lunedì 19 settembre 2011

"E' iniziato il mercato dei vitellini da latte.".

A pieno ritmo e con tutto il "Grandeur" da baraccone di festa paesana, sono iniziati i due programmi canori più amati dai genitori italiani; quei genitori che, privi ormai di qualsiasi pudore, attendono il momento nel quale il loro piccolo si offre al pubblico per prepararsi una buona dose di lacrime a comando non appena si rendono conto d'essere ripresi dalla famelica "cerbottana" del cameraman. Li definiscono programmi per i bambini ma per loro non lo sono affatto. Loro, sono solo oggetti, carne da spettacolo, da pubblicità di articoli per l'infanzia; sono cuori che palpitano, sinceramente palpitano, e come palpitano! Concentrati nel loro ruolo di "divi" per tre minuti, preoccupati di non deludere le aspettative di tutto il parentado, nonni compresi, bloccati sulla sedia, davanti al televisore con un capiente fazzoletto in mano, pronti, anche loro, ad arginare l'inevitabile emorragia di lacrime. Questo chiedono l'"Arena virtuale" e il suo pubblico). E i bambini ci credono, credono ai genitori che fanno di tutto per assecondare il proprio effimero, recondito sogno; credono ai conduttori che, da bravi professionisti, sanno entusiasmarli, circuirli, aiutarli al punto di ritenersi grandi interpreti come o meglio dei loro modelli. Pensano che questa sia la loro Musica, che questo potrebbe rappresentare il più ambito e fortunato loro futuro: "Il successo, immediato e facile". Ma questo è come stampare un libro prima ancora di scriverlo: bello, con la copertina elegante, accattivante, le scritte in oro, disegni colorati così, a caso ma dentro ancora niente perché manca il vissuto, mancano le esperienze, le conoscenze.

I veri destinatari di questi programmi non sono loro ma le canzoni, i cantanti che le hanno scritte o lanciate (rigorosamente musica leggera meglio se canti d'amore, che con l'innocenza infantile non hanno nulla da spartire). Ma i bambini non meritano questo, non è il giusto messaggio per la loro armoniosa e sana crescita. Quando i bambini si propongono al pubblico è per donare qualcosa che loro hanno preparato e nel quale c'è la gioia di offrirlo, la lucida consapevolezza di aver appreso qualcosa che serve soprattutto a loro, acquisita nella quotidiana, costante preparazione, studio, in un contesto preparato proprio per loro (la Scuola, per esempio). Perché il bambino deve imitare l'adulto? Perché deve condizionare la propria voce a immagine e somiglianza vocale dell'esecutore originale, fingere di gioire, spasimare, soffrire d'amore, contorcersi sul microfono perché così si fa se si vuol essere come i grandi cantanti? I bambini devono suscitare solo ammirazione, rispetto per quello che riescono a fare quale frutto del loro impegno. Loro non devono provocare tenerezza, quella tenerezza forzata, fuori luogo e per questo inutile, falsa. Il luogo giusto per il bambino non è il palcoscenico ma il suo quotidiano "cortile" nel quale muoversi, esplorare, conoscere, imparare a distinguere ciò che solo piace da quello che veramente vale. Imparare a fare le scale per salire, non con la pedana mobile del palcoscenico. Non è educativo fargli credere che tutto intorno ruoti attorno a lui ma lui ne fa parte e deve imparare a viverci saggiamente, serenamente come un fiore di campo non un effimero, sgargiante buchèt di plastica. Deve imparare che le grandi cose, le grandi imprese non avvengono in una serata per quanto scintillante e ammaliatrice.

"L'Everest non si conquista in ascensore"!

Nicola Conci


lunedì 29 novembre 2010

Perché solo bambine nel coro?

Non proprio moltissimi anni fa, poco più di quarant'anni (un battere di ciglia per il tempo), nei cori di "Voci bianche", quelli meritevoli di essere così definiti, erano rigorosamente ammessi solo bambini maschi. Lo stesso mio coro, nel 1970, alla gloriosa rassegna internazionale loretana di "pueri cantores", venne ammesso con la clausola che i componenti fossero solo maschi. Decisi di infrangere questa tradizione che ritenevo priva di logica e adeguata giustificazione accogliendo nel mio coro anche le bambine. Oggi, finalmente, questa vetusta e assurda tradizione ha perso colpi e abbandonato le sue antiche velleità. E' migliorato qualcosa? Se per migliorato si intende il fatto che anche vicino all'altare, nelle improvvisate "cantorie" la presenza di qualche fanciulla non desti più scandalo e sconcerto, beh, si, le cose sono migliorate (di necessità si fa virtù). Ma ai "cori di bambini" (mi piace tanto questo termine, lo considero il più giusto, la definizione in assoluto più legittima, rispettosa dei soggetti che la compongono) ha migliorato qualcosa? Per niente! Anzi, ha capovolto i ruoli. Ora i cori di voci bianche o di bambini, sono costituiti prevalentemente da bambine. Spero non sia questa una fra le rivalse del "femminismo".
Il fenomeno s'è laicizzato e capovolto ma in senso negativo.
Le mode, gli allettamenti che enfatizzano il tutto facile, il successo effimero, la smodata aspirazione alla notorietà, stordisce, specie i più giovani, privandoli del diritto alla cultura, alla Musica, all'attenzione del bello prima che del famoso, a comprendere l'importanza delle discipline come aiuto alla ricerca della perfezione.
Il luogo comune che provoca questa situazione è dato quasi sempre dalla mancanza di informazione dell'adulto, della quale spesso ne è vittima il genitore stesso, che ritiene l'attività corale una "cosa da femmine". I maschi devono fare sport!: "Calcio", per primo, poi lotta. Nel "calcio" i bambini si assoggettano ad allenamenti in qualunque ora del giorno, in qualunque giorno, con qualunque tempo. Se proprio, proprio, per loro basta la musica leggera, magari attraverso l'imitazione dei cantanti adulti, scelta, questa, assolutamente diseducativa,.
Le bambine? ah le bambine fanno "danza", classica, moderna o tutte due! Proposta di avvicinamento all'Arte indubbiamente positiva. Ma perché? Loro devono ingentilirsi, prepararsi ad essere brave, eleganti, leggiadre... e poi? Poi può esserci il "coro", si, quello è adatto a loro. Questa è ghettizzazione delle discipline, dettata soprattutto dalle mode del momento.
A me sembra molto grave.
Ma perché i maschi non devono cantare? La voce è un dono, per molti aspetti, inoltre può tramutarsi in splendido strumento musicale e nel canto, soprattutto in coro, essa trova la soluzione migliore per avvicinarli alla Musica.
Sono convinto che anche il bambino maschio ha diritto di conoscere la propria voce, di usarla in modo corretto, di essere consapevole sul come usarla, quando, con chi, per chi proporla. Ha diritto di provare la gioia del canto. Il coro, soprattutto, insegna la disciplina dell'ascoltarsi e del saper ascoltare, aiuta a concepire la stessa come una necessità prima che come condizione.
C'è un abbigliamento adatto alle donne e c'è quello adatto all'uomo, forse ci sono pure lavori più adatti all'uomo e viceversa ma non devono essere dettati da preconcetti discriminanti.
Se i genitori scoprissero le potenzialità vocali del loro bambino, conoscessero la grande valenza educativa del cantare in coro, si convincessero che la voce, al pari delle gambe, dei piedi è un mezzo, si per comunicare ma anche per sublimare la poesia, il canto sulla stessa, che sa dare emozioni, che nel canto può trasfigurarsi in dono per chi l'ascolta, sono convinto che qualche domanda in più se la farebbero e la decisione sarebbe scontata.

martedì 2 novembre 2010

III° INCONTRO con la LETTURA MUSICALE “DALCON”

I Minipolifonici
Associazione Culturale - Gubbio

SCUOLE IN CONCORSO
2 - 3 aprile 2011
Riservato alle Scuole che adottano il metodo didattico dei Minipolifonici:
“Canto le note” di Nicola Conci e Eleonora Dalbosco.


Direttore: Nicola Conci
Commissione giudicatrice:
un direttore di coro di bambini,
un insegnante di musica nella scuola primaria,
un insegnante di musica nella scuola media,
un cantore che ha frequentato il coro di voci bianche: I Minipolifonici della città di Milano.

Obiettivi:
Riunire le scuole che adottano lo stesso metodo didattico e favorire momenti di scambio.
Dare agli allievi occasione di aggregazione in un interesse comune.

Data e sede:
Il concorso si svolgerà domenica 3 aprile 2011 nel teatro di Ponte Felcino (PG).
I concorrenti saranno attesi presso l’Ostello di Ponte Felcino entro le ore 18.00 di sabato 2 aprile per la consegna dei brani da eseguire il giorno successivo.

Organizzazione:
Al Concorso possono partecipare le Scuole che adottano il metodo “DalCon”.
Verranno accolte le iscrizioni fino al raggiungimento di 40 concorrenti complessivi.
Il concorso è suddiviso in tre categorie: “Primi passi”,
“Allievi”,“Esperti”.
Ogni Scuola può partecipare con più gruppi anche in una stessa categoria, o potrà partecipare a una, due o tutte tre le categorie, comunque non dovrà superare il numero complessivo di otto concorrenti.

Ammissione:
Per essere ammessi al Concorso è necessario presentare domanda entro e non oltre sabato 15 gennaio 2011, sia tramite posta: I Minipolifonici - Loc. Santa Cristina 64 - 06024 Gubbio (PG), sia all’indirizzo e-mail: info@minipolifonici.it.
Nella domanda andranno specificate la o le categorie per le quali la Scuola intende partecipare, il nome e l’età dei partecipanti per ciascuna categoria, i brani scelti dalla Scuola, il nome dell’insegnante.
Le Scuole interessate potranno fare richiesta dei brani alla Direzione del Concorso che
provvederà a inviarli immediatamente. (vedi modulo allegato)

Premi:
Per ogni categoria è prevista l’assegnazione di un premio al 1°, 2° e 3° gruppo classificato.
I premi consistono in un diploma sul quale saranno riportati i nomi degli allievi vincitori in quella categoria, il nome dell’insegnante e della Scuola; verranno inoltre consegnati oggetti utili alla Scuola.

Dopo il pranzo, presso la sede dei Minipolifonici, alle ore 15,00 avverrà la proclamazione e premiazione dei vincitori, verranno inoltre consegnati omaggi a tutti i partecipanti, agli insegnanti e alle Scuole.
Saranno allestiti giochi e una merenda a buffet.

Soggiorno:
Le spese di viaggio, vitto e alloggio saranno a carico delle singole Scuole.
I partecipanti possono rivolgersi presso l’Ostello della Gioventù di Ponte Felcino (vicino al teatro).
Il costo della pensione completa è di € 34,00 a persona.
Ciascuna Scuola dovrà prenotare il numero di posti di cui necessita entro e non oltre venerdì 18 febbraio telefonando ai seguenti numeri: 0755913991, cell. 3293122559.
Dopo tale data la disponibilità non sarà assicurata.
Per qualsiasi informazione potrete telefonare: 075920185 - 3280593093
o scrivere per e-mail: info@minipolifonici.it
La vostra partecipazione non sarà solo attesa ma anche assai gradita.


Programma Concorso:

Categoria Primi Passi
Riservata agli allievi che stanno per concludere il 2° libro di “Canto le note”
Il gruppo sarà composto da due concorrenti di età compresa fra i sette e i dieci anni.

Prove:
Ciascuna prova sarà sostenuta contemporaneamente da tutti e due i concorrenti.

1: Esecuzione di una melodia a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla Direzione
Artistica del concorso.

2: Esecuzione di una canzoncina a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla
Direzione Artistica del concorso.

3: Esecuzione della melodia a due voci contenuta nella Lezione 22 di Canto le note 2.
o di una melodia a due voci composta dall’insegnante.

4: Esecuzione di una canzoncina a una voce precedentemente preparata dai concorrenti e
scelta fra quelle contenute nel 2° libro di Canto le note.

5: Esecuzione di una canzoncina a una voce consegnata dalla Commissione Giudicatrice la
sera prima del Concorso.

6: Esecuzione di una melodia a due voci consegnata dalla Commissione Giudicatrice la sera
prima del Concorso. Questa esecuzione, può essere eseguita da due o più concorrenti dello stesso gruppo.


Categoria Allievi
Riservata a ragazzi che stanno per concludere il 4° libro di “Canto le note”
Il gruppo sarà composto da tre concorrenti di età non superiore ai dodici anni.

Prove:
Ciascuna prova di lettura sarà sostenuta alternativamente da un concorrente o più concorrenti nel caso di melodie a più voci. Le canzoni precedentemente preparate potranno essere cantate da uno o più concorrenti.

1: Esecuzione di una melodia a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla
Direzione Artistica del Concorso.

2: Esecuzione di una canzoncina a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla
Direzione Artistica del Concorso.

3: Esecuzione di una melodia a due voci precedentemente preparata dai concorrenti e
scelta fra quelle contenute nel 3° o 4° libro di Canto le note.

4: Esecuzione di: "Passo e mezzo passo" contenuta alla Lezione 13 del 4° libro di Canto le note
precedentemente preparata dai concorrenti.

5: Esecuzione di una melodia a due voci consegnata dalla Commissione Giudicatrice
la sera prima del Concorso. Questa esecuzione, può essere eseguita da due o più concorrenti dello stesso gruppo.

6: Esecuzione a prima vista di una melodia a una voce consegnata dalla Commissione Giudicatrice.


Categoria Esperti
Riservata a ragazzi che stanno per concludere il 5° libro di “Canto le note”
Il gruppo sarà composto da tre concorrenti di età non superiore ai quattordici anni.

Prove:
Le prove 1, 2 , e 7 saranno sostenute alternativamente da uno dei tre concorrenti.
Le prove 5 e 6 saranno sostenute da due e tre concorrenti.

1: Esecuzione di una melodia a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla
Direzione Artistica del Concorso.

2: Esecuzione di una canzoncina a una voce precedentemente inviata alla Scuola dalla
Direzione Artistica del Concorso.

3: Esecuzione di una melodia a tre voci precedentemente inviata alla Scuola dalla
Direzione Artistica del Concorso.

4: Esecuzione di un brano o melodia per coro a tre voci precedentemente preparato dai con
correnti e scelto fra i seguenti: Suscepit Israel - Gli intervalli sono così - Melodia a tre voci a
pag.56, contenuti nel 5° libro di Canto le note.

5 Esecuzione di una melodia a due voci consegnata dalla Commissione Giudicatrice
la sera prima del Concorso.

6 Esecuzione di una melodia a tre voci consegnata dalla Commissione Giudicatrice
la sera prima del Concorso.

7: Esecuzione a prima vista di una melodia a una voce consegnata dalla Commissione Giudicatrice


La direzione:
Nicola Conci - Eleonora Dalbosco



mercoledì 17 febbraio 2010

Dieci milioni di "Pat,pat"

Rispondo all'interrogativo proposto sulla mia bacheca qualche tempo fa. Premetto: Il mio pensiero non è, e non vuol essere Vangelo, è un credo maturato in tanti anni di attività nei cori di bambini, di giovani e cori misti.
IL CORO E' PER I CANTORI!

Qualunque sia il vostro pensiero, se lo desiderate, proseguite nella lettura di questo mio scritto.
Il coro è per i cantori, riferendomi, ovviamente, ai cori amatoriali, siano essi misti, e (ancor più) cori di bambini.
I milioni di "Pat, pat" vadano a quanti hanno scelto di dedicare parte del loro tempo (sempre prezioso e spesso incomprensibilmente gratuito), alla preparazione di cantori, piccoli e grandi; a quanti hanno ideato un coro perché molti (bambini, ragazzi, adulti, anche anziani), possano, in esso, trovare gioia nel canto, consapevolezza di sentirsi destinatari privilegiati di un percorso culturale, formativo, artistico offerto dal loro maestro e non oggetto per le sue ambizioni direttoriali. Ci si deve inchinare davanti a queste persone, spesso sconosciute, che, nonostante l'imperversare di allettamenti frivoli, fuorvianti e principalmente inutili con i quali la televisione pubblica e privata bombarda gli occhi, i pensieri, i sogni, gli ideali dei bambini e dei giovani, trovano coraggio, accanita quanto accorata determinazione nel proporre altri valori, meno di moda, dove cosce e chiappe in mostra non trovano spazio, dove non viene osannato il bambino che, cantando su una base, riesce a rendere l'esecuzione identica al modello dell'adulto (immaginate di chiudere gli occhi, sentire il barrito di un elefante, aprirli e scoprire che a fare quel verso è stato un usignolo!). In un paese dove, le Istituzioni pubbliche per prime, mettono la Musica allo stesso livello di un comune corso privato di "Cucina breve", "Taglio e cucito in dieci lezioni" "Arti marziali per tutte le età", "Torte e dolci di nonna Adele", ci vuole coraggio, amore, umiltà per trovare la forza, spesso in condizioni proibitive, di proporsi, offrire un percorso con la Musica attraverso il coro, ciò che lo Stato considera meno che niente e chi lo volesse se lo dovrebbe pagare. Ammiro e apprezzo pure quei gruppi spontanei che per collettiva scelta, ogni tanto si ritrovano, si affidano al loro amico esperto di musica e direzione corale per leggere, studiare, cantare brani preparati assieme.
Non condivido, invece, l'abitudine di quei Direttori che vanno a caccia di cantori, cercando qua e là belle voci, cantori che non hanno problemi di lettura musicale, che siano in grado di prepararsi a casa per poi arrivare pronti alle poche prove prima del concerto.
Quelli non sono cori amatoriali, probabilmente nemmeno cori professionisti ma "carne da coro" necessaria ai progetti di uno solo: il Direttore. E' vero, a nessuno va negata l'ambizione di procurarsi e dirigersi un bel coro ma, lo stesso, non può neppure negare di essere un Direttore bisognoso di cantori. A loro, cantori e direttori auguro l'applauso convinto del pubblico; penso sia più che sufficiente.
A tutti gli altri la mia ammirazione e solidarietà e, anche se nessuno di loro riuscisse o volesse partecipare e vincere un Concorso, posso assicurargli di averne vinto uno di gran lunga più importante: l'aver concorso a rendere consapevoli e coscientemente collaborativi i propri cantori. Questo non è tanto, è tutto!
Nicola

giovedì 24 settembre 2009

Cles - Barcellona Pozzo di Gotto: due splendide realtà corali e musicali insieme per cantare.

Quattro bellisse giornate furono quella trascorse in occasione dell’incontro fra il Coro di voci bianche, il Coro giovanile della Scuola di musica C. Eccher di Cles e il Coro di voci bianche, i Ragazzi cantori di Barcellona Pozzo di Gotto (Sicilia).
Si sono ritrovati dopo che i cantori trentini vennero ospitati, nell’agosto del precedente anno, in Sicilia per un gemellaggio corale. Le amicizie createsi in occasione del viaggio nella splendida Sicilia resero necessaria, desiderata, attesa questa visita, arricchita anche da un’interessante occasione offerta dalla Scuola di Musica di Cles: un corso proprio per bambini e ragazzi cantori tenuto da Naomi Faran, musicista israeliana dinamica, esperta, dolce, trascinatrice direttrice di coro e da me, che con queste due bellissime realtà mi lega una grande, affettuosa amicizia. Io, che vissi in prima persona numerosi momenti con questi ragazzi e con i loro maestri: Chiara Biondani, Massimo Chini di Cles, Salvina Miano e Salvatore Perdichizzi, marito e prezioso Presidente, di Barcellona di Gotto, posso assicurare con quanta gioia trascorremmo quelle giornate, posso narrare su quanto s’è vissuto, s’è lavorato, e quante magnifiche emozioni tutti noi provammo.
I vari cori si resero, con entusiasmo, docili, duttili e utili “cavie” sotto le mani di Naomi e mie, sottoposti a diverse ore di lezione, prima per loro e poi per mostrare a un bel gruppo di giovani direttori di coro le nostre proposte didattiche, i nostri suggerimenti su come si possa gestire un corso di formazione musicale e corale a bambini e ragazzi.
Giornate fruttuose, abbellite da affascinanti momenti di musica, quali il concerto dei vari cori nella prestigiosa cornice del castello Valer di Tassullo, per esempio, due bellissime ore di musica, di canti eseguiti con emozionante bravura e lucida, gioiosa partecipazione.
“La voce dei bambini” “La voce dei ragazzi”: un coro per loro, un Maestro per loro, una metodologia didattica per loro, un repertorio per loro, un punto di incontro per loro: Chiedono troppo? Loro non lo chiedono, non devono chiederlo, ne hanno bisogno, ne hanno diritto!

martedì 15 settembre 2009

Donata Amadori non c'è più

Donata Amadori non c'è più.
Ciao, Donata,
non possiamo più parlare con te, ma nella tua nuova dimora inondata di luce, quella riservata ai giusti, affidiamo i nostri pensieri, così ci potrai sentire.
Noi dovremmo gioire per te e con te, perché tu sei nella gioia, non hai più bisogno, come noi, di piangere, soffrire, desiderare. Non considerarci egoisti se a questi pensieri aggiungiamo qualche lacrima; le lacrime sono la rugiada della nostra anima e la tua dipartita le ha sciolte in un rivo di dolcissimi ricordi.
Chiunque ci lascia si porta via un pezzo della nostra storia e tu hai fatto parte di questa storia: la limpida spontaneità dei tuoi rapporti, la tua vitalità, le tue risate che uscivano come spruzzo di fonte appena nata, manterremo con riconoscenza nei nostri cuori.
Ciao, Donata, noi I Minipolifonici che ti abbiamo conosciuta e con te abbiamo vissuto momenti bellissimi nel canto, nei giochi, nelle serate trascorse assieme in “casa Conci”, ti salutiamo pregandoti di cantare lassù, per noi, anche i nostri canti.
Nicola con I tuoi Minipolifonici

martedì 28 aprile 2009

Leggere e cantare, è possibile gioire?

Italia: anno 2030 Da un comune dialogo fra due amici.
Rossella: “Ciao, come va?” Sandro: “Bene, molto bene e tu?” Rossella: “Anch’io, molto bene, anzi, direi meglio ancora; sto incontrandomi con alcuni miei amici per cantare; oggi porto Monteverdi...” Sandro: “Cosa porti di Monteverdi?” Rossella: “Questo: “Deh, bella e cara”...” Sandro “Ah, la conosco” Rossella: “Qualcuno porterà alcuni lieder di Schubert, poi, non so, ma leggeremo tanta musica.” Sandro: “Avete concerti in programma? ... vi dirige qualcuno?” Rossella: “No, no, lo facciamo per noi, ci troviamo ogni settimana a leggere musica, non cantiamo per fare concerti, se mai volessimo, un direttore lo si trova sempre, c’è la coda...; noi cantiamo per diletto, non siamo musicisti di professione, lo sai, io  sono ragioniera e tengo la contabilità dell’officina elettrauto di mio padre; a scuola ci hanno insegnato la musica e quindi a leggere e intonare le note, ci viene quasi  automaticamente, come leggessimo un libro o il giornale. Siamo tutti amatori” Sandro: “E’ bellissimo!” Rossella: “Dai, perché non vieni anche tu?” Sandro: “Mah, quasi quasi ci faccio un pensier... anzi, no, vengo oggi anch’io con te, sono libero e una cantata in coro non si rifiuta mai... però non ho con me musiche da proporre”. Rossella: “Ne abbiamo noi tante, oggi leggiamo quelle, la prossima volta porterai le tue, magari, se hai qualcosa di nuovo...” Sandro: “Va bene, va bene, allora, andiamo”.  E, via canticchiando assieme l’aria: “La ci darem la mano...”
Fantascienza italiana!
Noi, intanto abbiamo incominciato così:

Perugia - Italia
21- 22 marzo 2009

I Minipolifonici
Secondo incontro con la lettura musicale DALCON

Lettura musicale?!  Teoria, solfeggio e dettato musicale (come ama chiamarlo la tradizione) mah, è una materia complementare, non si può farne un concorso! siamo seri! Sarebbe come fare un incontro di Analisi grammaticale!
Il solfeggio serve a indottrinare di regole musicali l’allievo. “Solfeggio imposto attraverso l’arido snocciolamento parlato di note spintonate da un ritmo spesso assurdamente difficile, costellato di continui trabocchetti? Bah!...”
Ma è necessario! si dice in Conservatorio, indispensabile a semplificare il lavoro dell’Insegnante di Strumento, solo a lui! è affidato il compito di formare il “Musicista” , prepararlo all’incontro con il palcoscenico e agli applausi; diamine, a ciascuno il suo!
E’ mai accaduto che il garzone incaricato a preparare la malta per costruire la casa abbia goduto gli onori al pari degli architetti? Questi insegnanti di solfeggio devono darsi una regolata!

Ma ora... leggete questo: 
Alle Scuole che hanno partecipato al secondo concorso di lettura musicale DALCON:
Complimenti, voi siete riusciti a compiere il miracolo di rendere il “Solfeggio” (ah! che brutta parola!) un appuntamento di gioioso impegno settimanale, a renderlo occasione preziosa per gustare il piacere di fare musica attraverso il primo, in assoluto il più importante, strumento musicale: la voce. 
Il recente incontro per il quale avete coinvolto quasi una trentina fra i vostri allievi, lo ha dimostrato. Erano poi bambini e ragazzini fra i sette e i dodici anni  che suddivisi nelle tre categorie: Primi passi, Allievi, Esperti, si destreggiarono in diverse prove, affrontando l’esecuzione di musiche precedentemente preparate, musiche consegnate il giorno prima, altre da leggere lì sul momento”.
Ancora sulle prime note da loro intonate, s'è creata un'atmosfera magica, unica, di ammirazione, rispetto nei confronti di quei piccoli, chini sulle partiture, impegnati a sciogliere dalle loro labbra e dal loro cuore, che tradiva innocente trepidazione, le note su di esse scritte.
In tanti anni di insegnamento mai avremmo pensato che la lettura cantata di una melodia letta a prima vista, anche a tre voci, fosse capace di suscitare tali emozioni.
Ci siamo chiesti: “ Ma questi sono allievi di teoria, solfeggio e...bla, bla, bla... o “alieni” di teoria, solfeggio e...bla, bla, bla...? ”Tutti, ma proprio tutti furono in grado, con le loro esecuzioni, alcune di altissimo livello, di stupirci, entusiasmarci, commuoverci. In loro traspariva gioia, desiderio di parteciparvi, di provarci, e soddisfazione nel riuscirci.
Nessuno era contro l’altro, nessuno, si considerava il protagonista, ciascuno, invece, si propose in favore della sua Scuola.
Dobbiamo ammetterlo, qualche prova fu un po' difficile, ma loro non si persero d'animo, l’affrontarono con determinazione  superandola con abilità.
La Giuria? Iniziamo dalle gentili signore: Eva Marti; formatasi, fin dall’età di sei anni, alla Scuola di coro dei Minipolifonici di Milano, musicalmente pronta e dotata di ottima intonazione; ora studia canto con l’intento di conseguire il diploma. Saverio Tinto, appassionato estimatore del metodo Dalcon, insegnante di musica colto, e sensibile direttore di coro di bambini; Franco Radicchia, anch’egli ottimo didatta presso le scuole medie e direttore di coro.
Non male l’idea di evitare ipotetici “luminari della musica” prediligendo coloro che con i bambini e i ragazzi sono in contatto quotidiano, persone che conoscono la didattica dei Minipolifonici, la condividono, la adottano e proprio in virtù di ciò, in grado di valutare, giudicare, apprezzare, riconoscere l’adeguatezza delle relative prove in concorso.
Che piacevole emozione per i piccoli della Scuola di Musica C. Eccher di Cles, con la loro insegnante Chiara Biondani, vincitori nella categoria: “Primi passi”!
Comprensibilmente compiaciuti i ragazzini del coro “Nuove Armonie”di Padova e la loro insegnante Chiara Mario, mentre ritiravano il primo premio per la categoria: Allievi” ed infine gli allievi della Scuola Il Pentagramma di Tesero, giustamente fieri nello stringere fra le mani, assieme al loro insegnante Ilario Defrancesco, il premio quali vincitori nella categoria: “Gli Esperti”.
Che successe poi? Prima di lasciarci: una trascinante Tombola musicale, bellissima, organizzata in modo che a giocare non fossero le diverse scuole “una contro l’altra armate” ma gli allievi delle stesse divisi in squadre di sei, estratti a sorte fra  i concorrenti, coinvolse tutti i bambini.
Non vinsero i singoli Aldo, Rosanna o Andrea ma sei ragazzi uniti in cordiale collaborazione, vicendevolmente impegnati  nel superamento delle varie tappe della stessa.
Altri vincitori? Prima fra tutti la Musica, in egual misura gli insegnanti ai quali va pure il merito di aver permesso ai loro bambini di vivere questa esperienza. I bambini,  si, loro, che con l’ incoscienza propria dei cuori semplici si affidano totalmente a noi adulti, loro, che guardandoci negli occhi, ci seguono, ci ascoltano, ci scrutano, si fidano,  si affidano alla nostra saggezza, rispondendoci con tacita, genuina  riconoscenza. 
E, infine... lasciatecelo scrivere: anche il Metodo DALCON.
Dunque, a questo concorso, il primo in Italia, auguriamo una lunga serie di prossimi incontri.
Esso ha confermato la nostra convinzione, da molti anni accarezzata, che il solfeggio può trasformarsi in forma d'Arte, se interpretato quale ulteriore occasione di crescita nella coscienza e conoscenza della Musica e non solo arido "tributo" da versare alle Istituzioni musicali.
Il nostro "Grazie" va quindi alle Scuole, agli insegnanti, che hanno favorevolmente accolto questa proposta formativa, condividono il nostro "credo didattico", e l’hanno nobilitato con la splendida risposta data dai loro allievi. 
Arrivederci al prossimo anno, ad altre piacevoli cantate a una, due, tre, cento voci che intonano l'identico “nostro canto”.