervento del papà di Olimpia il quale provvide a sostenerne in toto le spese.&lt;br /&gt;Le voci bianche, proseguivano il loro cammino lavorando, proponendo i loro canti a volte anche assieme al “Gruppo strumentale giovanile” della mia Scuola di Trento: “I Minipolifonici”, quando ancora ne ero il direttore, lo volemmo spesso con noi, per condividere: Mini di Milano e Mini di Trento, le gioie che la musica eseguita assieme è in grado di donare.&lt;br /&gt;Volemmo quegli splendidi ragazzi anche in un viaggio a Betlemme dove la notte di Natale fra il 1999 e il 2000 parteciparono assieme ai nostri cantori di Milano al concerto tenutosi sulla piazza di Betlemme; ci esibimmo pure alla presenza dell’allora leader palestinese Yasser Arafat.&lt;br /&gt;Emozioni reciproche, grandissime, un bellissimo concerto nel quale cantori e strumentisti diedero prova di grande professionalità e bravura; qualità non avvertita nel famosissimo soprano solista che cantò con noi il quale ci causò non pochi problemi determinando negativamente alcune nostre esecuzioni; a concerto concluso ebbe pure il coraggio di dirci: “E’ andata Maestro, abbiamo fatto miracoli”.&lt;br /&gt;Non potemmo fare a meno di risponderle, fra il serio e il faceto: “Maestra, i miracoli li hanno fatti i nostri ragazzi” (come ogni “prima donna” non capì).&lt;br /&gt;Comunque, avanti! Altra attività, altri concerti, soggiorni in montagna, settimane musicali a Milano e per ultimo ci fu richiesta dalla FENIARCO (Federazione rappresentativa dei cori italiani) la realizzazione di un CD “Giro, giro canto” comprendente una serie di canti a una e più voci destinati a cori scolastici e istituzioni corali di bambini (il primo di una successiva serie).&lt;br /&gt;E’ stato un lavoro del quale siamo rimasti particolarmente soddisfatti perché in quell’occasione  proponemmo il nostro modo di concepire il canto per i bambini, ponendo gli stessi in primo piano, quindi fruitori di quella proposta.&lt;br /&gt;Abbiamo voluto coinvolgere soprattutto i bambini più piccoli, bambini con intonazione “fragile” e bambini con problemi vocali.&lt;br /&gt;Creature normali, quindi, che proposero il loro canto ad altri coetanei di qualunque formazione vocale e culturale.&lt;br /&gt;Ne è risultato un CD alla portata di tutti e destinato soprattutto alle voci e ai cuori dei bambini  più che alle orecchie dell’ascoltatore adulto che si compiace soprattutto di ascoltare esecuzioni perfette, voci uniformi, regimentate, spesso fredde, a volte tristi.&lt;br /&gt;E’ stato l’ultimo impegno dei “Minipolifonici della città di Milano”.&lt;br /&gt;Nel 2002 facemmo una scelta radicale, trasferendo la nostra vita, il nostro futuro, le nostre  attività e naturalmente i Minipolifonici, in Umbria.&lt;br /&gt;Quando la comunicammo al Consiglio di amministrazione, in casa di Eva Marti, venne accolta con dolore ma con imbarazzante e commovente rispetto. Un componente del Consiglio, parlando a nome di tutti, ci disse: “ A noi e ai nostri figli la vostra assenza lascerà un vuoto difficilmente colmabile perché verrà a mancare quello splendido riferimento che voi avete rappresentato per loro, ma ciò che avete dato e avete fatto per loro, per tutto questo  ve ne saremo grati per sempre e vi auguriamo tante altre soddisfazioni nella vostra nuova residenza”.&lt;br /&gt;Vollero organizzare un giornata di commiato alla quale parteciparono pure moltissimi ex allievi e cantori; gli stessi vollero preparare un concerto, l’ultimo concerto, le cui musiche e voci sono ancora impresse dolcemente nel nostro cuore. Fu allestita un’Asta con tutti gli oggetti (dai ninnoli, ai quadri), suppellettili che per nove anni fecero da cornice alle lezioni, alle cantate, a volte piccoli oggetti che ai ragazzi risultavano particolarmente significativi al punto che ognuno desiderò portarsene a casa qualcuno per ricordo.&lt;br /&gt;I genitori di Emma Coccioli predisposero e donarono a tutti noi un simpaticissimo distintivo nel quale era rappresentato lo stemma dei Minipolifonici e il “mitico Leoncino” (disegno ideato e disegnato dalla Leo), due immagini che accompagnarono la loro vita nel coro; il leoncino poi, rappresentò per tutti i cantori l’oggetto più amato e desiderato, affettuoso simbolo di quotidiane conquiste nel percorso musicale e corale di ognuno.&lt;br /&gt;Ci lasciammo con molta commozione e soprattutto con reciproca, grande riconoscenza.&lt;br /&gt;Quanti e quali genitori dovremmo ringraziare? Luè, Gambrosier, Di Garbo, Coccioli, Bossi, Puglisi, Taurino, Grasso, Delmarco... ma poi tutti, veramente tutti.&lt;br /&gt;Non ci perdemmo di vista. Lo stesso anno, in novembre, ce ne capitarono in Umbria una ventina, con i quali passammo due splendide giornate; e con molti di loro rimaniamo in continuo, costante, affettuoso contatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stiamo giungendo alla conclusione, il prossimo capitolo chiuderà questo corposo pezzo di storia dei Minipolifonici. Ciò che accadrà d’ora in poi, lo racconteremo alla ricorrenza del prossimo anniversario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-698714562178000553?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/698714562178000553/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=698714562178000553' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/698714562178000553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/698714562178000553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2009/01/la-storia-dei-minipolifonici-xiii-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici XIII PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-6888030646863032435</id><published>2008-12-19T17:17:00.006+01:00</published><updated>2008-12-19T18:19:21.385+01:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici XII PARTE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SUvTVSjKJUI/AAAAAAAAASY/h549bmwzE4Q/s1600-h/nuova5-.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SUvTVSjKJUI/AAAAAAAAASY/h549bmwzE4Q/s320/nuova5-.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281547350732055874" /&gt;&lt;/a&gt;Bella la nuova sede: luminosa, grande (anche nell'affitto); iniziammo con ancora maggiore entusiasmo, speranze, determinazione e progetti, tanti progetti.&lt;br /&gt;Ma i progetti hanno bisogno di strumenti che concorrano a realizzarli, e fra questi   c’ era la necessità di un pianoforte, un mezza coda, poi un buon computer per la gestione dell’ufficio. Qui desideriamo ricordare con affetto la signora Bonivento (Pucci per gli amici, e quindi anche per noi), mamma di Margherita e Claudia. Tanto fece e tanto brigò che riuscì a faci avere, tramite un suo generoso amico, un bellissimo pianoforte a mezza coda e un utilissimo computer. Altri genitori, in forme diverse, ci hanno sempre assistiti e menzionarli tutti diventerebbe assai difficile, ma per ognuno di loro rimarrà a lungo nel tempo il nostro riconoscente pensiero.&lt;br /&gt;Il coro, pur nella continua alternanza delle voci, manteneva solido il suo livello quasi  professionale, caratteristica della didattica dei Minipolifonici. Le lezioni solistiche davano frutti: molte voci, tutte diverse e con diverse caratteristiche timbriche, diversi problemi, alcuni grossi, altri risolvibili in minor tempo, molti risolti; è così che potemmo scoprire voci veramente belle, particolari, alcune eccezionali. A premiare questo lavoro, nostro e dei cantori, giunse una telefonata dal Teatro Donizetti di Bergamo: erano in preparazione i festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Gaetano Donizetti, (1797), grande compositore bergamasco, e cercavano sei bambini, unici protagonisti di un’operina: ”La prova dell’Accademia finale” scritta  da Simone Mayer per i suoi allievi di composizione e canto fra i quali vi era pure Donizetti, allora undicenne. La parte richiedeva bambini in grado di sostenere brani di grande difficoltà, con passi di vero virtuosismo vocale. (Nel 1700 chi studiava musica doveva conoscere non solo la composizione e saper suonare anche più strumenti ma doveva possedere pure una grande conoscenza della voce nel canto e solida tecnica vocale).&lt;br /&gt;Il direttore artistico del teatro e il direttore di esecuzione vennero in sede, ascoltarono i bambini e mezzora dopo ci affidarono con entusiasmo e ammirazione  l’incarico di prepararli per le quattro recite in programma.Ecco i nomi di questi piccoli ma grandi artisti: Giuseppe Bartesaghi,  Matteo Cavallini, Giulia Foppoli, Paola Insolia, Alessandra Palidda, Erica Pozzi. &lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SUvWeS4SQHI/AAAAAAAAASo/Fhu_GuFPdVA/s320/Donizetti.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281550803974373490" /&gt;Un particolare che ci piace farvi sapere, emozionante per noi: quest’opera fu eseguita la prima volta dai sei ragazzini, allievi di quel tempo, fra cui Donizetti, la seconda volta dai ragazzini cantori dei Minipolifonici, ognuno dei quali impersonificava uno degli antichi protagonisti.&lt;br /&gt;Come andarono le recite? “Un vero e grande successo”. Non vogliamo trascurare di ricordare anche i sostituti, altri cantori che intervennero pure loro in una recita: Manuela e Rita Tanda,  Silvia Laniado, Clara Pozzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come abbiamo scritto sopra, la sede era bella, grande, con tre luminosissime sale di sessanta metri quadri l’una, un atrio altrettanto spazioso, altre due aule poco più piccole e un bell’ufficio.&lt;br /&gt;Ciascun’aula era destinata a diverse necessità: c’era quindi un’aula per gli allievi di sei/nove anni, nella quale allestimmo pure uno spazioso angolo con tavolini e sedie destinato ai piccolissimi; un’altra aula era riservata alle lezioni di “lettura musicale” (noi consideriamo condizione irrinunciabile dare ai cantori l’opportunità e i mezzi per raggiungere coscientemente e con padronanza, autonomia nella lettura e intonazione delle note); c’era poi l’aula della “Formazione da concerto”.&lt;br /&gt;Rendere accogliente la sede ha sempre rappresentato un obiettivo importante da raggiungere. La sede, per noi, significa luogo di incontro, diverso, totalmente diverso dall’ambiente scolastico. Tutto ciò che in essa è contenuto appartiene al quotidiano vissuto dei cantori: cartelloni, di-segni, furtivi messaggi di saluto, trofei, a volte ninnoli lasciati lì dai bambini quasi a voler prolungare e virtualmente confermare l’appartenenza a quel gruppo, sicuri che al ritorno, la volta successiva, essi saranno ancora lì ad aspettarli per continuare assieme il cammino musicale. E, specie i bambini piccoli, ma no, anche gli altri, tutti, al termine delle lezioni, si faticava a mandarli a casa. I più piccini, poi, entrati in sede, per prima cosa si toglievano le scarpe, per cui, dopo diventava arduo correre dietro a loro per rimettergliele; una corsetta alla tastiera, per  ricercare le note della canzone appena imparata, poi via a suonare uno strumentino, a prendere la mano della mamma per portarla a vedere il proprio disegno appeso alla parete, sembrava cercassero qualcosa da fare pur di rimanere ancora un po’ nel loro angolo della musica.&lt;br /&gt;E così il tempo trascorreva, a volte correva, specie in prossimità di concerti.&lt;br /&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 215px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SUvXIeszzFI/AAAAAAAAASw/72MTZmyF358/s320/primimi.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5281551528701971538" /&gt;E quelli arrivavano: in Lombardia (molti a Milano), in Veneto, nel Lazio, in Piemonte...&lt;br /&gt;In occasione di un concerto in un’importante chiesa di Milano,  venne ad ascoltarci Ornella Vanoni. Deve aver apprezzato le voci dei bambini perché li volle nella realizzazione di un suo nuovo CD. Fu un lavoro impegnativo ma ne valse la pena.&lt;div&gt;In un’altra occasione, era l’11 febbraio del 1999, ricevemmo una telefonata che ci informava della scomparsa di Fa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;brizio De Andrè, e per chiedere la presenza del nostro coro a Genova alla cerimonia funebre. La richiesta ci venne dalla moglie di Fabrizio, che avendoli sentiti cantare, espresse questo desiderio.&lt;br /&gt;Fu per tutti, un’emozione grandissima, per noi che di Fabrizio cantammo per anni le sue fantastiche canzoni (splendida colonna sonora negli anni della nostra ancora giovane età) e per i bambini, storditi e attoniti, sommersi da una grandissima folla che stipava la chiesa e attorniati da personaggi famosi della musica e dello spettacolo, amici di Fabrizio. Noi, adulti, vivemmo questa inattesa partecipazione un po’ come grato omaggio a uno fra i più grandi “cantastorie”      italiani. Quando poi Matteo, all’ambone, intonò da solo “Du bist bei mir” di J. S. Bach, il silenzio assoluto pervase la chiesa e la voce limpida del bambino impose ancor più una grande ma composta commozione.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Continua&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-6888030646863032435?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/6888030646863032435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=6888030646863032435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6888030646863032435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6888030646863032435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/12/la-storia-dei-minipolifonici-xii-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici XII PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SUvTVSjKJUI/AAAAAAAAASY/h549bmwzE4Q/s72-c/nuova5-.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-3354360873825993337</id><published>2008-12-02T18:36:00.008+01:00</published><updated>2008-12-16T09:03:13.667+01:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici XI PARTE</title><content type='html'>La storia dei Mini di Milano è un concerto eseguito a “quattro mani” dalla Leo e da me,  e va scritta quindi a "quattro mani" perché  assieme       l’ avviammo e assieme la concludemmo.&lt;br /&gt;In nove anni di attività, ne son passati di bambini! Impossibile menzionarli tutti, ma, vogliamo ricordarne alcuni, perché furono loro a segnare l’inizio di questa nuova meravigliosa avventura.&lt;br /&gt;Ecco, allora, le prime “colonne” dei “Mini di Milano”.&lt;br /&gt;Speriamo di non trascurarne troppi, anche se contro la nostra volontà.&lt;br /&gt;Davide, Giuseppe, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Samia&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Kathiusha&lt;/span&gt;, Paola, Alvise, Carlo, Matteo, Sergio, Francesca, Daniele,  Antonio, Camillo, Michele, Stefano, Andrea, Regina, Giovanni, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Ismael&lt;/span&gt;; altri poco dopo dovettero lasciare il coro per il cambio di voce che, specie nei ragazzi maschi, “semina vittime” nel periodo dell’adolescenza; molti altri erano davvero piccolini ed ebbero più tardi occasione di essere protagonisti nei successivi appuntamenti.&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 162px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SUKBC4kqFII/AAAAAAAAASI/ejnh4LaqN-g/s320/zur-1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278923599777502338" /&gt;E adesso possiamo proseguire.&lt;br /&gt;Organizzammo la scuola strutturandola in diversi gruppi a seconda delle età; I più piccoli suddivisi fra quelli di tre anni, quattro anni e cinque anni, età molto diverse anche se vicine, per le quali è necessario un diverso approccio con la musica. Istituimmo poi tre gruppi corali: il primo per cantori di sei/sette anni, il secondo cantori di otto/nove anni, il terzo “la formazione da concerto” dieci/quattordici anni. I cantori di quest’ultima formazione, oltre alla lezione di lettura musicale e le prove di coro, ricevevano un’ora di lezione vocale solistica, condizione indispensabile per poter lavorare e controllare costantemente il percorso della loro voce.&lt;br /&gt;Queste furono le prerogative che fecero della scuola di musica dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; di Milano la vera scuola di coro che permise ai cantori di affrontare con consapevolezza e lucidità vocale qualsiasi repertorio, antico e contemporaneo.&lt;br /&gt;Questa caratteristica permise al coro di allestire numerosi brani, anche di notevole difficoltà e se necessario, in brevissimo tempo.&lt;br /&gt;In quel periodo il coro partecipò alla prima esecuzione italiana dell’oratorio “&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Clamour&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;du&lt;/span&gt; Monde” di F. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Pantillon&lt;/span&gt;, eseguito con il coro della radio svizzera e l’orchestra sinfonica dell’Università la cattolica di Milano, all’esecuzione dei corali di J S; Bach, a concerti a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Varallo&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Sesia&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Borgosesia&lt;/span&gt;, ad Alba e a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Bellinzona&lt;/span&gt;, presentando una prima esecuzione per coro di voci bianche della “&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Favoletta&lt;/span&gt;” di C: F: Semini.&lt;br /&gt;Rimanemmo nella sede di Via &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Zuretti&lt;/span&gt; per tre anni, da dove partimmo più volte per concerti in Lombardia, (Milano, Crema, Cremona, S. Angelo lodigiano), in Piemonte, in Veneto, in Svizzera, a Roma.&lt;br /&gt;E anche qui, puntuale, un tenerissimo aneddoto: un giorno venne a trovarci un nostro carissimo amico e mio ex cantore, venne con la sua compagna e (aneddoto su aneddoto), rimanemmo  sorpresi, per non dire sconvolti, nel vederli ogni tanto estrarre ognuno il loro cellulare e parlare al telefono.&lt;br /&gt;(I cellulari, nel 1993, non avevano la diffusione di oggi!, noi stessi guardavamo con un certo distacco quelli che parlavano con quel “coso” vicino all’orecchio), figuratevi quindi il nostro sconcerto nel vederli parlare ognuno con il proprio telefonino.&lt;br /&gt;Oggi nemmeno ragazzini di otto, dieci anni rimarrebbero stupiti, ma allora!&lt;br /&gt;Dunque, questo nostro amico, dopo i cordiali convenevoli di: “Come va?, come state?, cosa fate di bello? ecc..., ci apostrofò così, di brutto: “Voi cosa chiedete per un concerto delle voci bianche dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;?” Ritenendola una domanda solo curiosa gli comunicammo la cifra. “Va bene”, disse, “allora io voglio te e il coro dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; per cantare al mio matrimonio che sarà celebrato a Roma.” Inutili furono i nostri tentativi di rifiutare il compenso, non ci fu modo di dissuaderlo.&lt;br /&gt;Fu una cerimonia bellissima, il canto di quei bambini lo commosse e lo riempì di gioia, e noi? Immaginatelo!&lt;br /&gt;Dopo questo impegno, ci volle ancora a Roma per un concerto a favore dell’Associazione “Bambini cardiopatici”, e questa volta fummo lieti di offrirlo, provando tutti, bambini e noi, altre fortissime emozioni. Cantammo ancora per quella Associazione, considerando la nostra partecipazione un piccolo dono dei nostri bambini ad altri bambini sofferenti.&lt;br /&gt;Ci fa piacere ricordare il nome di questo nostro amico: Giovanni &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Danieli&lt;/span&gt;, non solo per quanto raccontato prima ma anche perché egli ci fu vicino per molto tempo, sostenendo personalmente spese per le attività del coro e per l’acquisto di una splendida fotocopiatrice che ci risolse non pochi problemi nell’organizzazione delle parti per i cantori.&lt;br /&gt;La sede di via &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Zuretti&lt;/span&gt; stava rivelandosi sempre meno adeguata alle nostre prospettive didattiche per cui ci guardammo attorno alla ricerca di una soluzione più idonea.&lt;br /&gt;La trovammo dalla parte opposta di Milano: in zona Ovest (Milano è divisa in “zone” ognuna delle quali contiene centocinquanta/duecentomila abitanti), per cui il nostro trasloco assunse le dimensioni di un vero e proprio trasferimento. Ciò comportò un grande rischio: quello di perdere cantori ai quali, raggiungere la nuova sede, avrebbe comportato un maggior impiego di tempo.&lt;br /&gt;Ma come sempre, potemmo contare su genitori meravigliosi, che, pur consapevoli di inevitabili disagi, non si scoraggiarono, anzi, si organizzarono con un pulmino per accompagnare i bambini alle prove.( C’era un cantore: Giuseppe, che veniva due volte la settimana nientemeno che da &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Mandello&lt;/span&gt;, sul lago di Como).&lt;br /&gt;Il trasloco materi&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SUKCOOtsJjI/AAAAAAAAASQ/T56YDLkaVkI/s320/Nuova-1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5278924894211155506" /&gt;ale dell’attrezzatura fu un’impresa epica per la quale ancora una volta potemmo contare sulla generosità e disponibilità di genitori e amici.&lt;br /&gt;Per due caldissimi, afosi giorni (era fine giugno), ci fu un andirivieni di furgoni, macchine, genitori che si prodigavano nel trasportare tutto e a spalla, al terzo piano del nuovo edificio. E’ dolcemente doveroso ricordarli  perché senza di loro, per noi sarebbe stato quasi impossibile. Ricordiamo (com’è possibile dimenticarli?) i loro nomi: &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Bartesaghi&lt;/span&gt;, (genitori di Giuseppe e Tommaso), Cavallini (genitori di Matteo), Campagna (genitori di Federico), Grippa (genitori di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Kathiusha&lt;/span&gt;), &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Tanda&lt;/span&gt; (genitori di Rita e Manuela), Mette (genitori di Michele e Francesca), inoltre, assai prezioso fu anche l’aiuto di Roberto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Cavosi&lt;/span&gt;, un nostro allievo e amico di Bolzano che in quei giorni venne appositamente per darci una mano. (non ce ne vogliate se omettiamo qualche nome...)&lt;br /&gt;Alcuni mobili provenivano da casa nostra e trovammo in Stefano &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Lovato&lt;/span&gt; (un altro nostro amico cantore) la disponibilità del furgone e della sua guida; lo vogliamo ricordare perché si rese disponibile, al termine del suo lavoro senza chiedere nulla; partì con noi da Trento la sera molto tardi, arrivammo a Milano verso le due di notte, ci aiutò a scaricare e ripartì subito perché la mattina dopo avrebbe gareggiato nella “Trento-&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;Bondone&lt;/span&gt;” . A tutte queste persone diventa davvero confortante manifestare la nostra riconoscenza, anche a nome delle future generazioni di Mini che si sono trovati una sede bella, accogliente, frutto pure della loro generosità.&lt;br /&gt;Continua&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-3354360873825993337?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/3354360873825993337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=3354360873825993337' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/3354360873825993337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/3354360873825993337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/12/la-storia-dei-minipolifonici-xi-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici XI PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SUKBC4kqFII/AAAAAAAAASI/ejnh4LaqN-g/s72-c/zur-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-3767210365447458052</id><published>2008-11-23T10:04:00.007+01:00</published><updated>2008-12-02T18:47:31.030+01:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici X PARTE</title><content type='html'>Lo svilupparsi delle proposte didattiche offerte agli allievi dalla Scuola di Musica penalizzò pesantemente l'afflusso di nuovi cantori nel coro, al punto che, pur bandendo numerose audizioni, visitato scuole, mi vidi costretto a interrompere l’attività del Coro di voci bianche dei Minipolifonici di Trento; ma...:&lt;br /&gt;Era il 1988; una sera, verso le dieci e mezzo squillò il telefono:  “A quest’ora!” dissi, “chi può essere?” Dall’altra parte del cavo una voce: “Qui è il teatro alla Scala, avrei bisogno di parlare con il M° Conci” “Sono io” risposi, “Buona sera, Maestro, le interesserebbe una collaborazione con il Teatro? “... Beh... (salivazione zero... ma controllo) “si...” risposi, “Bene, il M° Muti desidererebbe incontrarla”.&lt;br /&gt;Quella sera ebbe inizio un’altra mia affascinante avventura.&lt;br /&gt;L’impegno presso quel teatro fu ricco di importanti, entusiasmanti esperienze.&lt;br /&gt;Fu emozionante lavorare con vere icone della musica come Riccardo Muti, Gian Andrea Gavazzeni, Zubin Meta, Gary Bertini... Altrettanto emozionante anche se non nuovo per me, fu lavorare con i bambini del Teatro: è vero, i bambini son tutti uguali ma le  proposte e gli impegni artistici del Teatro, mi davano quell’indispensabile spinta verso la perfezione che cercai di trasmettere anche a loro.&lt;br /&gt;Mi  risposero con mirabile, spontanea immediatezza e dedizione. Ciò mi permise di realizzare, oltre ai normali impegni del Teatro, un ricchissimo repertorio di brani: a cappella, con pianoforte, arpa, organo e  orchestra, in virtù dei quali, ogni anno il coro si esibiva in Teatro inserito nel calendario dell'attività concertistica.&lt;div&gt;Nel periodo di permanenza in Scala, ebbi come referente per la gestione organizzativa delle lezioni ai cantori, un valido, rispettoso e sempre puntuale appoggio dal prof. Piercarlo Reali, con il quale si instaurò un rapporto di reciproca stima e affetto. &lt;br /&gt;Nel 1993 la Scala chiuse il coro di Voci bianche e trasferì la gestione dello stesso al Conservatorio di Milano. Un dramma? per niente! mi dispiacque, è vero, lavorare presso quel Teatro è stato bellissimo, ho imparato molto, stimolato da programmi impegnativi, di prestigio e di conseguenza prodighi di soddisfazioni professionali.&lt;br /&gt;Ma tutto, prima o poi inizia e tutto, prima o poi finisce. Il dispiacere più grand&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e fu per i miei cantori: una cinquantina di bambini ai quali non andava giù dover rinunciare a cantare con me (con Conci, dicevano). Tanto fecero che mi “costrinsero” a fare un coro a Milano.&lt;br /&gt;Come narrai precedentemente, non potendo più avere il coro di bambini a Trento, assieme a mia moglie Eleonora lo istituimmo a Milano e, per mantenere il contatto con i Minipolifonici di Trento, gli demmo lo stesso nome: “I Minipolifonici della città di Milano”.&lt;br /&gt;(Peccato che Trento non accettò e non volle mai riconoscere Milano come un altro pezzo dei Minipolifonici. Proposi numerose occasioni per coinvolgere le due realtà in manifestazioni, concerti, incontri; proposi addirittura di realizzare un “sito” assieme, non solo! proposi di avviare un’attività editoriale per la pubblicazione dei libri di didattica musicale infantile da Eleonora e da me realizzati... nulla!). &lt;br /&gt;Chiamo in causa ancora la Provvidenza, si, perché ancora lei “provvide” a metterci nelle condizioni di iniziare la storia dei Minipolifonici di Milano alla grande con un importantissimo concerto previsto in dicembre di quell’anno che fu poi trasmesso in eurovisione il giorno di Natale.&lt;br /&gt;Ci mettemmo, quindi, immediatamente al lavoro per allestire il programma richi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;estoci.&lt;br /&gt;Nel coro avevo cantori che con me, in Scala avevano preparato Il Parsifal, Pagliacci, Tosca, Boheme, La Mass di Bernstein, Attila, Boris, Pollicino di Henze, Dama di picche... poi, Britten: la Missa brevis e Cermony of Carols, I mottetti di Mendelsohn, Monteverdi..., i Vespri di Michael Haydn, inoltre impegnai l’amico e ottimo musicista Riccardo Giavina che realizzò per il coro due bellissimi lavori: “Da nord a Sud” (raccolta di canti popolari italiani a quattro voci), Araund the word (melodie tradizionali da tutto il mondo sempre a quattro voci), brillantemente eseguiti dai bambini.Non posso licenziare questo importante capitolo riferito alla Scala senza un aneddoto curioso.&lt;div&gt;Dunque era un 7 dicembre (S. Ambrogio), data importantissima per i milanesi: festa del Santo patrono della città che segna l'inizio della stagione concertistica del Teatro alla Scala. Quel giorno era in programma il Parsifal. I bambini erano impegnati in vari interventi nel corso dell'Opera, per cui io, fra un tempo e l'altro ebbi l'opportunità di uscire e mangiarmi una pizza vicino al Teatro. Indossavo il soprabito blu e sotto avevo lo smoking perché al termine della recita sarei uscito, con Muti, e tutto lo staff per gli applausi. Dopo di me, in pizzeria, entrarono alcuni signori anche loro vestiti in abito da sera; mi guardarono, li guardai e loro, quasi con atteggiamento di complicità mi chiesero: "Anche lei è qui per il Parsifal, eh?" .  Mariti costretti a "esserci" alla Prima!.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ritorno ai nostri cantori.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Disponevo di ragazzi abituati al palcoscenico, all’impegno e anche alla fatica&lt;div&gt;Fu comunque un’impresa non facile, anche perché fra quei cinquanta bambini, oltre ai miei allievi, c’erano bambini che pur provenienti dalla Scala erano ancora piccoli e noi comunque non volemmo escluderli dalla manifestazione.&lt;br /&gt;Il repertorio, tutto natalizio, comprendeva brani in varie lingue: latino, tedesco, francese, italiano, inglese, un po’ troppo per i più piccini. Una sera, in una pausa delle prove, una bambina (ricordo ancora il nome: Laura), chiese a mia moglie: “Leo, oggi, cantiamo quella in dialetto?”... per dialetto intendeva Adeste fideles, in latino. Cara!&lt;br /&gt;I Minipolifonici della città di Milano esordirono quella mattina di Natale e  fu il primo di successivi altri grandi appuntamenti con la musica e con l’arte.&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 188px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/STQEMImqCLI/AAAAAAAAASA/E2g8fCzVjUg/s320/inaugurazione.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274845670072256690" /&gt; La prima sede fu in via Zuretti, un seminterrato che a noi pareva una reggia, anche perché dedicammo ore, giorni a renderla accogliente punto di convergenza e comune interesse.&lt;br /&gt;La Leo disegnò i mobili, i banchi, i tavoli per le lezioni di lettura, le panche per le lezioni di coro che facemmo poi realizzare presso una falegnameria.&lt;br /&gt;In Scala avevo conosciuto la signora: Anna Luè che faceva l’assistente ai miei cantori. quando istituii il coro dei Mini di Milano le chiesi di continuare a collaborare con me. Era molto brava, energica, telefonava ai cantori per ricordare gli impegni e anche per telef&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ono tirava le orecchie a coloro che tardavano o “marinavano” qualche prova. Accompagnò il coro in tutti i viaggi e la ricordo con la borsetta quasi come quella di Mary Poppins dalla quale usciva tutto ciò che in quella specifica occasione fosse stato necessario.&lt;br /&gt;Ebbi, per qualche anno, anche un ottimo collaboratore: il Maestro Bruno Gini, anch’egli molto amato e apprezzato dai bambini che lo avevano come insegnante.&lt;div&gt;Con lo scorrere del tempo anche qui si presentò il problema dell’abbandono per raggiunti limiti di età e la necessità di raccogliere nuovi cantori. Visitammo scuole pubbliche e private, facemmo audizioni e, un po’ come andare a cogliere fiori, si tornava a casa con nuove anche se timide adesioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fra tutti desidero ricordare Francesca Mette, sorella di Michele, la prima allieva dei Minipolifonici di Milano. Arrivò che era proprio piccolina, al punto che pensai ne fosse venuto solo un "pezzettino"; non ricordo se avesse quattro o cinque anni. Rimase nel coro  nove anni, quindi venne considerata la più "vecchia" meritandosi l'appellativo di “Eva” dei Mini di Milano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Continua&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-3767210365447458052?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/3767210365447458052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=3767210365447458052' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/3767210365447458052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/3767210365447458052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/11/x-parte-lo-svilupparsi-delle-proposte.html' title='La storia dei Minipolifonici X PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/STQEMImqCLI/AAAAAAAAASA/E2g8fCzVjUg/s72-c/inaugurazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-6851683656670106413</id><published>2008-11-06T19:03:00.004+01:00</published><updated>2009-04-29T19:10:43.202+02:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici IX PARTE</title><content type='html'>(&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/nicola-conci-e-40-de-i-minipolifonici.html"&gt;Leggi la I&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-ii-parte.html"&gt;la II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-iii-parte.html"&gt;la III&lt;/a&gt;, l&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html"&gt;a IV&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-v-parte.html"&gt;la V&lt;/a&gt;,&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html"&gt; la VI&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vii-parte.html"&gt;VII&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-viii-parte.html"&gt;VIII parte&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;I Presidenti&lt;br /&gt;A Trento, nei Minipolifonici, si succedettero sei Presidenti.&lt;br /&gt;Dei primi due: Ivo Tartarotti e Stefano Kirchner, ho già raccontato.&lt;br /&gt;Dopo la presidenza di Stefano, si rese disponibile il dott. Franco Odorizzi, genitore di Paola e Chiara. Fu una persona squisita, un ottimo Presidente, tra l’altro appassionato di musica e buon pianista, è con lui e il suo affettuoso aiuto che potemmo realizzare il &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Primo Concorso &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;internazionale&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt; per direttori di coro&lt;/span&gt;. La sua presidenza coincise con i festeggiamenti per i vent’anni dei Minipolifonici: egli si adoperò con entusiasmo e in modo concreto a far sì che fossero gioiosamente e degnamente celebrati, provvedendo anche alla realizzazione di un bellissimo opuscolo.&lt;br /&gt;In quegli anni, la Scuola di musica stava assumendo dimensioni impegnative sotto il profilo amministrativo. Gli allievi aumentavano, anche grazie all’ottimo lavoro dei loro insegnanti.&lt;br /&gt;C’era però un problema che ogni tanto si presentava e mi preoccupava molto: non poter garantire agli allievi la continuità didattica - elemento fondamentale per il loro percorso formativo - a causa dell’esodo di insegnanti verso la scuola pubblica la quale assicurava loro un posto stabile. Era comprensibile dovesse accadere così, prima o poi, (nel mio cuore, pur con terrore e rammarico, glie lo auguravo), avevano il diritto-dovere di preoccuparsi del loro futuro.&lt;br /&gt;Mi venne la “pazza idea” di prendere in analisi l’opportunità di assumere gli insegnanti della Scuola: solo così, infatti, avrei potuto competere con altri “allettamenti”.&lt;br /&gt;Ne parlai con Franco... capii subito che la proposta lo terrorizzava. Ricordo quante ore dedicò e dedicammo, anche assieme al compianto carissimo cantore avvocato Enrico Mezzena, a fare conti, calcoli, previsioni! Io percepivo il loro timore, e loro erano consapevoli di quanto ci tenessi a realizzare questo sogno. Pur essendo di pareri discordi, nei nostri incontri ci fu solo e sempre il massimo e reciproco rispetto.&lt;br /&gt;Ancora oggi lo ricordo con immensa riconoscenza.&lt;br /&gt;Capii che per questa mia pazza idea ci voleva un “folle”; lo trovai nella persona del dottor Sandro Ciola, un caro amico della mia adolescenza. Assunse l’incarico della Presidenza e... ci lanciammo nell’impresa! Ero felice! Era inoltre la prima scuola ad aver assunto a tempo indeterminato i propri insegnanti. &lt;div&gt;Ancora una volta la Provvidenza “provvide” a darmi un’ulteriore mano: di lì a pochi mesi, infatti, la Provincia promulgò una legge con la quale riconobbe numerose Scuole musicali del Trentino, inserendole in un albo che dava diritto ad accedere a contributi annuali, a fruire di una sede, dettando regole precise fra le quali c’era l’obbligo di provvedere ad assumere i propri insegnanti. Noi eravamo già pronti e in regola per godere dei contributi.&lt;br /&gt;Dopo la presidenza di Sandro Ciola riuscii a coinvolgere il dottor Giovanni Ondertoller.&lt;br /&gt;Pure lui fu un Presidente illuminato e da bravo amministratore sistemò i conti della scuola, il bilancio dell’Associazione, prodigandosi a garantirle un positivo futuro finanziario.&lt;br /&gt;C’è un aspetto che accomuna questi cinque Presidenti: tutti, compresi i consiglieri, svolsero il loro ruolo di amministrativi, tutelando gli interessi dell’Associazione, dei Cori, della Scuola e la loro immagine nei confronti delle Istituzioni, provvidero a fare in modo che la complessa macchina organizzativa funzionasse al meglio, ma nessuno di loro volle mai interferire nelle mie scelte musicali, artistiche, didattiche, nei miei rapporti con gli insegnanti, con gli allievi, con i genitori. Mi accordarono l’incondizionato rispetto, felici di essermi al fianco, preoccupati solo che questa realtà potesse esprimersi e operare attraverso la filosofia con la quale la stavo conducendo. Fra queste persone, anche se non fu Presidente, desidero ricordare l'amico Pompeo Viganò,  che mi fu sempre affettuosamente vicino; pur non sempre condividendo le mie scelte  le volle comunque rispettare e mai ostacolare. &lt;br /&gt;Nel 2002, quando dovetti lasciare l’Associazione, ai vertici c’era il dottor Carlo Alessandrini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo capitolo sarà dedicato ai Minipolifonici della città di Milano.&lt;br /&gt;Anche questo è stato un bellissimo pezzo di vita.&lt;br /&gt;Continua&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-6851683656670106413?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/6851683656670106413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=6851683656670106413' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6851683656670106413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6851683656670106413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/11/la-storia-dei-minipolifonici-ix-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici IX PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-833631571389606431</id><published>2008-10-23T12:39:00.013+02:00</published><updated>2008-11-13T17:14:56.225+01:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici VIII PARTE</title><content type='html'>&lt;div&gt;(&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/nicola-conci-e-40-de-i-minipolifonici.html"&gt;Leggi la I&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-ii-parte.html"&gt;la II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-iii-parte.html"&gt;la III&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html"&gt;la IV&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-v-parte.html"&gt;la V&lt;/a&gt;, la &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html"&gt;VI&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vii-parte.html"&gt;VII parte&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SQB2qh7EHDI/AAAAAAAAARI/vaHefh6ZbKA/s1600-h/matrimonio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 220px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SQB2qh7EHDI/AAAAAAAAARI/vaHefh6ZbKA/s400/matrimonio.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260334837801425970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Trento: la scuola di musica (II parte)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel 1984 mi sposai con Eleonora, (la Leo): un matrimonio indimenticabile anche per la dimostrazione di affetto unanime che i Minipolifonici profusero nell’organizzare questo nostro evento. Ricordo tanti, tanti bambini, ragazzi, giovani, che riempirono la chiesa in quello storico pomeriggio del 23 aprile 1984, di meravigliose musiche e canti, diretti alternativamente da alcuni componenti il coro misto. Autisti, servizio fotografico, filmato... tutto nelle loro mani... Accanto al regalo (un lettore CD che per allora era una novità) una bellissima poesia scritta da Bruno Banal...&lt;br /&gt;Il mio trasferimento a Bolzano per lavoro e la mia nuova residenza creò, ai numerosi frequentatori di “casa Conci”, una situazione di disagio perché improvvisamente venne a mancare quell’ormai storico, quotidiano punto di riferimento. La mia presenza nella scuola e alle prove era comunque sempre garantita ma, nonostante i miei sforzi, non riuscii a colmare il vuoto del “tempo libero”. E’ stato un periodo sofferto per alcuni e anche per me, aggravato da incomprensioni reciproche, frizioni e contrasti dolorosi, che tutti, io per primo, abbiamo maldestramente gestito.&lt;br /&gt;A quel tempo il Presidente era Stefano Kirchner: sempre pronto a realizzare qualunque idea gli proponessi, un bulldozer in grado di frantumare qualunque ostacolo che si fosse parato davanti.  E’ assieme a lui che iniziai l’avventura della Scuola di musica e la sua presenza fu preziosa, insostituibile, fu un continuo succedersi di bellissime iniziative, sue, mie, a volte azzardate ma capaci di coinvolgere tutti. Un sincero amico cui debbo moltissimo e una parte dei Minipolifonici porta anche la sua firma.&lt;br /&gt;I cori continuavano nel loro splendido viaggio, ancora concerti: Carmina Burana, Messa di Dvoràk, Lieder di Brahms, Bohéme, Il Barbiere, Lucia di Lammermoor, Requiem di Fauré, Vespri di M. Haydn, Messe di Mozart, Canti della tradizione popolare trentina, come già ebbi modo di scrivere: la Messa in si minore di Bach, e poi ancora concorsi, soggiorni estivi, il tutto alternato da traslochi in varie sedi e succedersi di nuovi Presidenti.&lt;br /&gt;In seguito alle affermazioni e i riconoscimenti del coro dei Minipolifonici venni chiamato in Italia, in Francia, in Belgio, in Ungheria a tenere corsi per direttori di coro e a far parte di giurie nazionali e internazionali. Mi fu proposta pure la direzione del coro della Cappella Marciana di Venezia: coro della basilica di S. Marco, cattedra ambitissima, sul cui “scranno”  sedettero musicisti come Monteverdi,  Adriano Willaert e altri dello stesso spessore. Siro Cisillino, famoso musicologo veneziano, insistette moltissimo affinché accettassi l’incarico; rifiutai, perché esso avrebbe comportato il mio totale trasferimento a Venezia e il conseguente inevitabile abbandono dei miei Minipolifonici.&lt;br /&gt;La Scuola di musica, intanto, proseguiva il suo percorso; gli alunni progredivano coadiuvati dall'impegno ed entusiasmo dei giovani insegnanti; particolare attenzione rivolsi  alla loro formazione, cercando di trasmettergli la gioia e la poesia dell’insegnamento, suggerendo di dare sempre priorità all’esclusivo interesse dell’allievo - soggetto in continua evoluzione - di non chiedere da lui ciò che avrebbe dovuto fare ma di essere attenti a ciò che lo stesso fosse stato in grado di fare, esaltando costantemente i suoi eventuali progressi. Pure i metodi didattici: “ Musica per me” e “Canto le note” che assieme a mia moglie Eleonora  elaborammo, frutto di tantissimi anni di insegnamento, furono dedicati e pensati - quasi visualizzandoli uno ad uno - agli allievi della Scuola. Essi sono universalmente riconosciuti come il metodo dei Minipolifonici.  I primi tempi il concerto di fine anno durava tantissimo ed era caratterizzato da una passerella di giovani allievi che si esibivano uno dopo l'altro proponendo il loro pezzettino. Gradualmente riuscimmo, e fummo i primi, a tramutare questo appuntamento in una festa di musica proposta dagli allievi (anche i più piccoli) che suonavano in duo, trio, e in variegati gruppi. Un momento di gioia per me, ma sono sicuro per tutti, era  quando sul palcoscenico del teatro salivano i bambini piccoli (quattro- cinque anni), i bambini dei vari cori della Disciplina corale e sentirli cantare era veramente entusiasmante.&lt;div&gt;Nacquero altre nuove innovazioni didattiche; merita che le citi anche perché uniche e pensate per i bambini della mia Scuola.&lt;div&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 144px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SQB3YtUl0jI/AAAAAAAAARY/GJZe6LcNl0Y/s200/leoncino.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260335631135265330" /&gt;Alcune di queste, più tardi, vennero prese dalla Provincia di Trento e fatte proprie nell’Ordinamento didattico delle Scuole musicali trentine iscritte all’albo (se la stessa mi avesse usato la cortesia di interpellarmi, anziché pagare una persona da fuori per suggerire “farine di altri sacchi”, mi sarei reso disponibile ad “offrirle personalmente” corredandole, inoltre, di quelle indispensabili informazioni per una più corretta, consapevole e proficua applicazione). Alla &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Disciplina corale”&lt;/span&gt; e al &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Giro degli strumenti”&lt;/span&gt;, di cui ho già scritto, aggiunsi la &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Preparazione all’orchestra”&lt;/span&gt;, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“In orchestra per diletto”&lt;/span&gt;, diedi volentieri vita al &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Gruppo strumentale giovanile”&lt;/span&gt; su dolce e insistente richiesta del vicepresidente Fernando Guarino, successivamente istituii il &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Gruppo giovanile di fiati”&lt;/span&gt; affidandolo a Michele Cont (ottimo didatta), inoltre: &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Dai bambini la musica per i bambini”&lt;/span&gt;, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“I concerti per gli allievi”&lt;/span&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Nel frattempo altre scuole musicali italiane vollero prendere a modello la mia didattica: l’Istituto musicale di Crema che diressi per quattro anni, I Piccoli Musici di Casazza, Zogno in val Seriana,  Milano,  Bergamo, Salorno (scuola voluta dal direttore didattico dott. Ivan Eccli, avviata e diretta per diversi anni da Eleonora Dalbosco). Ideai, allora, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Insieme per suonare”&lt;/span&gt;: tre incontri itineranti, nei quali si trovarono a suonare, cantare e proporre le loro espressioni musicali tantissimi bambini, ragazzi delle diverse scuole accomunati dall’identica gioia di “fare musica” e dalla stessa filosofia didattica.&lt;br /&gt;Molte altre scuole in Italia si aggiunsero e continuano tuttora a seguire il metodo nella sua completezza, perché l’hanno compreso, ci credono e sono convinti della sua validità: in Trentino: Cles, Tesero, Arco, e poi in Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Umbria, Marche, Calabria, Sicilia...&lt;br /&gt;I miei impegni fuori sede comportarono un inevitabile ridimensionamento della mia presenza nella Scuola di Trento. Ero comunque abbastanza tranquillo perché la ritenevo  una Scuola ormai avviata e in grado di camminare anche senza la mia costante presenza. Individuai in Stefano Chesini il mio “supplente”: giovane e ottimo insegnante di flauto ma soprattutto “didatta”. La differenza nei termini, per me è sostanziale: l’insegnante mette l’allievo al sevizio della conoscenza, il didatta mette la conoscenza al servizio dell’allievo. Non sono i diagrammi colorati di rosso, verde, giallo, per distinguere gli orari delle lezioni che consacrano il direttore di una scuola, (per quello è sufficiente un segretario), e neppure la capacità di stilare domande, curare la contabilità e quant’altro, (per questo basta un segretario amministrativo), ma la capacità di comprendere il linguaggio della didattica, la capacità di dialogare con gli insegnanti, con gli allievi, con i genitori e l’attenzione a salvaguardare soprattutto la filosofia della scuola stessa, questo è l’insostituibile compito del Direttore. Stefano Chesini svolse il suo ruolo con entusiasmo e già sognavo che un giorno avrebbe potuto assumere l’incarico definitivamente, mentre io mi sarei messo tranquillo “alla finestra”. A quel tempo, però, non ero ancora in grado di assicurargli un posto fisso per cui lo Stato se lo prese dandogli il ruolo nella scuola media. Lo ricorderò sempre non solo con affetto ma anche con stima e riconoscenza per tutti quegli allievi ai quali trasmise la gioia di studiare, di suonare, di “fare musica” con lui. Dovetti rinunciare a uno dei miei migliori insegnanti. Diresse pure il “Gruppo strumentale giovanile” della Scuola e anche lì si fece apprezzare e amare. Grazie, Stefano!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo gruppo, come il Gruppo giovanile di fiati (ragazzini fra gli  undici e i sedici anni), furono protagonisti di numerosissime e apprezzate esecuzioni musicali nella loro città e fuori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'ottima riuscita di queste due realtà è da attribuire anche al costante  impegno e ammirevole dedizione dei giovani musicisti.  Anche loro hanno contribuito non poco a scrivere un meraviglioso pezzo della storia dei Mini. Alcuni di loro ho avuto l'emozione di dirigerli. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;MA NON TUTTE LE STORIE HANNO UN LIETO FINE...&lt;br /&gt;Nel 1999 il Consiglio di amministrazione nominò un altro supplente ed io rimasi alla guida della Scuola soprattutto per quanto riguardava il rapporto con gli insegnanti e la cura della didattica.&lt;br /&gt;La distanza fisica non mi ha mai impedito di continuare a lavorare e pensare alla Scuola, è proprio in quest’ultimo periodo che promossi ancora nuove iniziative. Oltre a “Insieme per suonare”, fra il 2000 e il 2002 ideai &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Lezioni concerto”&lt;/span&gt;, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“ Al Music bar”&lt;/span&gt;, &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Perché ci piace cantare”&lt;/span&gt;, “&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;Storia di un ritardo annunciato”&lt;/span&gt;,  &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Musica in concorso”&lt;/span&gt;, redassi un articolato Ordinamento didattico, prospettando due specifici indirizzi: quello &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;amatoriale&lt;/span&gt;, e quello &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;professionale&lt;/span&gt;; avviai il &lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;“Coro di voci bianche della scuola”&lt;/span&gt; e volli che due insegnanti presenziassero alle mie lezioni nella speranza che imparassero per poi proseguire da soli... &lt;div&gt;&lt;br /&gt;Quando, però, in un’ Associazione, nata per esaltare nelle coscienze, nei cuori dei bambini e dei ragazzi il valore della musica, si inseriscono politica e politicanti ecco che l’essere, l’esistere si trasforma in apparire e tutto cambia: l’allievo non è più il “soggetto” destinatario di attenzione, ma diventa “oggetto”, numero da aggiungere freneticamente al conto per dare “spettacolo”, ottenere facili “consensi”. La spasmodica ricerca di ingrandirsi, di espandersi in ogni anfratto del territorio fece precipitare l’Istituzione in una pericolosa, drammatica equazione: più allievi, più insegnanti, più sedi, più esibizioni = più esposizione = più contributi i quali richiedono ancora più allievi, che richiedono più soldi, più..., più..., più..., un vortice  incontrollabile. Da una “grande scuola” stava trasformandosi in una “scuola grande”, a me il numero di quasi cinquecento allievi cui già era arrivata appariva esageratamente e presuntuosamente troppo. Assistevo con preoccupazione e impotenza alla perdita della genuinità, alla perdita del fine didattico cosicché l’arte del proporre un percorso di crescita ad esclusivo vantaggio dell’allievo regrediva desolatamente. Così stava avviandosi la mia Scuola e contro questo modo di concepirla, io, il fondatore, il direttore mi trovai solo, l’unico a lottare, caparbiamente, con forza a volte estrema, accorata. La botta finale fu quando proposi una persona di mia fiducia nella successione alla direzione della scuola: era mia convinzione che tale persona dovesse avere determinati requisiti, non certo manageriali, altre erano le garanzie a cui davo priorità.&lt;br /&gt;Annunciai al Consiglio la mia intenzione di lasciare la direzione e indicai Chiara Biondani quale mio successore (diplomata in canto, Direttrice e Presidente della Scuola musicale C. Eccher di Cles, una fra le prime voci bianche del primissimo coro, e già insegnante nella mia Scuola). Risultato? “Nicola Conci è un pericolo per i Minipolifonici”: questo era quello che i vertici dell’associazione seppero instillare con maestria. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ricordo l’ultimo concerto di fine anno scolastico, i recenti accadimenti mi fecero sentire straniero in quella realtà che fu per vent’anni un pezzo importante della mia vita. Dolore, senso di vuoto, rabbia contro tanti, contro tutti... no, gli allievi no, quella sera mi sembravano la cosa più pulita che ci fosse in teatro.&lt;br /&gt;Al termine del concerto, un’ allieva mi chiese: “Conci, cantiamo -Dopo la pioggia-?&lt;dopo&gt;” Non ce la feci proprio a sedermi al pianoforte e cantare tutti assieme...&lt;br /&gt;Nel settembre del 2002 diedi le dimissioni da quella associazione.&lt;br /&gt;Sono passati sei anni e continuo a pensare (ed è buffo): la scuola che porta il nome: I Minipolifoni non segue la didattica dei Minipolifonici (è come se la scuola Steineriana non seguisse il metodo del suo fondatore) mentre sempre di più in Italia scuole che non portano questo nome sono MINIPOLIFONICI. &lt;/dopo&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;dopo&gt;Con tristezza concludo: dal 2002 l’associazione I Minipolfionici di Trento non si rispecchia più nella didattica e nella filosofia dei Minipolifonici, per cui di qualunque attività realizzata non mi attribuisco né meriti né colpe.&lt;/dopo&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;dopo&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo capitolo sarà senz'alto di altro respiro...&lt;/dopo&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;dopo&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/11/la-storia-dei-minipolifonici-ix-parte.html"&gt;Vai alla IX parte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/dopo&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-833631571389606431?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/833631571389606431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=833631571389606431' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/833631571389606431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/833631571389606431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-viii-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici VIII PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SQB2qh7EHDI/AAAAAAAAARI/vaHefh6ZbKA/s72-c/matrimonio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-2221198367547390751</id><published>2008-10-13T17:00:00.012+02:00</published><updated>2008-10-29T18:38:14.140+01:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici VII PARTE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SPNqrHGZuPI/AAAAAAAAAQg/enUaUpGCalA/s1600-h/scuola1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SPNqrHGZuPI/AAAAAAAAAQg/enUaUpGCalA/s400/scuola1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256662478944319730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/nicola-conci-e-40-de-i-minipolifonici.html"&gt;Leggi la I&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-ii-parte.html"&gt;la II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-iii-parte.html"&gt;la III&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html"&gt;la IV&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-v-parte.html"&gt;la V&lt;/a&gt;, la &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html"&gt;VI parte&lt;/a&gt;)&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold; "&gt;La scuola di musica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Siamo negli anni ottanta, esattamente nel 1981.&lt;br /&gt;A quel tempo le offerte di formazione musicale per bambini e  giovani erano rare, andavano per la maggiore le lezioni private e le istituzioni musicali ufficiali erano rappresentate quasi esclusivamente dai Conservatori (scuole preposte alla preparazione di futuri musicisti).&lt;br /&gt;Io non ho mai amato le lezioni private, specie se impartite ai bambini, le consideravo e le considero ancora, aride, finalizzate all’insegnamento di uno specifico, unico argomento: noiosi momenti di controllo settimanale sulla qualità dello studio, riducendo l’allievo a contenitore di regole, studi, esercizi.&lt;br /&gt;Sempre di più mi ronzava in testa il desiderio di proporre un diverso modo di fare musica, dove al dovere dell’apprendimento si opponesse la gioia della scoperta, della conoscenza, dove l’allievo dovesse desiderare di "andare a musica", farsi ascoltare dal proprio maestro, verificare con lui i progressi raggiunti  e soprattutto incontrare altri allievi con i quali suonare assieme, cantare  assieme, subito, anche con le poche note appena imparate.&lt;br /&gt;Ritenevo inoltre che la musica dovesse essere proposta non solo dai dieci anni in su, com'era in Conservatorio, ma fin dai primi anni.&lt;br /&gt;Decisi allora di dar vita a una mia Scuola di Musica. Progetto ambizioso ma non presuntuoso. Sapevo ciò che avrei voluto fare, un po’ meno come avrei potuto farlo, quello che proprio non sapevo era dove; anche qui la Provvidenza ci mise lo zampino. Abitavo in viale Bolognini 28, una casa molto grande nella quale trascorsi più di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;trentacinque&lt;/span&gt; anni della mia vita: si sarebbe prestata per iniziare, anche  perché non ci sarebbero stati problemi condominiali. Chiesi a Elena &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Bonini&lt;/span&gt; e Giuseppe &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Pedrini&lt;/span&gt; (il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Beppe&lt;/span&gt;), con i quali abitavo, se fosse stato possibile ospitare nel pomeriggio un po...? di bambini per fare lezioni di musica. Accolsero la mia richiesta con generoso entusiasmo.&lt;br /&gt;Voglio riservare uno spazio, anche se piccolo ma doveroso, a queste due persone: in pochissimo tempo (un paio di mesi) portai in casa una quarantina di bambini sistemati in tre stanze, così che dalle due alle sette, era un andirivieni di fanciulli e un intrecciarsi di canti e suoni; non hanno mai brontolato, si saranno anche beati dalle voci di questi bambini, ma lo scompiglio non era poco (quante volte &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Beppe&lt;/span&gt; è corso ad aprire la porta ad ogni squillo di campanello!)&lt;br /&gt;La riconoscenza mia e dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; nei loro confronti è tanta e mai basterà.&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;      Era nata la Scuola di musica dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Iniziai subito con bambini di cinque, sei, sette, otto anni, età diverse e quindi con diversi programmi. La formazione musicale di base: “alfabetizzazione”, ebbe subito un ruolo, se non primario, quantomeno paritetico all’insegnamento dello strumento. “Perché?”, voi potreste chiedermi, “non ha lo stesso valore formativo?” Per me si, cari amici, ma, leggete questa curiosità: quando iniziai a insegnare “teoria, solfeggio e dettato musicale” al Liceo Pareggiato, prima, e al Conservatorio, dopo, la mia materia era considerata  “complementare”, lo stipendio, inferiore rispetto a quello degli insegnanti di strumento, non ammetteva dubbi. L’insegnante di solfeggio, era come il personale “paramedico”, aveva il compito di preparare al meglio e prima possibile l’allievo all’"operazione” affidata poi al “chirurgo”. Tolsi questa cattiva abitudine.&lt;br /&gt;Gli insegnanti erano ragazzi giovani, non ancora diplomati, alcuni cresciuti con me nelle voci bianche, altri allievi miei in Conservatorio  ai quali feci improvvisare l’arte dell’insegnamento: Sonia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Sartori&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Annalia&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Nardelli&lt;/span&gt;, Francesco &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Serpetti&lt;/span&gt;, Marco &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Mazzeo&lt;/span&gt;, Emanuele Cavallini, Sonia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Carli&lt;/span&gt;, Eleonora &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Dalbosco&lt;/span&gt;... Una ragazza del coro: la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Beppa&lt;/span&gt;, faceva la segretaria. La risposta da parte dei genitori fu pronta e in breve tempo casa mia divenne insufficiente, per cui  dovetti cercare una sede più spaziosa.&lt;br /&gt;Uno fra i numerosi vantaggi che una scuola privata possiede è quello di potersi cucire addosso un proprio programma didattico, di poter sperimentare metodologie, introdurre discipline particolari, soprattutto prescindere dal modello del Conservatorio.&lt;br /&gt;Col tempo elaborai, assieme a Eleonora (mia moglie), un metodo per la formazione musicale dei bambini dai tre ai tredici anni che divenne “La didattica dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Istituii lezioni collettive obbligatorie, prima fra tutte “Disciplina corale”.&lt;br /&gt;Oggi, quando un genitore iscrive il proprio figlio a una scuola di musica, non trova strano che fra le materie &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;currciulari&lt;/span&gt;, ci siano Lettura musicale e Disciplina corale.&lt;br /&gt;Allora, non era così e farle accettare ai genitori, (anche a numerosi insegnanti), non è stato semplice.&lt;br /&gt;Gli allievi continuavano ad aumentare, nel frattempo risolvemmo il problema della sede. Constatavo che, per lo strumento, la scelta cadeva soprattutto sul pianoforte e sulla chitarra, pochissimo o niente per gli altri. Non riuscivo a spiegarmi il perché di queste scelte univoche, e flauto? violino? violoncello? &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Dedussi&lt;/span&gt; che il motivo fosse da ricercare nell’assenza di una adeguata informazione. Ideai il “Giro degli strumenti”.&lt;br /&gt;Con questa nuova proposta didattica (a quel tempo prima e unica in Italia), al bambino, nell’arco di un anno, viene data la possibilità di ricevere alternativamente, quattro lezioni al mese di uno degli strumenti presenti nella scuola; occasione importante per l’allievo stesso il quale ha l’opportunità di vedere, toccare, provare e provarsi a suonare diversi strumenti, poi, con l’aiuto dell’insegnante, operare una scelta più consapevole, che lo porterà ad accostarsi allo strumento a lui più idoneo. &lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SPNroVp67TI/AAAAAAAAAQo/UR43-GyuB6Y/s400/scuola2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256663530823413042" /&gt;Soluzione che col tempo si rivelò geniale.&lt;br /&gt;Assistetti infatti, a un graduale e radicale cambiamento, trovandomi con classi molto più equilibrate che mi permisero di inserire pure altri strumenti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un piccolo ma doveroso spazio voglio dedicarlo anche a quelle persone, non insegnanti, che nella conduzione di una scuola rappresentano un importante cardine; mi riferisco alle segretarie. Nel percorso della Scuola si sono succedute cinque “vestali”, eccole: La cara &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Beppa&lt;/span&gt;, corista-segretaria, coraggiosa e appassionata pioniera dei nostri primi anni. Nadia: giovanissima, appena uscita dal corso, s’è messa a lavorare, con impegno ed entusiasmo. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Orietta:&lt;/span&gt; gioviale, disponibile, duttile, capì presto il sistema e svolse il suo lavoro con grande professionalità. Daniela: bella voce del coro misto, precisa, puntuale, sicura; un posto, più adatto alla sua preparazione, la fece scappare... Barbara: mi dispiace  averla immeritatamente sottovalutata &lt;span class="blsp-spelling-corrected" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;perché&lt;/span&gt; anche lei profuse nella Scuola grande entusiasmo e professionalità;  non dimenticherò mai, inoltre, che in un momento doloroso, devastante della mia vita nei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;,  fu l’unica in quel contesto e in quel “gruppo” ad essermi vicina, a manifestarmi la sua grande umanità e il suo rispettoso affetto. Grazie, Barbara.&lt;br /&gt;Diressi questa mia Scuola per vent’anni, facendone una "Grande Scuola".&lt;br /&gt;Un po’ alla volta racconterò di Essa, mi racconterò, racconterò dei  meravigliosi momenti  vissuti assieme agli allievi, dei concerti all’Auditorium dove al termine centinaia di bambini, ragazzi, giovani, il Coro misto e anche gli insegnanti, salivano sul palco per cantare tutti assieme “Dopo la pioggia viene il sereno...” Era un auspicio, un presagio?... &lt;div&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-viii-parte.html"&gt;Leggi l' VIII parte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-2221198367547390751?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/2221198367547390751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=2221198367547390751' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/2221198367547390751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/2221198367547390751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vii-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici VII PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SPNqrHGZuPI/AAAAAAAAAQg/enUaUpGCalA/s72-c/scuola1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-6056951117162561343</id><published>2008-10-05T17:29:00.006+02:00</published><updated>2008-10-13T17:51:04.895+02:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici VI PARTE</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;(&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/nicola-conci-e-40-de-i-minipolifonici.html"&gt;Leggi la I&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-ii-parte.html"&gt;la II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-iii-parte.html"&gt;la III&lt;/a&gt;,&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html"&gt; la IV&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-v-parte.html"&gt;la V&lt;/a&gt; parte)&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOjjI-ENpyI/AAAAAAAAAQI/0TWsfhxoyTE/s320/vb82.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253698708566812450" /&gt;&lt;div&gt;Fra il 1980 e il1981, l’istituzione “Coro” si trasformò in “Associazione Culturale I Minipolifonici”; avevo numerosi progetti e così strutturata mi avrebbe garantito una maggiore funzionalità organizzativa e gestionale.&lt;br /&gt;Intanto il Coro misto aveva raggiunto un livello considerevole, già scrissi della costituzione del Coro maschile, (era bellissimo cantare con i miei ragazzi!), la “par condicio”  mi suggerì di istituire anche il Coro femminile, poi, non pago, arrivò pure il Gruppo madrigalistico. Arezzo e Gorizia videro tutte queste formazioni nei primissimi posti della classifica.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Concerti? Il numero è incontrollabile, inoltre: partecipazioni a rassegne nazionali, internazionali, collaborazioni con orchestre sinfoniche e liriche.&lt;br /&gt;Con il continuo inserimento nel Coro misto delle ex voci bianche sorse un problema, anzi, due: il coro rischiava di “intasarsi” per  il numero eccessivo di nuovi cantori, sia ragazzi che ragazze, difficile da gestire, poi c’era da considerare la giovanissima età dei nuovi arrivi (quindici, sedici, diciassette anni), per i quali era necessaria una particolare attenzione, specie per i ragazzi maschi, la cui voce non era del tutto formata, inoltre dovevo tenere conto, nella scelta del repertorio, delle musiche più adatte ai cantori stessi.&lt;br /&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOjip7WgMyI/AAAAAAAAAQA/wBH2SfzTApM/s320/giovani.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253698175262274338" /&gt;Diedi vita, quindi, al “Coro dei Giovani” ospitando ragazzi che avrebbero cantato fino al raggiungimento dei diciotto anni; una splendida “ciurma” di adolescenti ricchi di solide esperienze corali e musicali. Un percorso corale che diede a tutti noi preziose emozioni umane e artistiche.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed ora desidero raccontare qualche avvenimento significativo nella vita del Coro misto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nel 1988 ideai il “Premio internazionale per direttori di coro”: un concorso unico a quel tempo, perlomeno in Italia. Per l’occasione commissionai al M° Luciano Berio una composizione: "Canticum novissimi testamentum", a sedici voci che costituiva il brano d’obbligo per la prova di musica contemporanea.&lt;br /&gt;Il programma del concorso era vario e articolato in più fasi: ammissione, eliminatoria, finale.&lt;br /&gt;Il repertorio, assai vasto, comprendeva il periodo della polifonia classica, della musica romantica, sinfonico-corale e contemporanea.&lt;br /&gt;Avevo bisogno di due formazioni corali: i Minipolifonici avrebbero curato la polifonia rinascimentale e la musica contemporanea, il secondo coro il repertorio romantico; per il repertorio sinfonico-corale sarebbero stati impegnati entrambi i cori. Un numero di brani considerevole, da permettere al coro di dotarsi di due programmi da concerto. Da non trascurare l’occasione di cantare sotto la direzione di diversi direttori, molti dei quali di altissimo livello.&lt;br /&gt;Mi sembrò bello offrire ai numerosi cori classici della mia Provincia l’opportunità di prendere parte a questa iniziativa e chiesi alla Federazione Cori del Trentino la disponibilità a farsi promotrice.&lt;br /&gt;Alla fine dovetti darmi da fare personalmente chiedendo ai vari direttori la loro disponibilità; la risposta più illuminante che ricevetti e anche l’unica fu la seguente: “Maestro, questa l’è n’occasion per portar via le vozi migliori ai altri cori; se no ’l g’ha i cantori sufficienti ‘l se meta el cor en paze, che ‘l concorso no ’l riuscirà a farlo”.&lt;br /&gt;Che peccato!&lt;br /&gt;Naturalmente non mi persi d’animo, convinto nella validità della mia iniziativa chiesi all’amico Maestro Piergiorgio Righele, direttore del coro di Malo, la disponibilità sua e del suo coro a collaborare con noi ed egli accettò, ringraziandomi per l’occasione datagli.&lt;br /&gt;Il concorso fu un successo, vennero concorrenti da ogni parte del mondo. Il primo premio fu vinto da un concorrente ungherese.&lt;br /&gt;All’esecuzione del brano contemporaneo assistettero il M° Berio e l’autore del testo Edoardo Sanguineti che si complimentarono con il coro per l’ottima esecuzione del brano e con i Minipolifonici per l’ottima iniziativa. Comunque, nessun cantore del coro di Malo venne carpito dai Minipolifonici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Nel 1960, ero un ragazzotto, ebbi l’occasione di assistere nel duomo di Trento all’esecuzione della Messa in si minore di Bach. Rimasi sconvolto, commosso, affascinato dalla bellezza di quella musica, del coro, dell’orchestra.&lt;br /&gt;Proposi a me stesso che un giorno o l’altro, l’avrei eseguita.&lt;br /&gt;Ci vollero quarant’anni ma finalmente mi si presentò l’occasione: il direttore artistico dell’orchestra Haydn di Bolzano e Trento mi chiese di preparare il coro per l’esecuzione di quella splendida Messa. “Sommo giubilo!” Il gran momento era finalmente arrivato.&lt;br /&gt;Era necessario un organico di almeno settanta elementi; io non li avevo... allora... errare humanum est, perseverare... chiesi ancora ai vari direttori trentini, chissà! forse il nome di Bach e la sua musica li avrebbero ammaliati?&lt;br /&gt;Risposero entusiaste e subito solo diverse coriste del coro Sociale di Pressano del M° Giuseppe Niccolini, che per altro avevano  generosamente collaborato anche in altre occasioni e alcuni cantori che aderirono di loro iniziativa. Che dire a Bach?... “Bah!”&lt;br /&gt;Comunque, nessun cantore che collaborò con noi venne carpito dai Minipolifonici.&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Un giorno mi accadde di ricevere la telefonata del direttore del coro di un notissimo teatro  italiano, era disperato perché avrebbe  dovuto preparare dei brani di musica contemporanea risultati vincitori ad un concorso e la data dell’esecuzione era imminente.&lt;br /&gt;Il coro di quel teatro... non aveva tempo... e conoscendo me e la qualità dei Minipolifonici, mi chiese se fossi stato disposto a prepararli io con il mio coro. Mi riservai di accettare dopo aver visionato i brani. Li lessi... (Gulp!)...  parlai ai miei cantori, avevamo solo una decina di giorni... decidemmo di accettare: entusiasmo giovanile, un pizzico di pazzia (anche più di un pizzico), comunque da parte mia ero sicuro dell’assoluta padronanza nella lettura musicale dei cantori; l’esecuzione riuscì e fummo tutti soddisfatti. Una curiosità: la sera del concerto (programma solo di musica contemporanea), il teatro era gremito di curiosi, intenditori, ignari spettatori e... di un centinaio di giovani militari di leva rigorosamente in divisa. Secondo voi - noi ce lo siamo chiesto - son capitati lì per sbaglio o facevano parte di un gruppo mandato lì in punizione? Le facce e lo sconcerto dei malcapitati militari ci tolse ogni dubbio: la classica punizione di “ramazza” al confronto, avrebbe avuto il sapore di una “licenza premio”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vii-parte.html"&gt;Leggi la VII parte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-6056951117162561343?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/6056951117162561343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=6056951117162561343' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6056951117162561343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6056951117162561343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici VI PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOjjI-ENpyI/AAAAAAAAAQI/0TWsfhxoyTE/s72-c/vb82.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-5803881990047289889</id><published>2008-09-29T18:39:00.010+02:00</published><updated>2008-10-05T17:50:46.815+02:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici V PARTE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOjFVBwUlPI/AAAAAAAAAPo/WE4AKX7HyRs/s320/vb86.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253665930366719218" /&gt;&lt;/div&gt;(&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/nicola-conci-e-40-de-i-minipolifonici.html"&gt;Leggi la I&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-ii-parte.html"&gt;la II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-iii-parte.html"&gt;la III&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html"&gt;la IV&lt;/a&gt; parte)&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le voci bianche proseguirono con un crescendo il loro cammino di esperienze musicali, corali, attraverso molteplici attività: concerti in ogni parte d’Italia, in Francia, in Svizz&lt;div&gt;era, in Austria, in Germania, in Grecia, collaborazioni con orchestre sinfoniche e da camera, coprendo anche ruoli che nelle varie opere liriche venivano affidati ai bambini; partecipazione a corsi  in qualità di “coro laboratorio”, lezioni concerto, il tutto scandito annualmente da soggiorni estivi di studio e svago.&lt;br /&gt;Il coro misto perseguì un suo grandissimo percorso di cui parlerò più avanti.&lt;br /&gt;Questo capitolo, invece, desidero dedicarlo agli “angeli muti”, non cantori, quindi, ma persone che nella vita dei “Mini” scrissero pagine stupende, storiche.&lt;br /&gt;Mi riferisco a quelle preziose persone (genitori soprattutto), che ogni anno, alcune per molti anni, mi assicurarono l’organizzazione dei pasti durante i vari soggiorni estivi, e accompagnarono il coro in occasioni di viaggi per concerti o concorsi, altre che sentii fortemente vicine, pronte a soccorrerci, assisterci nelle varie vicende del coro.Non immaginate quanto sia bello, confortante e quanto la nostalgia si tramuti in carezzevole sensazione ricordare quelle splendide persone e quegli splendidi momenti.&lt;br /&gt;Per quindici giorni, in sperduti paesini, in strutture organizzate, in case dove ci si doveva adattare alla meglio, ci venivano preparati pasti, sempre ottimi, vari, puntuali,  e serviti con il sorriso, con il genuino entusiasmo delle persone generose, fedeli, riconoscenti, felici di contribuire a rendere sereno, tranquillo il mio lavoro e quello dei miei numerosi collaboratori.&lt;br /&gt;“ I nomi, vogliamo i nomi!&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOjGB-u0tHI/AAAAAAAAAPw/_mqJVYrn77U/s320/soggiorno.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253666702649242738" /&gt; ”&lt;br /&gt;Eccoli, dunque: I Coniugi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Gianotti&lt;/span&gt; li abbiamo già ricordati nei precedenti capitoli, con loro ricordo i Coniugi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Faes&lt;/span&gt;, genitori di Maria, Enrico e Giovanna, pionieri e affettuosi sostenitori dei primi anni del coro: Sella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Valsugana&lt;/span&gt;! &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Camparta&lt;/span&gt;! che pranzi! che patate al forno! quanta disponibilità nel loro cuore!&lt;br /&gt;Ricordo la signora &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Pegoretti&lt;/span&gt;, mamma di Anna, affettuosa e vulcanica.&lt;br /&gt;Altre presenze scandirono provvidenzialmente il percorso del coro; erano genitori che a latere, silenziosamente, e con tanta tenerezza sentivo assai vicini, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;anch&lt;/span&gt;’essi sempre pronti a “soccorrermi” nelle necessità, in modi e forme apparentemente marginali ma assai significative per la mia tranquillità.&lt;br /&gt;Impossibile non ricordare i carissimi Bruna e Nino &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Brucoli&lt;/span&gt;, genitori di Roberta, che con rispettosa discrezione seguivano il coro con i loro mezzi in tutti i concorsi, in tantissimi concerti.&lt;br /&gt;C’erano loro e noi vincevamo il concorso, c’erano loro ed il concerto riusciva magnificamente, al punto che, oramai abituati e quasi bisognosi della loro presenza, li considerammo i nostri “portafortuna ufficiali”.&lt;br /&gt;Irene e Plinio &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Biondani&lt;/span&gt;, genitori di Chiara, affettuosi sostenitori dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;; Plinio, poi, quante volte, essendo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;taxista&lt;/span&gt;, mise a disposizione il suo tempo, il proprio mezzo per accompagnare i cantori quando necessitava un aiuto! la sua signora, Irene, mi accolse spesso a casa sua proponendomi prelibati pranzi e cene che i miei succhi gastrici ancora oggi ricordano con dolce nostalgia.&lt;br /&gt;Gradualmente cambiavano le generazioni e con loro cambiavano pure i genitori  e nuovi sostenitori delle numerose nostre iniziative.&lt;br /&gt;I signori Remo e Liliana &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Sartori&lt;/span&gt;, genitori di Sonia, Luca e Nicoletta avevano un negozio di frutta e verdura; per diversi anni ci siamo serviti da loro ma credo sia stato più quello che ci hanno regalato di quello che abbiamo comperato. Dieci chili di patate diventavano per incanto quindici, allo stesso prezzo, altre volte si dimenticavano, o così ci han fatto credere, di segnare qualche chilo di frutta, di insalata e così via. In pratica, non ci siamo serviti da loro ma ci siamo serviti di loro. Li ricordo con tanta riconoscenza.&lt;br /&gt;Un bel giorno, (stavo trattando l’acquisto di un’automobile presso una concessionaria), mi si presentò un signore: Rinaldo  &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Dorigoni&lt;/span&gt; che mi assistette e consigliò nell’acquisto. Mi conosceva, conosceva l’attività dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; e timidamente mi chiese se fossi disposto ad accogliere nel coro i suoi tre figli: Roberta, Carlo e Giorgio. Dissi di si con gioia e da quel giorno iniziò una lunga, intensa, magica collaborazione con lui e con la sua cara moglie Teresa.&lt;br /&gt;C’era un soggiorno e loro erano pronti a organizzare il vettovagliamento.&lt;br /&gt;Colazioni, pranzi, merende, cene; quante buone cose!, quante risate, quante gioiose discussioni per riuscire a far spendere al coro il meno possibile e garantire pasti sufficienti e gustosi!&lt;br /&gt;Rinaldo, poi, era veramente unico, genuino, emozionabile, sensibile, coinvolto non solo in cucina; cercò pure di collaborare nelle attività ludiche dei vari soggiorni.&lt;br /&gt;Qui è d’obbligo un suo simpaticissimo aneddoto.&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOjGNqLQbAI/AAAAAAAAAP4/5q1Q89l_Ogk/s320/sogg2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253666903289785346" /&gt;Dunque, in uno dei numerosi soggiorni nei quali fu presente, successe che, c’era da cronometrare l’arrivo dei vari concorrenti in una corsa campestre; uno era incaricato a controllare il tempo del primo, un altro doveva controllare il tempo del secondo, Rinaldo aveva il compito di controllare il tempo del terzo classificato:  Fra i concorrenti c’era pure uno dei suoi figli (è fantastico quanto successe), il quale arrivò per primo. Rinaldo, dall’emozione, fermò il suo cronometro sul tempo di suo figlio, urlando: “ Primo!... primo!..&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Terersa&lt;/span&gt;...  me &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;fiol&lt;/span&gt;’ l’è &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;ariva&lt;/span&gt;’ primo.. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;madonega&lt;/span&gt;!... che tempo!...” L’accaduto gli fece dimenticare di cronometrare l’arrivo del terzo che dovette accontentarsi di un tempo approssimativo recuperato da qualcuno. Fortuna volle che il quarto arrivò un po’ dopo e il dramma venne scongiurato.&lt;br /&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Conclusasi&lt;/span&gt; le bella parentesi dei “&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Dorigoni&lt;/span&gt;” - così ormai erano affettuosamente chiamati da tutti noi -, la Provvidenza ci mise a disposizione altre persone amiche, così che la gestione dei soggiorni, nella cura in cucina, venne sempre assicurata.&lt;br /&gt;Ed ecco allora proporsi la famiglia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Grosselli&lt;/span&gt;: Maria Teresa e &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;Lucillo&lt;/span&gt;, genitori di Andrea, Lorenzo e Maria Letizia.&lt;br /&gt;La cucina, in quei giorni, diventava il loro regno, dal quale uscivano puntualmente prelibati “decreti culinari” cui tutti noi ci si adeguava volentieri.&lt;br /&gt;Con i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; di Trento, prima e con quelli di Milano, poi, potemmo disporre del loro insostituibile aiuto: affettuosamente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;perentoreo&lt;/span&gt; quello di Maria Teresa, silenzioso ma sempre appropriato quello di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;Lucillo&lt;/span&gt;; Maria letizia, anche lei nel coro, accettò volentieri e spesso di aiutarci un po’ in cucina e un po’ assistendo i cantori.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/10/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html"&gt;(Vai alla VI parte)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-5803881990047289889?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/5803881990047289889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=5803881990047289889' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/5803881990047289889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/5803881990047289889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-v-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici V PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOjFVBwUlPI/AAAAAAAAAPo/WE4AKX7HyRs/s72-c/vb86.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-1823644235887746424</id><published>2008-09-29T18:31:00.009+02:00</published><updated>2008-10-09T20:34:50.782+02:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici IV PARTE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOJi2A3EWKI/AAAAAAAAAOY/H_aGikTRvLk/s1600-h/misto2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOJi2A3EWKI/AAAAAAAAAOY/H_aGikTRvLk/s400/misto2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251868795550849186" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(Leggi &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/nicola-conci-e-40-de-i-minipolifonici.html"&gt;la I&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-ii-parte.html"&gt;la II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-iii-parte.html"&gt;la III&lt;/a&gt; parte)&lt;br /&gt;Entra in scena il Coro misto&lt;br /&gt;Non voglio dilungarmi troppo nel raccontarvi la nostra storia ma al tempo stesso non voglio correre il pericolo di trascurare eventi storici legati soprattutto a ciò che per molti anni caratterizzò  la componente umana dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;, ma volare leggero nel cielo dei ricordi, dove è più facile capire meglio molte cose; allora, tutto ciò che insieme si è fatto assume un significato magico, gli avvenimenti, tutti, anche quelli non previsti, accaddero e investirono, riempiendolo dei più svariati sentimenti, il nostro cuore. Ci beammo degli affetti, ci esaltammo dei trionfi, soffrimmo nei contrasti e giorno dopo giorno contribuimmo tutti a scrivere un pezzetto di questa nostra storia.&lt;br /&gt;Con l’autunno del 1972 prese il via l’attività del Coro misto.&lt;br /&gt;Volete i nomi? Ci provo, spero di non fare troppe, anche se involontarie, omissioni.&lt;br /&gt;Teresa e Mario, naturalmente, poi Luisa, Daniela e Annamaria, (le tre sorelle &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Demattè&lt;/span&gt;), Serena, Maria, un’altra Annamaria, Donata, Daniela, Enrico, Gabriella (la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Lella&lt;/span&gt;), Vincenzo, Guido, Guglielmo (&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Googa&lt;/span&gt;), Roberto,  Matteo, Ettore, Ugo, Maurizio, Massimo, cui si aggiunsero quasi subito Franco, Gabriele, Stefano, Marco, Gabriele (il &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Bebe&lt;/span&gt;)...&lt;br /&gt;Per un po’ fummo ospiti nei locali concessi alle voci bianche, poco dopo, soprattutto in considerazione degli orari serali delle prove, ci trasferimmo a casa mia.&lt;br /&gt;Breve periodo, per poi trovare affettuosa e generosa ospitalità in casa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Stelzer&lt;/span&gt;, genitori di Gabriele, Franco e Giuliano.Tante prove, tante partiture, tante fotocopie, e quelle chi ce le procurò? il dottor Mario &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Stelzer&lt;/span&gt;, il padrone di casa; è stata per noi una Provvidenza.&lt;br /&gt;Diversi, fra quei cantori non avevano mai cantato, non essendo stati nelle voci bianche e per loro cantare  “suonava” tutto nuovo.&lt;br /&gt;Venne a costituirsi un gruppo di amici: giovani (mi ci metto &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;anch&lt;/span&gt;’io, avevo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;trentadue&lt;/span&gt; anni) e ragazzi, che si tramutò in una “forza”.&lt;br /&gt;Casa mia era diventata un luogo di quotidiana convergenza, a tutte le ore, dopo le prove, i sabati, le domeniche, e lì presero vita, concretizzandosi, innumerevoli iniziative corali e non.&lt;br /&gt;La parola più frequente era: “Vado dal Conci”.&lt;br /&gt;Con questo nuovo coro, nel 1974, rischiammo pure un concorso a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Tosculano&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Maderno&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Prima di farvi sapere come andò, non me ne voglia Stefano, desidero narrarvi un aneddoto, buffo a lui riferito.&lt;br /&gt;(Certo che a ripensarci ora, considero che fossimo un bel po’ sprovveduti, incoscienti, anche se felicemente spensierati).&lt;br /&gt;La sera prima di partire concordammo l’orario di raduno davanti al pullman (le solite cose che fanno parte di tutti i viaggi in comitiva).&lt;br /&gt;La mattina, bene o male, all’ora giusta c’erano tutti... no, mancava uno: Stefano. Strano! aspettammo ancora un po’ (allora non c’erano i cellulari). Superato il tempo massimo, decidemmo di partire, anche perché il concorso si svolgeva tutto in una giornata: mattina eliminazioni, pomeriggio concorso.&lt;br /&gt;Potete immaginarlo, ero fra il preoccupato e l’arrabbiato.&lt;br /&gt;Arrivammo a &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Tosculano&lt;/span&gt; in tempo per le eliminatorie e Stefano non c’era.&lt;br /&gt;Pranzammo, o stavamo pranzando, non ricordo, che arrivò Stefano, sudato, imbarazzato (“beh, perlomeno è arrivato” mi dissi). &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Cos&lt;/span&gt;’era successo? Fantastico!: Stefano si alza la mattina, tranquillamente, come sempre, in bagno, davanti allo specchio, si rade fischiettando le note de “Il bianco e dolce cigno”, brano preparato per il concorso, naturalmente fischiettava la sua parte, quella del tenore: Il bianco e dolce cigno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;cantan&lt;/span&gt;...! improvvisamente si ricorda... “Il concorso!”... “Ca...&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;pperi&lt;/span&gt;” “P... &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;dirindindina&lt;/span&gt;!”  Mamma mia... “C...&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;orbezzoli&lt;/span&gt;!” e via tutte le imprecazioni del repertorio di un ragazzo ventenne.&lt;br /&gt;Ora l’accorcio: non si perse d’animo, rassegnato a dover ormai saltare l’eliminatoria, dette per scontato che saremmo stati ammessi in finale (che caro!), fece di tutto per arrivare in tempo: prese la bicicletta, constatò che con quella non sarebbe mai arrivato, fece autostop e dopo quattro, cinque ore di viaggio si presentò al suo coro. L’avrei pestato...no, abbracciato!&lt;br /&gt;Partecipò alla finale e anche con il suo apporto vocale vincemmo il terzo premio.&lt;br /&gt;Fummo contenti. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Anch&lt;/span&gt;’io, pur consapevole di avere ancora moltissimo da imparare (le mie esperienze come direttore di un coro misto, a quel tempo, erano pressoché nulle).&lt;br /&gt;Continuiamo:&lt;br /&gt;Prima di poter disporre di una sede nostra, dovemmo attendere e sperare, quindi continuammo a provare nella accogliente &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;stube&lt;/span&gt; della famiglia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Stelzer&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il percorso artistico del coro misto proseguì e si arricchì di nuove esperienze: concerti, rassegne, repertori nuovi sempre più impegnativi e adeguati alla continua maturazione dei cantori.&lt;br /&gt;Iniziò pure l’immissione delle “voci bianche” ormai ex e che premevano per ritornare a cantare.&lt;br /&gt;Con il coro Misto soddisfai il mio sogno: quello di cantare; istituii la sezione maschile e, approfittando dell’esperienza musicale dei miei cantori mi misi assieme ai tenori e ...(cito) “dirigere e cantar, mi vidi assieme”&lt;br /&gt;FINE QUARTA PART&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOjB40YMFUI/AAAAAAAAAPI/H38dtNLcX1g/s320/prato77.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253662147204617538" /&gt;E&lt;br /&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-v-parte.html"&gt;(Vai alla V parte)&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-1823644235887746424?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/1823644235887746424/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=1823644235887746424' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/1823644235887746424'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/1823644235887746424'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici IV PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOJi2A3EWKI/AAAAAAAAAOY/H_aGikTRvLk/s72-c/misto2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-8699932426034274976</id><published>2008-09-29T18:17:00.009+02:00</published><updated>2008-10-05T15:29:06.535+02:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici III PARTE</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/nicola-conci-e-40-de-i-minipolifonici.html"&gt;(Leggi al prima parte)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-ii-parte.html"&gt;(Leggi al seconda parte)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;1972 - 1973&lt;br /&gt;Il 1972  è stato un anno molto importante per la storia dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il coro si dotò del distintivo, divenuto il marchio dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; chiunque lo veda riconosce in quel disegno e nella scritta, I &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; e Nicola Conci.&lt;br /&gt;Un magnifico disegno ideato, realizzato e donatomi dall’amico pittore Gino Novello, a quel tempo mio collega alla scuola media dove insegnavo.&lt;br /&gt;Dopo la vittoria di Prato, mi dedicai subito alla preparazione  del concorso di Arezzo. Ancora Arezzo? Beh, sì, mi sentivo corroborato da nuove esperienze e constatavo il continuo progresso musicale e vocale dei cantori. Ne ebbi conferma dal risultato del concorso che assegnò al nostro coro il secondo premio, prima di noi un coro bulgaro: una formazione così strabiliante per tecnica vocale e preparazione musicale, da permetterle di affrontare pagine corali che a me apparivano di sconcertante difficoltà.&lt;br /&gt;Risultato positivo, dunque, per più aspetti: la soddisfazione nell’aver retto con dignità il confronto con questi “mostri sacri” della coralità infantile, un ulteriore incoraggiamento a proseguire nel percorso da me intrapreso e la conferma nella mia convinzione di dare massima priorità alla formazione musicale e vocale dei miei cantori.&lt;br /&gt;Ma torniamo alla storia:&lt;br /&gt;Archiviate le positive esperienze di Prato e Arezzo, mi si presentò un “problema” inatteso: due giovanotti di sedici, diciassette anni, Teresa &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Braus&lt;/span&gt; e Mario &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;Zambotti&lt;/span&gt;, studenti presso l’Istituto magistrale A. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Rosmini&lt;/span&gt;, mi chiesero di istituire il coro misto dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Ero molto titubante; non avevo ancora intenzione di avviare l’attività con questa formazione, pensavo di attendere il naturale avvicendamento e iniziare con gli ex cantori del mio coro.&lt;br /&gt;Qui ci vuole una breve premessa:Nell’Istituto da loro frequentato, l’insegnante di musica Sonia &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Sirsen&lt;/span&gt;, mia carissima amica, eccellente sia come insegnante che direttrice di coro, aveva dato vita a un gruppo corale della Scuola, ottenendo ottimi risultati. Essendo originaria di Trieste, ricevuto l’incarico per l’insegnamento nella sua città, dovette trasferirsi e quella splendida esperienza si concluse con grandissimo sconforto di tutti i cantori.&lt;br /&gt;Teresa e Mario vennero da me, per il desiderio di colmare quel vuoto improvviso. Hanno insistito, insistito al punto che dovetti cedere. Accidenti a loro? No! Grazie a loro!&lt;br /&gt;Iniziò una nuova avventura, un’avventura colma di infinite, splendide emozioni, tensioni, inevitabili fra tante preziose individualità ma sicuramente apportatrice di ult&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOi_r_CIRUI/AAAAAAAAAO4/WS2NQtLmI-g/s400/mistoweb1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253659727703328066" /&gt;eriori soddisfazioni per tutti. Fu un succedere di iniziative, avventure corali e umane alle quali io devo numerosi momenti di intima gioia.&lt;br /&gt;In tutto questo fui solo? No! Non sono mai stato solo (accettate il gioco di parole): io ero “solo” un musicista, ma trovai tante preziose persone che hanno creduto in me, mi hanno compreso, accettato e silenziosamente assistito, senza di loro i &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; non ci sarebbero.&lt;br /&gt;Quella che sto raccontando, infatti, non è solo la storia di un coro, delle sue attività, dei suoi concerti, dei suoi trionfi, è la storia di un piccolo, meraviglioso mondo costituito da tante anime che nei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt; hanno creduto, vissuto, internamente o di riflesso, contribuendo a farne una Istituzione, vanto per la città, luogo di incontro, nel quale la musica era collante per la condivisione di pensieri, gioie, ansie, affetti.&lt;br /&gt;Sento la necessità di ricordare alcuni di questi nomi, nomi storici che a lungo e in vari modi hanno  rappresentato  punti fermi nella tutela dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Non sciorinerò nomi a caso o in ordine alfabetico, ma ogni tanto ne menzionerò qualcuno collocandolo nel tempo in cui procede la narrazione della storia.&lt;br /&gt;Inizio con Ivo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Tartarotti&lt;/span&gt;, primo Presidente dei &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;, egli, senza nulla chiedere, senza particolari garanzie, forse anche senza particolari prospettive,  per puro spirito di collaborazione, accettò la carica di Presidente e assieme, iniziammo il cammino, reciprocamente ignari di cosa il futuro avrebbe potuto riservarci.&lt;br /&gt;Lui, e per affettuoso contagio, la sua cara moglie Sara, seguirono le avventure dei piccoli cantori, fra i quali c’era pure loro figlio Massimo, seguirono me per molti anni senza mai interferire, ostacolare, venendomi appresso solo per stima e fiducia.&lt;br /&gt;A loro il primo “Grazie” di questa lunga storia, grazie che verrà implicitamente ripetuto ai prossimi protagonisti.&lt;br /&gt;Accanto a Ivo, per alcuni anni, ha retto le sorti della segreteria e dell’esigua cassa, Paolo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_13"&gt;Mattedi&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Lui ha dovuto usare molta pazienza con me, io avrei voluto spendere, lui, che lavorava in banca, mi invitava alla prudenza: i soldi erano pochi, sempre troppo pochi, io insistevo: c’è bisogno di questo, di quello... e alla fine cedeva, accontentandomi. Che angelo!&lt;br /&gt;C’è un altro proverbio che dice: “La luna senza sole non risplende, la merce senza soldi non si vende”. Quanto è vero!  Io comunque, mai mi preoccupai per i soldi. Certo che ce n’è sempre stato bisogno ma ho avuto anche, sempre, ma proprio sempre, una Provvidenza nascosta nei volti e nei cuori di molte persone.&lt;br /&gt;I primi anni ebbi il grandissimo sostegno di &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_14"&gt;Vigilio&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_15"&gt;Deanesi&lt;/span&gt;, genitore di Mauro, Claudia e Paolo.&lt;br /&gt;Quanto mi sia stato di aiuto è difficile quantificare. Per diversi anni ci procurò frutta e verdura nei numerosi soggiorni, mettendoci a disposizione pure furgone, autista, per portare tutto, anche le attrezzature per il soggiorno, nella località prescelta.&lt;br /&gt;Ricordo il sostegno morale del compianto Bruno &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_16"&gt;Banal&lt;/span&gt;, genitore di Guglielmo, Gabriele, Marco, Michele, Luca. Egli mi fu vicino sempre, lo ricordo  quando accompagnò me e i cantori, nel nostro primo v&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOjA9Qb-GiI/AAAAAAAAAPA/z_b6qXpq3S4/s320/genitori.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5253661123944520226" /&gt;iaggio  ad Arezzo, inoltre, proprio il primo anno quando manifestai a lui l’intenzione di portare i cantori quindici giorni in montagna, le sue parole, sagge, rispettose mi incoraggiarono a decidere e dare avvio alla lunga serie di queste avventure.&lt;br /&gt;A proposito di soggiorni, dal primo, nel 1971 all’ultimo nel 2004, la presenza di genitori e persone disponibili a preparare i pasti, col desiderio di portare aiuto, sollievo a me e al mio lavoro, ha rappresentato un altro volto della Provvidenza.&lt;br /&gt;Eccoli quei preziosi, generosi angeli custodi delle mie prime, lontanissime ma dolcemente ancora vive, iniziative corali:&lt;br /&gt;I Coniugi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_17"&gt;Gianotti&lt;/span&gt;, genitori di Roberto, i coniugi &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_18"&gt;Faes&lt;/span&gt;, genitori di Maria, Enrico e Giovanna,&lt;br /&gt;Il primo, a Sella &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_19"&gt;Valsugana&lt;/span&gt;, è da ricordare, non perché più importante di altri ma proprio perché era il primo e tutti sanno che “il primo amore non si scorda mai”...&lt;br /&gt;Un aneddoto? Eccolo: Avevamo terminato le prove, (ci stavamo preparando per Arezzo), i cantori erano sul cortile davanti alla casa, la cucina aveva la porta aperta.&lt;br /&gt;I bambini, allora tutti maschi, stavano giocando, a cosa? a pallone, naturalmente!.&lt;br /&gt;Esce la signora &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_20"&gt;Gianotti&lt;/span&gt; e, riporto su per giù quello che disse: “ Ehi, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_21"&gt;mateloti&lt;/span&gt;, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_22"&gt;stè&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_23"&gt;atenti&lt;/span&gt; con quel &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_24"&gt;balon&lt;/span&gt;, de non tirarlo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_25"&gt;en&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_26"&gt;cosìna&lt;/span&gt;, son &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_27"&gt;drio&lt;/span&gt; che preparo &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_28"&gt;el&lt;/span&gt; ragù!”&lt;br /&gt;Neanche l’avesse intuito che, cinque minuti dopo: “ &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_29"&gt;SPLASCH&lt;/span&gt;!  il pallone piomba nella pentola del ragù. Esce la signora &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_30"&gt;Gianotti&lt;/span&gt; con il mestolo in mano... “ Chi è sta’?... Silenzio... “ Chi è sta’?, ancora più forte e rossa in viso. “ So’ sta’ mi, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_31"&gt;mama&lt;/span&gt;... non l’ho &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_32"&gt;fat&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_33"&gt;aposta&lt;/span&gt;!”  Era suo figlio Roberto. Situazione imbarazzante... “ &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_34"&gt;Spiazarol&lt;/span&gt;!... e tornò in cucina brontolando: “tuti uguali &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_35"&gt;sti&lt;/span&gt; &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_36"&gt;mateloti&lt;/span&gt;!”&lt;br /&gt;L’incidente finì lì. Grazie, Roberto! Il ragù, comunque, risultò ottimo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del secondo posto ad Arezzo ero rimasto contento, chiaro!  ma non soddisfatto.&lt;br /&gt;Potevamo migliorare, al di là del concorso ma, si sa, al concorso si va con tutte le buone intenzioni ma segretamente, una delle prime, si va per vincere e si canta per vincere.&lt;br /&gt;Allora l’anno successivo, rinnovai la domanda. Sentivo i cantori pronti per affrontare il concorso e ambire di più. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_37"&gt;Ventisette&lt;/span&gt; voci mature, belle, grintose, insomma eravamo i “&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_38"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;!”&lt;br /&gt;Lavorammo tantissimo, preparammo un programma tosto, azzardai “Le laudi alla Vergine” di G: Verdi, (avevo un’edizione su cui era scritto “Per voci bianche” e finalmente, via alla volta di Arezzo.&lt;br /&gt;Arezzo 1973 La cronaca finale:&lt;br /&gt;“Attenzione prego, attenzione prego, ventunesimo concorso polifonico internazionale Guido D’Arezzo, categoria  cori di voci bianche; la giuria composta dai maestri... ha così votato:  pausa... terzo classificato... non noi, secondo classificato... non noi, primo classificato... altra pausa, lunga, pareva non finisse mai, nessuno  poteva sapere fino all’ultimo chi sarebbe stato nella terna, avremmo potuto essere risultati anche ultimi... I &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_39"&gt;Min&lt;/span&gt;...” basta, non era necessario sentire altro.&lt;br /&gt;Il resto è cronaca già letta nelle precedenti puntate: quanta felicità! quante emozioni! quanta ammirazione per quegli splendidi cantori!&lt;br /&gt;&lt;div&gt;FINE TERZA PARTE&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-vi-parte.html"&gt;(vai alla quarta parte)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-8699932426034274976?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/8699932426034274976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=8699932426034274976' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/8699932426034274976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/8699932426034274976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-iii-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici III PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOi_r_CIRUI/AAAAAAAAAO4/WS2NQtLmI-g/s72-c/mistoweb1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-3515350218224271020</id><published>2008-09-29T18:03:00.010+02:00</published><updated>2008-10-05T17:17:35.062+02:00</updated><title type='text'>La storia dei Minipolifonici II PARTE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOJhN8KdBKI/AAAAAAAAAOA/3BmDKURoYVY/s1600-h/arezzo73.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOJhN8KdBKI/AAAAAAAAAOA/3BmDKURoYVY/s400/arezzo73.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251867007583585442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/nicola-conci-e-40-de-i-minipolifonici.html"&gt;(Leggi la prima parte)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Conoscete il proverbio che recita così: La fortuna aiuta gli audaci... E gli incoscienti?&lt;br /&gt;Gli incoscienti, a volte, riescono a salvarsi se possono contare su un nutrito stuolo di Angeli Custodi.&lt;br /&gt;Penso sia successo così, a me, se, nel 1971, dopo solo un anno di vera attività corale, decisi di portare quei fanciulli (alcuni di appena sette-otto anni) nientemeno che al concorso Polifonico Internazionale di Arezzo. Pezzo d’obbligo: Il Grillo di Orazio Vecchi, proposi poi Laudate Dio di G. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_0"&gt;Animuccia&lt;/span&gt;, e un altro brano che ora non ricordo.&lt;br /&gt;Al concorso c’erano cori italiani e stranieri, questi, uno meglio dell’altro, specie il coro bulgaro vincitore del primo premio. Ci qualificammo IV, con un premio per il miglior coro italiano di quella categoria.&lt;br /&gt;Riuscii a non stordirmi per l’inatteso risultato, anzi, tornai a casa con mille nuovi propositi.&lt;br /&gt;Come prima cosa, decisi di cambiare radicalmente l’impostazione del coro, puntando a farne una Scuola di Coro. Consideravo importanti e prioritarie la formazione musicale e vocale dei cantori sull’allestimento del repertorio.&lt;br /&gt;Come già scrissi, il coro, allora, era composto solo da bambini maschi. Insegnando educazione musicale alle scuole medie di Trento, dove c’erano classi maschili e femminili, mi chiesi perché non avrei potuto inserire nel coro anche le ragazzine.&lt;br /&gt;Non riuscii a trovare motivazioni che potessero impedirmi di farlo, per cui in autunno aprii le porte del coro di voci -bianche, da secoli riservato rigorosamente ai soli maschi, anche alle bambine. Di alcune di queste “pioniere” ricordo ancora il nome: Anna, Chiara, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_1"&gt;Fernanda&lt;/span&gt;, Francesca, Giuseppina (per noi “la &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_2"&gt;Beppa&lt;/span&gt;”), Patrizia, Roberta, Sandra...&lt;br /&gt;Terremoto, sconcerto, mugugni di qualche maschietto, fiancheggiato dai genitori, che forse temeva di perdere ruoli primari nel coro, perplessità fra i nostalgici dei cori maschili, ma ne uscii indenne.&lt;br /&gt;Non mi limitai a questo, feci di peggio: ritenni necessario staccarmi dal ruolo iniziale di coro della Parrocchia, laicizzandone la struttura.&lt;br /&gt;Pure in questa occasione ci furono momenti di forte tensione, con il Parroco e alcuni genitori (pochi per la verità).&lt;br /&gt;La maggioranza scelse di affidarsi alla persona e alle sue proposte didattiche.&lt;br /&gt;Le conseguenze? Persi l’uso della sede in Parrocchia, che fortunatamente, trovai presso la vicina scuola elementare &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_3"&gt;Nicolodi&lt;/span&gt;, grazie alla cortese ospitalità del Direttore &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_4"&gt;dott&lt;/span&gt;. Mazzetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_5"&gt;Minipolifonici&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;Partiti, quindi, lanciati verso entusiasmanti, trionfali, splendide emozioni corali.&lt;br /&gt;Vi racconto la prima:&lt;br /&gt;Nel 1972, corroborato dagli insegnamenti del precedente Arezzo, con i cantori più maturi, più musicalmente consapevoli, decisi di affrontare un concorso nazionale.&lt;br /&gt;Mi si presentò il Concorso di Prato che ritenni adeguato a me e ai miei cantori. Iscrissi il coro, fummo ammessi, ci preparammo, partimmo. Quanti cori! Riuscii ad ascoltarne qualcuno, poi pensai ai miei cantori, tanto non avevo nulla da perdere; era la prima volta e, andasse come andasse, mi ritenevo già fortunato di essere stato ammesso.Tutti parlavano di un coro che aveva vinto l’edizione dell’anno precedente e pronosticavano il bis. Un direttore di coro mi disse: “Dobbiamo rassegnarci, non c’è niente da fare, da come hanno cantato finora i cori, lui è il migliore, la vittoria sarà sua anche quest’anno”. Subito dopo toccava a me e allora, fuori, in palcoscenico.&lt;br /&gt;Il palco era ancora chiuso ed ebbi il tempo di sussurrare ai bambini: “&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_6"&gt;Boci&lt;/span&gt;, abbiamo lavorato tanto, voi ed io, non rovinate tutto questo lavoro con la disattenzione, guardatemi e cantate come sapete...”&lt;br /&gt;Nel dare l’intonazione avevo la voce e le mani che tremavano, presero la nota ugualmente: era la loro solidarietà. Il primo brano: “Madonna io v’amo e taccio” di C. Festa, il secondo: “Sanctus” di E. Desideri, il terzo, brano d’obbligo: “Madre del mio Gesù” di L. Cherubini, il quarto: “Vorrei parlar di te” di C. &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_7"&gt;Eccher&lt;/span&gt;. Al termine dell’esecuzione &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_8"&gt;str&lt;/span&gt;&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_9"&gt;izzai&lt;/span&gt; l’occhio ai miei cantori e uscimmo.&lt;br /&gt;Dissi ai bambini: “Bravi, &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_10"&gt;boci&lt;/span&gt;”. Alcuni fra il pubblico si avvicinarono e mi fecero i complimenti. Che gentili, pensai. Sapete, in quelle situazioni, o si capisce poco di cosa stia succedendo o si capisce male, io avevo la mente confusa, ricordo solo che, quando mi chiamarono per salire sul palcoscenico, intuii che qualcosa sarebbe accaduto. Lo speaker con il tradizionale sadismo bianco che caratterizza tutti loro, iniziò con calma a comunicare la terna dei vincitori partendo dal terzo classificato. Allora capii il motivo della mia presenza lì: il mio coro era compresa nella fulgida rosa dei tre premiati.&lt;br /&gt;“Comunichiamo l’esito del Concorso... Terzo classificato: coro... &lt;non noi=""&gt; (bene). Se&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOMqda3mwXI/AAAAAAAAAOo/PXClV-sTGFo/s320/vb73.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5252088275361251698" /&gt;condo classificato: &lt;mille disperati="" tentativi="" di="" falsa="" anche="" il="" secondo="" un="" bel="" certo="" che=""&gt; Coro... non noi!&lt;br /&gt;Un urlo in platea, un urlo nel mio cuore che batteva all’impazzata. Abbiamo vinto! Oggi è di moda urlare: “&lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_11"&gt;Ssiii&lt;/span&gt;!, E &lt;span class="blsp-spelling-error" id="SPELLING_ERROR_12"&gt;Vvaii&lt;/span&gt;!” (con più punti esclamativi possibili.&lt;br /&gt;Sono belle sensazioni, grandi sensazioni. Ti senti colmo di gioia e al tempo stesso leggero come una piuma. Abbracci, baci, strette di mano, quante strette di mano! E le gambe, il fisico... sembrava si fosse dimenticato di me, che fosse andato a festeggiare altrove, perché io mi sentivo quasi venir meno.&lt;br /&gt;Ma non importa, che splendidi quei miei bambini!&lt;/mille&gt;&lt;/non&gt;&lt;div&gt;&lt;non noi=""&gt;&lt;mille disperati="" tentativi="" di="" falsa="" anche="" il="" secondo="" un="" bel="" certo="" che=""&gt;FINE II PARTE&lt;/mille&gt;&lt;/non&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;non noi=""&gt;&lt;mille disperati="" tentativi="" di="" falsa="" anche="" il="" secondo="" un="" bel="" certo="" che=""&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-iii-parte.html"&gt;(Vai alla III parte)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/mille&gt;&lt;/non&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-3515350218224271020?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/3515350218224271020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=3515350218224271020' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/3515350218224271020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/3515350218224271020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-ii-parte.html' title='La storia dei Minipolifonici II PARTE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOJhN8KdBKI/AAAAAAAAAOA/3BmDKURoYVY/s72-c/arezzo73.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-2980118308674476600</id><published>2008-09-13T10:35:00.004+02:00</published><updated>2008-09-16T14:56:34.338+02:00</updated><title type='text'>Il coro nella scuola</title><content type='html'>Tanti sono i cori scolastici, ma quanti sono i docenti che hanno i requisiti per insegnare a cantare? Pochi, sempre troppo pochi! L'insegnamento del canto necessita di una cosciente preparazione sulla tecnica vocale, specie se si lavora con i bambini il cui apparato fonatorio è in continua evoluzione. Il rischio maggiore è che i difetti di emissione, soprattutto a quell'età,  se non controllati e adeguatamente corretti possano causare danni. Se consapevole, attento e scrupoloso, il maestro può intervenire o quantomeno evitare di produrre danni. Ancora di più: può dare al cantore la possibilità di scoprire qualità vocali spesso inimmaginabili. &lt;div&gt;Nella scelta del repertorio è importante considerare e valutare le diverse età del bambino. A un bambino di sei anni per esempio, non si possono proporre gli stessi canti proposti a bambini di dieci anni e viceversa: il contenuto letterario e la difficoltà musicale deve fare la differenza! Inoltre: nelle realtà scolastiche italiane spesso gli insegnanti sono costretti a rabberciare in poche lezioni e con 60 o più bambini contemporaneamente, saggi natalizi e di fine anno scolastico.&lt;div&gt;Così ogni anno si assiste con tristezza a deplorevoli esecuzioni scolastiche nelle quali masse di bambini, stipati nel migliore dei casi in piccoli teatri, cantano a squarciagola, con un'estensione che non è la loro e spesso con un testo non appropriato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fermiamo questo strazio! &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-2980118308674476600?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/2980118308674476600/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=2980118308674476600' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/2980118308674476600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/2980118308674476600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/il-coro-nella-scuola.html' title='Il coro nella scuola'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-9011083877432692635</id><published>2008-08-17T10:02:00.011+02:00</published><updated>2009-01-28T15:46:16.652+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='coro misto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='coro giovanile'/><title type='text'>"LEGO ERGO CANTO": libro per la formazione musicale di cantori giovani e adulti. L'ultimo nato nei Minipolifonici</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SKfiXj_VhsI/AAAAAAAAAJk/0vC_9Ak0CAk/s1600-h/copertinablog.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SKfiXj_VhsI/AAAAAAAAAJk/0vC_9Ak0CAk/s320/copertinablog.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5235401986267252418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' un libro che propone un percorso di alfabetizzazione musicale rivolto a coloro che amano cantare in coro e desiderano qualcosa di più: scoprire il piacere di leggere e intonare la musica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il metodo è ispirato al nostro motto:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:x-large;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;La teoria al servizio della pratica!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(0, 102, 0); font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 102, 0);"&gt;Dalla Prefazione:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;... Ritenete utopia sognare, un giorno, di aprire una partitura vocale e leggerla, così, come leggere un libro? Lasciatevi guidare da noi, non abbiamo la presunzione di assicurarvi la realizzazione del sogno ma la consapevolezza che sia possibile sì!...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"&gt;per saperne di più: &lt;a href="http://www.minipolifonici.it/libro_musica_adulti_.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-style: normal;"&gt;www.minipolifonici.it/libro_musica_adulti_.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;a href="http://www.minipolifonici.it/libro_musica_adulti_.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(85, 26, 139); text-decoration: underline;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-9011083877432692635?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/9011083877432692635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=9011083877432692635' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/9011083877432692635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/9011083877432692635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/08/lego-ergo-canto-libro-di-didattica.html' title='&quot;LEGO ERGO CANTO&quot;: libro per la formazione musicale di cantori giovani e adulti. L&apos;ultimo nato nei Minipolifonici'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SKfiXj_VhsI/AAAAAAAAAJk/0vC_9Ak0CAk/s72-c/copertinablog.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-6969623835770267978</id><published>2008-08-03T09:21:00.011+02:00</published><updated>2010-11-03T16:33:22.181+01:00</updated><title type='text'>Nicola Conci narra una storia inventata, assurda ma...</title><content type='html'>&lt;div&gt;Vi racconto una storia:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Presso la scuola elementare di uno sperduto paesino, o di una delle tante scuole elementari di qualsiasi parte d'Italia, insegnava un maestro innamorato della poesia, innamorato al punto che non perdeva occasione di insegnarne una ai suoi scolari, quasi ogni settimana; non solo, ci teneva moltissimo che le poesie imparate venissero recitate con la giusta inflessione, con i giusti accenti, le rime, le virgole, il tutto applicato in modo coretto ed elegante. La classe, quasi in unica voce, recitava le poesie ogni volta meglio, ogni volta con maggiore compenetrazione al testo; ne imparò molte, arrivando a realizzare un vero "repertorio" di liriche da proporre nei consueti saggi scolastici. "L'albero cui tendevi..." "Non sempre il tempo..." "La donzelletta vien dalla campagna..." "T'amo, o pio bove e mite un sentimento..." "Nella Torre il silenzio..."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Era sempre assai attesa la recita, e col tempo la notizia di questi splendidi bambini valicò i confini del paesino, raggiunse altre scuole, raggiunse le scuole delle città più grandi, tanto che gli stessi bambini venivano invitati da numerose parti a dare sfoggio della loro arte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La fama di questa classe giunse alle orecchie del Ministro della Pubblica Istruzione. E qui avvenne un fatto che portò l'intera scuola del paesino, gli abitanti, il direttore, il maestro e i suoi allievi in uno stato di esaltazione, emozione, orgoglio collettivi. Cos'era successo di tanto importante? Il Ministro della Pubblica Istruzione espresse il desiderio di recarsi personalmente a trovare quei fantastici bambini e il loro splendido maestro "fulgido esempio di autentica dedizione alla Cultura, all'Arte, alla Poesia".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il maestro, divenuto improvvisamente l'eroe del giorno, venne convocato dal direttore assieme al Consiglio d'Istituto con i quali si stabilì la programmazione della visita: venne formalizzata la costituzione di un Comitato organizzatore con il compito di provvedere che l’arrivo del Ministro e tutta la cerimonia si svolgessero nel migliore dei modi; su suggerimento del maestro venne individuato il cortile interno della scuola come luogo più adatto “acusticamente” alla esibizione dei bambini. Seguì un incontro del maestro con i suoi allievi per decidere quali poesie proporre al Signor Ministro, ci fu un animato scambio di proposte per concordare il repertorio. Da parte di qualche bambino venne la proposta di preparare una nuova poesia in onore del Ministro, proposta scartata dal maestro, con un solenne:" Non c'è molto tempo, ragazzi, facciamo bene quello che già sappiamo!"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Arrivò il gran giorno. I bambini, emozionati, il maestro, vestito a festa (probabilmente col vestito nuovo) faticava a tenerli calmi, gli insegnanti seduti in prima fila assieme al Comitato organizzatore, i genitori con macchine fotografiche e videocerbottane in continua attività, la poltrona cardinalizia in centro per il Signor Ministro, accanto, il direttore con signora, il bidello capo di vedetta per segnalare l’arrivo... dimenticavo: la signora Adelina, moglie del maestro (con la borsetta delle grandi occasioni tenuta stretta al braccio e in mano, quasi come una pallina, un fazzoletto per le eventuali commozioni), in disparte ma in posizione strategica per vedere suo marito e farsi vedere da lui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Finalmente: “Eccoli!” Brusio, vociare generale, i presenti si alzarono e cento teste girate si affannarono a scorgere per primi l’entrata del Ministro; il maestro sistemò i bambini sussurrando l'ultima accorata raccomandazione: “Attenti ora, mi raccomando, voce in avanti, pronuncia decisa, sentimento!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Entrò il Ministro accolto da un caloroso battito di mani, il direttore gli andò incontro, gli tese la mano e, con un largo, ossequioso sorriso glie la strinse calorosamente, presentò la sua signora, calpestando, nel retrocedere, involontariamente ma dolorosamente, il piede del suo segretario: "Pardon" (sommesso) "Oh nienteee" (un po’ meno sommesso).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Ministro salutò i bambini col braccio e loro risposero battendo le mani, il maestro allungò la mano verso il Ministro il quale non vide perché stava già sedendosi sulla poltrona.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I piccoli artisti, consapevoli dell' importante ruolo, si posero attenti al loro maestro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La tensione era collettiva, le macchine fotografiche esplosero gli ultimi colpi, poi, in breve tempo, il silenzio fu padrone del quadro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Maestro (salivazione zero): “Di Giacomo Leopardi eseguiremo Il sabato del villaggio”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al suo cenno una sola voce, intensa, sonora, carica di emozione, sciolse le rime...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Terminata la poesia esplose calorosissimo l'applauso, alternato da un’ulteriore bombardata di scatti e ronzii di fotocamere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un’altra poesia, altri applausi, altre foto (chissà perché ancora foto? erano gli stessi bambini di prima), e così via.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nell’intervallo, fra una recitazione e l’altra, vi fu un sommesso, concitato movimento attorno al Ministro, il quale, dopo aver parlottato con il direttore, estrasse da tasca un foglietto e glie lo consegnò.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il direttore fece un cenno al capo dei bidelli che si precipitò da lui e lo incaricò di predisporre alcune fotocopie del foglietto consegnatogli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’esibizione dei bambini durò una buona mezz'ora che regalò a tutti molte emozioni.Al termine, il direttore ricevette ripetuti e ampi gesti di entusiastica approvazione da parte del Ministro e i protagonisti furono oggetto di continui e convinti applausi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Ministro si avvicinò al maestro, questa volta sì con l’intenzione manifesta di stringergli la mano, e glie la strinse tanto calorosamente facendo seguire un plateale abbraccio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il maestro si sentiva l’eroe del momento, ora tutti gli battevano le mani, tutti gli applausi erano per lui e i suoi allievi: il direttore, gli insegnanti, i genitori in piedi, i bambini stessi che ormai senza più limiti, si sentivano legittimati a scandire con gli applausi il nome del loro insegnante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La signora Adelina, con gli occhi lucidi, si sbracciava inviando a suo marito numerosi: “Bravo, bravoo!”&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ella non seppe trattenersi dal rivolgesi al suo vicino, un signore vestito di scuro, probabilmente l’autista, e urlargli: "E’ mio marito!"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Ministro fece capire che desiderava rivolgere due parole (previste e attese) e l’"assemblea" si ricompose.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Mi è particolarmente gradito essere qui con voi... bla... bla... bla... questa scuola, questo insegnante, questi bambini ci hanno donato momenti di intima gioia facendoci assaporare  recitazioni di liriche lasciateci in eredità dai loro sommi autori; ma ancor più l’emozione è stata grande per me, come penso per tutti voi, nel considerare il grande valore culturale, educativo operato dall’ottimo maestro...ehm..." "Antenore Varetti" (gli suggerì il direttore) "Ettore..." "Antenore, Antenore Varetti!" (ripeterono gli alunni), "Antenore Ver... Varetti nell’aver avviato questi piccoli uomini del domani all’amore verso la lettura, la poesia e auguro loro di dedicarsi anche nel futuro a questa splendida arte, mai sazi di conoscere, recitare, declamare... bla... bla... bla... Affascinato dalla loro bravura, dalla loro grazia e in segno tangibile della mia incondizionata stima, mi sono permesso... improvvisare alcuni versi a loro dedicati e naturalmente al loro bravo maestro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il vostro direttore, cortesemente, ha provveduto a fare alcune copie di questi versi: sarei onorato sentirli recitati per la prima volta da voi”.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Ministro porse le copie al maestro perché le consegnasse ai bambini, il maestro, fra l’imbarazzato e il risentito, si rivolse a lui e ai presenti dicendo: "Ma... i bambini non sanno leggere, glie le ho insegnate tutte io... a orecchio!”...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Trasferiamo questa storia nella sede di un qualsiasi coro di bambini di uno sperduto paesino, o di una qualsiasi città di qualsiasi parte d'Italia: essa, così assurda, diventa drammaticamente vera, sacrosanta!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nicola Conci&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-6969623835770267978?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/6969623835770267978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=6969623835770267978' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6969623835770267978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6969623835770267978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/08/nicola-conci-narra-una-storia-inventata.html' title='Nicola Conci narra una storia inventata, assurda ma...'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-3657455534929205334</id><published>2008-06-28T11:09:00.005+02:00</published><updated>2008-06-28T11:37:51.183+02:00</updated><title type='text'>Il mitico LEONCINO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SGYFDBBEQtI/AAAAAAAAAFA/ShlqDOVybk4/s1600-h/leoncino.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SGYFDBBEQtI/AAAAAAAAAFA/ShlqDOVybk4/s200/leoncino.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5216862767725953746" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Molti di voi, Minipolifonici e non, hanno conosciuto il LEONCINO.&lt;div&gt;Se volete potete inviargli un saluto o un pensiero...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lui ricorda tutte le ciotole di cibo che gli avete riempito, i vestiti che gli avete indossato, i luoghi in cui lo avete lasciato,  le "finestre" da cui vi guardava (il metà lenoncino...), i fiorellini con i quali lo avete circondato... ma, soprattutto, ricorda la vostra gioia nel vederlo saltare sul libro di musica!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ciao dal vostro &lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'times new roman'; font-size: 24px; font-style: italic; "&gt;Leoncino&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-3657455534929205334?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/3657455534929205334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=3657455534929205334' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/3657455534929205334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/3657455534929205334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/06/il-mitico-leoncino.html' title='Il mitico LEONCINO'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SGYFDBBEQtI/AAAAAAAAAFA/ShlqDOVybk4/s72-c/leoncino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-5956364275983323989</id><published>2008-06-12T18:10:00.009+02:00</published><updated>2008-07-19T10:42:37.095+02:00</updated><title type='text'>Soggiorni dei Minipolifonici - LE POESIE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SFGJKRZn00I/AAAAAAAAAEo/Q6IEzAZvvKk/s1600-h/casa.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SFGJKRZn00I/AAAAAAAAAEo/Q6IEzAZvvKk/s200/casa.JPG" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211097053406942018" /&gt;&lt;/a&gt;Per molti anni, a iniziare dal 1971, organizzai soggiorni estivi di studio e svago.&lt;div&gt;Ho piacere di riportare alcune delle poesie che accompagnavano la lettera di comunicazione dell'evento e che costituiva il filo conduttore dell'intero periodo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se qualche cantore fosse ancora in possesso di poesie che qui non sono state riportate mi farà un gran regalo se potesse scriverle sul blog!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255); "&gt;1984 - Passo del Tonale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Son venuto fin quassù senza affanni e senza pianti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a gustare giochi e canti che non scorderò mai più.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con i "Mini" su al Tonale, solfeggiando piano, piano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fra un sonetto e un gregoriano... come idea mica male,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;non aspetto che il momento di conoscere, imparare,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sono ansioso di iniziare, sol così sarò contento!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1985 - Ala di Trento&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I giorni più belli che mai scorderai&lt;/div&gt;&lt;div&gt;stai certo, son quelli che adesso vedrai:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in grande allegria, ad Ala in campeggio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;coi "Mini" ti invia l'amore al solfeggio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La musica vera, la musica bella, &lt;/div&gt;&lt;div&gt;che sia mane o sera, sia calma o procella,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dei "Mini" in concerto godrai la fragranza,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;al sole o al coperto è festa, è vacanza!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ne dubiti ancora? Sei un poco perplesso?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di scuoterti allora mi venga concesso:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;tu credi nei "Mini", ne sono sicuro!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Digrigna i dentini, insisti, vai duro!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1986 - Viote del Bondone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eccoti, amico caro, questo sonetto raro;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;raro perché l'autore v'ha messo l'inchiostro e il cuore:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;l'inchiostro per informarti, sì che tu possa apprezzare:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;quanto più presto parti, tra i primi potrai arrivare!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il cuore che batte e sospira, che attende con ansia il gran giorno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;di cingere il primo che arriva, d'alloro... che ha tolto dal forno...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Beh forse è meglio che ci salutiamo qui!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1987 ?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;_________________________________________________&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1988 - Vite del Bondone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oh, non ditemi nulla, or qui io mi trastullo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fra versi e canti ritmati che mai furon già recitati:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Il tempo da molti sognato in poco, anzi meno, è arrivato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e su, nella pace fra i pini, felici soggiornano i "Mini".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1989 - Rizzolaga di Pinè&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Amico, sei contento? E' giunto il gran momento:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(s'è fatto un po' aspettare) si va ad incominciare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fra canti, suoni e giochi che certo non saran pochi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il lago, il cielo e i monti con noi faranno i conti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Faranno da cornice, è Conci che lo dice,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ai "Mini" e quindi a te, agli altri e pure a me.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un quadro così bello nemmeno Raffaello&lt;/div&gt;&lt;div&gt;si dice, sarà vero? sa render più sincero.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Allora per finire, che altro devo dire:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Vieni con noi lassù, la gioia la porti tu!"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1990 - Candriai&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A te, ormai son giorni che attendi e intanto speri&lt;/div&gt;&lt;div&gt;qualcuno che t'informi, qualcosa che s'avveri,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ecco, mirabil fatto: "La bella nuova è qua"!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;T'informo in liete rime ciò che per pria mi chiedi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sì che fra l'alte cime il dubbio svanirà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sarai con gioia atteso il dieci ante mezzodì &lt;/div&gt;&lt;div&gt;con te, per dolce peso, ti spiego lì per lì:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ciò che ti serve ai monti bagagli tuo sarà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per il seral riposo di lana e pur di lino,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;siane bisognoso, lo trovi tutto là.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il musical strumento fa che ti viaggi appresso,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;verrà pure il momento d'usarlo, anche spesso,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e magiche armonie son certo elargirà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pensa sia pur per poco, all'arte del ping-pong.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;del tavolo il bel gioco campione ti vedrà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vieni mio caro amico che il tempo è giunto ormai&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e per finir ti dico; "T'aspetto a Candriai".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Hai dubbi? che, tentenni? Voglio sperar di no!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1991 ?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;________________________________________________&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1992 - Tonale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non so, sarò capace di vincer l'impazienza,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e darmi un po' di pace pel dì della partenza?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Beh, certo, si fa presto a dire attendi ancora!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ed io a casa mesto che dico: "Si va, allora?"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L'attesa è stata dura, pazienza, poco male,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;addio afa e calura, ormai sono al Tonale!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1993 - Tonale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sono dei momenti, momenti come questo,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;che certi avvenimenti vorrei anticipar.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Infatti, ora sospiro, esclamo dentro me:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Coi Mini su in ritiro... è meglio d'un frappé"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sì, certo è ancor lontano, un mese o poco più,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;il mio sospiro è vano, l'umore ancor più giù.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vorrei che qualche giorno, non so... il giovedì...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;saltasse almeno un turno assieme al lunedì.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Allora che mi importa se ancor non son partito,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;la settimana è corta se... incrocio almeno un dito.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma quando finalmente, certo così sarà,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;dal molto arrivo al niente, il viaggio inizierà.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1994 - Tonale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quante volte!... dieci... cento, ho pensato e ripensato:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;"Giungerà, sì quel momento atteso e pur desiderato."&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di sfogliar la margherita, dico il vero, non m'andava,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;se contavo con le dita, qualche giorno mi mancava.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' così che fra i pensieri: "Beh, si parte allor, si va?"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il doman era già ieri e al Tonale eccomi qua!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1995 - Dimaro in versi:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Non credo possa esserci, lasciatemelo dire,&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;un luogo da permetterci la gioia a non finire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;Ma, ecco, sommo giubilo! (destino dolce e amaro)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;ti si propone subito: "Soggiorna un po' a Dimaro!" &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quindi, questo è importante, felice inver sarò:&lt;/div&gt;&lt;div&gt;le ore, tutte quante, di gioia riempirò!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1996 - Tonale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ciò che serve e m'è gradito per la notte e pure il dì,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in valigia è ormai finito, ce l'ho messo lì per lì!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La montagna che m'attende fa cornice al mio soggiorno;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;una gioia in cuor mi prende, certo, indietro non ritorno!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Saran giorni d'allegria (posso dire a voi perché)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;scorre il tempo in compagnia d'altri amici come te!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;997 - Monte Bondone&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Non essere serio, non essere triste,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fra noi tutto ciò, lo sai, non esiste.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Col canto, col gioco, con vera allegria,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;i giorni in montagna ti scorrono via.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un caro saluto, un: "Ben attivato!"&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per te appena giunto, verrà riservato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E poi ogni giorno, è Leo che lo dice,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;avrai un buon motivo per esser felice!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1998 - Strembo ?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;1999 - Termenago ?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255); "&gt;2000 - Milano ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;_________________________________________________&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;2003 - Premeno ?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;_________________________________________________&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;2004 - S. Cristina di Gubbio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pensa come vuoi, pensa ciò che vuoi,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;ma otto giorni pieni trascorrerem sereni,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in compagnia di amici, di un cane e tanti "mici".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fra canti e fantasia regnerà... sì!... l'allegria!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-5956364275983323989?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/5956364275983323989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=5956364275983323989' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/5956364275983323989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/5956364275983323989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/06/soggiorni-dei-minipolifonici-le-poesie.html' title='Soggiorni dei Minipolifonici - LE POESIE'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SFGJKRZn00I/AAAAAAAAAEo/Q6IEzAZvvKk/s72-c/casa.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-5674884090452081910</id><published>2008-05-22T10:19:00.003+02:00</published><updated>2008-09-12T14:15:44.876+02:00</updated><title type='text'>Il coro di voci bianche</title><content type='html'>Andrea mi ha, simpaticamente investito con una successione di domande, una più impegnativa dell'altra. &lt;div&gt;Troppe?  No, tante, non tutte, ma quelle che mi ha rivolto sono assai importanti e denotano in lui un rapporto coscienzioso nei confronti dell'impegno che vorrebbe assumersi.&lt;div&gt;Caro Andrea, mi permetto supporre che tu sia giovane, per questo azzardo il "tu".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Innanzitutto tramuta il tuo terrore in fiduciosa prudenza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi, mettiti nello stato d'animo che ti suggerisca di istituire un coro perché possano venire tanti bambini a cantare e non  cercare tanti bambini per poter avere un coro di voci bianche.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Considera la diversità delle due posizioni. Per me, la prima presuppone disponibilità e consapevolezza che i bambini sono soggetti  e non oggetti. Nella seconda posizione, pur involontariamente, verrebbero invertite le motivazioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quali bambini? Tutti, direi! E gli stonati? Andiamoci piano con gli stonati!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se inizi con bambini piccoli (sei - stette anni), puoi avere molte buone possibilità di correggere difetti di intonazione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il solfeggio? No, per carità! Ci vorrebbe un novello Savonarola per mandare al rogo tutti i libri di solfeggio parlato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fin da piccoli, che dico, piccolissimi tre - quattro - cinque anni, si può iniziare a proporre canti e alcuni suoni, due o tre, che i bambini possano subito  intonare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Sarà poi, importante la scelta del repertorio di canti in relazione alle diverse età dei cantori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A questo punto ti consiglio di seguire alcuni corsi  che trattino argomenti legati alla formazione musicale e vocale del bambino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ce ne sono molti, viaggiando su internet avrai solo l'imbarazzo della scelta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Comunque, io sono a tua disposizione per ulteriori informazioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ti saluto, per ora, complimentandomi con te per i tuoi propositi e ti auguro tante soddisfazioni nel meraviglioso mondo della coralità infantile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nicola Conci&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-5674884090452081910?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/5674884090452081910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=5674884090452081910' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/5674884090452081910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/5674884090452081910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/05/il-coro-di-voci-bianche.html' title='Il coro di voci bianche'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-2536661128487604202</id><published>2008-04-19T10:38:00.010+02:00</published><updated>2008-06-12T22:40:50.868+02:00</updated><title type='text'>I cori di voci bianche incontrano I Minipolifonici</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SFGJohZeltI/AAAAAAAAAEw/iVKBtgJ1Uk8/s1600-h/archivio2.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://4.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SFGJohZeltI/AAAAAAAAAEw/iVKBtgJ1Uk8/s200/archivio2.gif" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5211097573097379538" /&gt;&lt;/a&gt;Nicola in questo periodo è sempre in viaggio. &lt;div&gt;Dalla sua casa in Umbria è da poco andato a Cosenza, Reggio Calabria, Cles... ora è in Sicilia e tra poco si sposterà a Roma e Padova. Che va a fare? A dare consigli ai direttori di coro e ai piccoli cantori che desiderano approfondire il meraviglioso mondo del canto corale. &lt;div&gt;Hai avuto occasione anche tu, come cantore o direttore di coro, di vivere un'esperienza simile?&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Scrivici e lascia un commento!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eleonora&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-2536661128487604202?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/2536661128487604202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=2536661128487604202' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/2536661128487604202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/2536661128487604202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/i-cori-di-voci-bianche-incontrano-i.html' title='I cori di voci bianche incontrano I Minipolifonici'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SFGJohZeltI/AAAAAAAAAEw/iVKBtgJ1Uk8/s72-c/archivio2.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-6062300009641077203</id><published>2008-04-18T11:52:00.025+02:00</published><updated>2008-10-12T17:50:49.388+02:00</updated><title type='text'>Nicola Conci e 40° de I Minipolifonici</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SPIcyIo5OfI/AAAAAAAAAQQ/2_a4uoHiUeo/s1600-h/capocoro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SPIcyIo5OfI/AAAAAAAAAQQ/2_a4uoHiUeo/s320/capocoro.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5256295362732833266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOD65PdewOI/AAAAAAAAANo/mPHb0Tgc9ns/s1600-h/nicolaweb.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOD65PdewOI/AAAAAAAAANo/mPHb0Tgc9ns/s200/nicolaweb.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251473026823667938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;I Minipolifonici compiono quarant'anni e Nicola li vuole festeggiare ripercorrendone la storia:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=""&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color: rgb(255, 0, 0);  font-weight: bold;font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0); "&gt;PRIMA PARTE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt; &lt;/span&gt;Iniziai lo studio della musica e del pianoforte a cinque anni, non è stata una mia scelta ma di coloro che intravidero in me buone doti musicali. Vivendo in quegli anni a Napoli, fui affidato al pianista Aldo Ciccolini. Ricordo molte, molte ore di studio che mi permisero, in due anni, di compiere notevoli progressi. Trasferitomi a Trento proseguii gli studi conseguendo il diploma a Bolzano con Iris Niccolini. Iscrittomi a Composizione, ebbi la fortuna di avere come maestro Andrea Mascagni che mi ha educato alla ricerca del gusto musicale e mi ha fatto scoprire l’amore per l’insegnamento.La passione per il canto,   soprattutto  per  quello  corale  ha  sempre accompagnato la mia vita condizionando le mie scelte professionali future.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cantai nel coro Gianferrari di Trento diretto da Iris Niccolini, successivamente nel coro I Polifonici di Rovereto diretto da Camillo Moser, nelle Voces Latinae diretto da Jan Novak.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel 1967, venuto a conoscenza che nella mia parrocchia il coro dei bambini era rimasto privo del maestro, mi proposi al parroco, dando inizio così alla prima cellula dei futuri Minipolifonici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ricordo ancora i nomi di alcuni di loro: Giuliano, Luciano, Paolo, Enrico, Gabriele, Giorgio, Guglielmo, Lino, Lorenzo, Marco, Massimo, Matteo, Renato, Renzo, Roberto, Silvio, Vincenzo... Tutti “rigorosamente maschi”, così andava allora il mondo corale delle “Voci bianche”!&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOD5jXf63CI/AAAAAAAAANg/BvphkYRonvw/s200/i-primimini.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251471551512632354" /&gt;Ben presto si manifestò il desiderio di dare un nome a questo coro. Coinvolsi i cantori perché mi sembrava bello e giusto che fossero loro a sceglierlo. “I piccoli cantori”, “Gli usignoli del mattino”, I cantori di S. Antonio... (brr!)  I Minipolifonici!... questo nome mi incuriosì.&lt;br /&gt;Perché Minipolifonici? chiesi al cantore che aveva fatto questa proposta, e lui, Giorgio Postinghel, candidamente me lo spiegò: “Dal momento che tu, adulto, fai parte del coro dei “Polifonici”, noi che siamo piccoli potremmo essere I Minipolifonici. Vinse una splendida macchinina a pile, novità assoluta per quel tempo.&lt;br /&gt;Tutto in regola, quindi: il coro, i cantori, il direttore, la sede, mancavano il  Presidente, il Segretario... Trovati!: Ivo Tartarotti, genitore di Massimo; fece il Presidente per molti anni, entusiasta sostenitore e riferimento affettuoso delle prime nostre avventure.&lt;br /&gt;Paolo Mattedi, fratello maggiore di Antonio, prezioso segretario. Mancava ancora qualcosa che consideravo, già allora necessario, indispensabile: che i cantori arrivassero gradualmente a conquistare quella padronanza nella lettura musicale cantata che permettesse loro di comprendere ciò che andavano a eseguire, divenendo di conseguenza, assieme a me,  interpreti e non solo aridi ripetitori di canti appresi per imitazione.&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOD4B9jz0pI/AAAAAAAAANY/ZolYWokgbrg/s200/storia2.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5251469878102315666" /&gt; Iniziai col dare loro sempre le partiture perché leggessero almeno l’andamento della melodia.Successivamente organizzai corsi specifici di lettura musicale con tanto di diploma a “Primo cantore”.&lt;br /&gt;Nel 1970 compii la prima trasferta ufficiale fuori Trento: a Loreto.&lt;br /&gt;Dal 1971 in poi fu un susseguirsi di traguardi, che contribuirono al coro e a me di crescere, di confrontarci, di vincere numerosi concorsi nazionali e internazionali, di esibirci in concerti anche con orchestre sinfoniche.&lt;div&gt;FINE PRIMA PARTE&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://minipolifonici.blogspot.com/2008/09/la-storia-dei-minipolifonici-ii-parte.html"&gt;(vai alla II parte)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOD35AUhYzI/AAAAAAAAANQ/hyZmVh6-F0Q/s1600-h/storia2.jpg"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SOD35AUhYzI/AAAAAAAAANQ/hyZmVh6-F0Q/s1600-h/storia2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-6062300009641077203?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/6062300009641077203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=6062300009641077203' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6062300009641077203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/6062300009641077203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/nicola-conci-e-40-de-i-minipolifonici.html' title='Nicola Conci e 40° de I Minipolifonici'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_618L98sBJOk/SPIcyIo5OfI/AAAAAAAAAQQ/2_a4uoHiUeo/s72-c/capocoro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1701712241296498533.post-824468988024328212</id><published>2008-04-12T13:01:00.000+02:00</published><updated>2008-04-12T13:18:03.273+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='messaggio di benvenuto'/><title type='text'>Siamo qui</title><content type='html'>Ciao a tutti,&lt;div&gt;ben arrivati nel blog de I Minipolifonici.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Gli argomenti principali saranno soprattutto attinenti alla didattica musicale infantile, al coro di bambini e alla vocalità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1701712241296498533-824468988024328212?l=minipolifonici.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://minipolifonici.blogspot.com/feeds/824468988024328212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1701712241296498533&amp;postID=824468988024328212' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/824468988024328212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1701712241296498533/posts/default/824468988024328212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://minipolifonici.blogspot.com/2008/04/siamo-qui.html' title='Siamo qui'/><author><name>Nicola - Eleonora Conci</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00627526525572044902</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
